L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di "attraversare" il mare

Dopo una breve e parziale pausa instabile di questo weekend, una nuova e intensa ondata di calore colpirà l'Italia. A causarla sarà la rotazione verso est dell'asse del promontorio anticiclonico nordafricano che spingerà aria molto calda dal Sahara verso le Isole Maggiori e poi sulla nostra penisola.

Con la terza e più intensa ondata di caldo in arrivo anche sul nostro Paese, l'estate 2026 si sta confermando come una delle più critiche degli ultimi decenni, segnata da una persistente e invadente presenza dell'anticiclone nordafricano. Questa vasta cupola di alta pressione si presenta ormai sempre più frequentemente, non rappresenta più un evento eccezionale, ma una condizione strutturale che ha sostituito l'anticiclone delle Azzorre, che in passato garantiva la normalità per l'estate italiana.

La risalita della massa d'aria di origine sahariana verso il bacino del Mediterraneo è favorita dal ricorrente e prolungato blocco anticiclonico, che impedisce il transito di correnti più fresche atlantiche e che, invece, produce temperature costantemente al di sopra delle medie del periodo.

Secondo i dati diffusi recentemente dal servizio Copernicus, il mese di giugno 2026 è stato il più caldo di sempre sull'Europa Occidentale, con anomalie termiche che in alcune regioni, come in Francia, hanno superato anche i record storici del 2003. L'Italia, sebbene rimasta finora parzialmente ai margini in quella ondata, la prossima settimana sarà più direttamente investita da una terza onda di calore.

Il weekend: una breve tregua prima della nuova risalita

In questo fine settimana avremo una fase di transizione, con gran parte dell'Italia interessata da tempo stabile e soleggiato, ma il transito di un debole impulso produrrà dell'instabilità, in particolare al Nord e lungo la dorsale appenninica.

Durante le ore più calde, infatti, la formazione di cumuli favorisce lo sviluppo di rovesci e temporali localizzati, che potrebbero risultare anche intensi. Questa fase potrà offrire un parziale e temporaneo calo termico, specialmente sulle regioni settentrionali e sui versanti adriatici, dove potremmo avere una breve tregua dal caldo. Tuttavia, questa parentesi instabile non influirà molto sulla tenuta della struttura anticiclonica, che invece rimarrà ben radicata sull'Europa occidentale, pronta ad inclinarsi proprio verso l'Italia.

Verso un'intensificazione anche estrema

E proprio nel corso della prossima settimana, dopo la breve parentesi di instabilità localizzata, l'anticiclone di matrice subtropicale tornerà a rinforzarsi ulteriormente.

Già dall'inizio della prossima settimana, la configurazione sinottica attuale, con una caratteristica forma ad "Omega" (per la sua forma che richiama quella della lettera greca), oltre a bloccare il flusso perturbato, richiamerà aria molto calda direttamente dall'entroterra sahariano.

Le proiezioni indicano rialzo termico notevole, che porterà le temperature su valori anche estremi. Potremmo avere punte di 36-38°C nelle grandi città, anche superiori in Sardegna e in Sicilia, dove potrebbero essere facilmente superati i 40-42°C.

La prossima settimana l'asse del promontorio anticiclonico di matrice nordafricana tenderà ad inclinarsi verso est, puntando verso l'Italia. Il caldo sarà intenso e interesserà soprattutto le isole maggiori e le regioni occidentali. Mappa delle temperature a 2 metri dal suolo prevista per giovedì 16 luglio. ECMWF Meteored
La prossima settimana l'asse del promontorio anticiclonico di matrice nordafricana tenderà ad inclinarsi verso est, puntando verso l'Italia. Il caldo sarà intenso e interesserà soprattutto le isole maggiori e le regioni occidentali. Mappa delle temperature a 2 metri dal suolo prevista per giovedì 16 luglio. ECMWF Meteored

Queste anomalie sono evidenti dalla mappe a 1500 metri, alla quota isobarica di 850 hPa, dove le simulazioni modellistiche indicano temperature con valori tipici del deserto del Sahara, tuttavia sulle nostre regioni occidentali tirreniche e sulle isole maggiori la presenza del mare, con la sua umidità, potrebbe rendere questi valori particolarmente sgradevoli se non addirittura opprimenti, con una crescente sensazione di afa, con un disagio fisiologico molto elevato.

Una possibile uscita dal gran caldo sul lungo termine

Al momento, i modelli meteorologici suggeriscono che questa terza ondata di caldo della stagione potrebbe protrarsi almeno fino al 20 luglio. Solo dopo tale data si intravede, seppur con una bassa attendibilità previsionale, la possibilità di un cambiamento nella circolazione atmosferica, con la possibile discesa di una saccatura verso l'Europa Centrale che potrebbe parzialmente coinvolgere anche il nostro Paese.

Tuttavia, come spesso accade nei periodi caratterizzati da una particolare e reiterata invadenza del promontorio anticiclonico nordafricano, riferito alla componete continentale dell'anticiclone subtropicale, non è affatto scontata un'azione di arretramento significativo dello stesso.

Spesso, infatti, questa figura meteorologica, in talune estati, tende a ripetere ciclicamente delle azioni di espansione sul Mediterraneo Occidentale con solo delle brevi e temporanee fasi di fisiologico riassorbimento.