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La Siberia si trasferisce in Europa

Dopo l'intenso riscaldamento stratosferico sopra il Polo Nord ecco che si manifestano gli effetti, e che effetti, a livello troposferico con una intensa ondata di gelo che dalla Siberia sta per raggiungere il cuore dell'Europa

Marco Virgilio Marco Virgilio 22 Feb 2018 - 08:48 UTC
Gelo express
Domenica 25 si farà sentire nettamente ed improvvisamente l'ingresso sul centronord Italia dell'aria gelida pellicolare proveniente dalla Siberia

È ormai alle porte l’attesa ondata di gelo che colpirà l’Italia a partire da domenica. Manca ancora qualche giorno e non si possono esprimere certezze assolute ma gli scenari proposti dai principali modelli numerici fino a 144 ore dall'inizializzazione sono ormai sufficientemente concordi da poter ritenere probabile un intenso evento freddo, in qualche fase e zona anche nevoso, tra domenica 25 e i primi giorni di marzo.

La configurazione proposta dal prestigioso modello europeo ECMWF è davvero impressionante, sia in senso assoluto che in relazione al periodo stagionale. Un possente anticiclone di blocco esteso dall'Oceano Atlantico al Mare di Kara e alla Siberia, opposto ad una configurazione depressionaria in espansione dalla Siberia all'Europa centro-occidentale e al centro-nord Italia, trasferirà masse d’aria gelida a tutte le quote, che domenica cominceranno ad invadere il Nord a partire da est, dal Friuli-Venezia Giulia, dalla pianura padano-veneta e dalle regioni del Medio e Alto Adriatico. 

Il freddo arriverà a coinvolgere anche il sud Italia anche se ad oggi si può ipotizzare una portata minore ed un po’ di ritardo.

Tutto avrà inizio domenica 25

Domenica la depressione presente da giorni sui mari italiani entrerà in contrasto con il flusso gelido proveniente da est e nordest convogliando aria molto fredda e umida verso le coste adriatiche tra Romagna e Abruzzo, sul settore della pianura Padana compreso tra basso Veneto, Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria centro-orientale. 

Su queste zone sono attese nevicate fino in pianura con temperature pari a zero gradi o negative fino a livello del mare, nevicherà a tratti abbondantemente anche sul versante adriatico dell’Appennino Tosco-Emiliano. Lunedì possibili ancora nevicate al Nord su Piemonte occidentale e Liguria di Ponente mentre sul resto del Nord tempo migliore, propagazione delle nevicate fino a quote molto basse o pianeggianti su Corsica, Sardegna orientale, regioni tirreniche senza escludere Roma.

Neve ma soprattutto tanto freddo

Il freddo sarà la caratteristica più evidente di questa fase marcatamente invernale, sul Nord sono attese tra domenica e martedì isoterme comprese tra -10°C e -18°C alla quota di 1350 metri. Le temperature più basse sono attese sul versante adriatico dell’Italia centrale e tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Queste ultime due regioni rimarranno quasi del tutto fuori da precipitazioni significative ma potranno registrare temperature minime fino a -8/-12 gradi centigradi in pianura. In molte zone del Centro-nord saranno possibili giornate di ghiaccio, cioè giornate in cui la temperatura si mantiene sempre al disotto dello zero o a zero gradi.

Il modello europeo ECMWF con le precipitazioni nevose previste e gli accumuli al suolo fino al 25 febbraio

Questa analisi può ritenersi caratterizzata da una discreta/buona affidabilità fino a lunedì o martedì mentre il seguito di questo episodio, che potrebbe essere ricordato negli annali della Meteorologia, andrà necessariamente esaminato tra la fine di questa settimana ed i primi giorni della prossima. 

Oltre le 144 ore i modelli propongono ancora scenari divergenti, anche tra una corsa e la successiva dello stesso centro di calcolo. Non è quindi possibile, al momento, sapere esattamente quando si concluderà la fase fredda, se ci saranno nevicate importanti dopo il gelo o se si verificheranno altre ipotesi.

Dallo stratwarming al gelo siberiano

Certamente possiamo dire che l’evento di riscaldamento stratosferico, trattato in questo articolo, ha effettivamente inciso in modo evidente sulla circolazione a livello della troposfera annichilendo la struttura del vortice polare, spezzandolo in due circolazioni depressionarie separate da un vasto anticiclone. 

Questo è il meccanismo che in passato ha generato le più forti ondate di freddo in Europa trasferendo, di fatto, enormi masse d’aria gelida a tutte le quote dalla Siberia al cuore del Vecchio Continente in moto retrogrado. Si possono rilevare similitudini tra le storiche ondate di gelo ma ogni evento ha le sue caratteristiche, inutile preventivamente fare paragoni, occorrerà di fatto registrare l’evoluzione giorno per giorno e confrontare l’impatto reale di questo capitolo di fine inverno 2017/18 con misure ed effetti generali.

Nei prossimi giorni aggiornamenti sull'andamento dell’irruzione gelida con qualche notizia in più su quanto potrà accadere da martedì prossimo… 

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