Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate

Dopo il caldo anomalo, a partire dal 4-5 ottobre, l'anticiclone cederà gradualmente il passo alle perturbazioni atlantiche che torneranno a bagnare almeno parzialmente l'Italia. Apriranno la strada ad un successivo e più incisivo peggioramento.

L'avvio dell'autunno sul bacino del Mediterraneo sta mostrando una faccia poco convenzionale, ma alla quale ci siamo da tempo ormai abituati. La figura anticiclonica nordafricana, che ha dominato incontrastata per l'intera estate, continua ad influenzare il tempo anche in questa nuova stagione.

A supporto della sua azione ha un alleato nordico. Una figura anticiclonica sull'Europa Settentrionale e sulla Russia che fornisce il supporto ad incursioni estese e persistenti su buona parte del vecchio continente. Qui la risalita di correnti calde favorisce temperature elevate, anche di 4 o 6°C° sopra le medie e un ampio soleggiamento.

Le perturbazioni atlantiche, trovandosi il muro anticiclonico a est, sono costrette a percorrere una strada alternativa che le spinge a salire di latitudine.

Possibile cedimento dell'alta pressione tra il 4 e il 5 ottobre

Anche se coriaceo e persistente, l'anticiclone messo in crisi dal flusso perturbato atlantico che, secondo modelli matematici principali (tra cui il modello europeo ECMWF), vedrà un netto indebolimento proprio a partire dal prossimo fine settimana con un aumento della nuvolosità e crescenti possibilità di precipitazioni, soprattutto sul Nord-Ovest e lungo i versanti tirrenici, in particolare sulla Sardegna.

Dopo l'inizio di ottobre da "ottobrata", secondo i principali modelli matematici (tra cui il modello europeo ECMWF), vedrà un netto indebolimento proprio a partire dal prossimo fine settimana con un aumento della nuvolosità e crescenti possibilità di precipitazioni, soprattutto sul Nord-Ovest e lungo i versanti tirrenici, in particolare sulla Sardegna. ECMWF-MeteoRed
Dopo l'inizio di ottobre da "ottobrata", secondo i principali modelli matematici (tra cui il modello europeo ECMWF), vedrà un netto indebolimento proprio a partire dal prossimo fine settimana con un aumento della nuvolosità e crescenti possibilità di precipitazioni, soprattutto sul Nord-Ovest e lungo i versanti tirrenici, in particolare sulla Sardegna. ECMWF-MeteoRed

Proprio tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre una perturbazione potrebbe riuscire a scardinare l'anticiclone e penetrare maggiormente nel Mediterraneo, anche se questa informazione dovrà essere suffragata da ulteriori conferme nei prossimi giorni.

Tuttavia, risulta probabile che in questa fase la circolazione atmosferica, a livello europeo, subirà una riorganizzazione progressiva che, nel giro di alcuni giorni, potrebbe portare ad un graduale smantellamento della struttura di blocco anticiclonico. Se questo tentativo dovesse andare a segno, si aprirà la porta atlantica che favorirà l'arrivo di ulteriori fronti nuvolosi verso il Mediterraneo Centrale, segnando la conclusione della stabilità ottobrina.

Tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate

Nel periodo compreso tra il 5 e il 12 ottobre, le perturbazioni oceaniche, da quanto deducibile dai modelli e dalle tendenze settimanali di ECMWF sulla piovosità, le perturbazioni oceaniche dovrebbero riuscire a raggiungere con maggiore regolarità l'Europa, il Mediterraneo Occidentale e i bacini prossimi alla penisola italiana.

Come evidenziato dalle tendenze settimanali di ECMWF sulla piovosità, le perturbazioni oceaniche dovrebbero riuscire a raggiungere con maggiore regolarità l'Europa, il Mediterraneo Occidentale e i bacini prossimi alla penisola italiana. ECMWF-MeteoRed
Come evidenziato dalle tendenze settimanali di ECMWF sulla piovosità, le perturbazioni oceaniche dovrebbero riuscire a raggiungere con maggiore regolarità l'Europa, il Mediterraneo Occidentale e i bacini prossimi alla penisola italiana. ECMWF-MeteoRed

Le analisi dei centri di calcolo mostrano, per questo intervallo di tempo, un marcato aumento della piovosità media, con accumuli significativi e sopra media (anomalia positiva) che dovrebbero riuscire a coinvolgere inizialmente le regioni nord-occidentali e, soprattutto, la fascia tirrenica, per poi estendersi alle aree interne del Centro e a parte del Sud.

Dal punto di vista termico, l'ingresso di queste masse d'aria di estrazione atlantica non riusciranno, per loro natura, a portare un netto calo delle temperature, tuttavia queste correnti temperate riusciranno a riportare gradualmente le temperature massime su valori più consoni al calendario, facendo terminare l'anomalia calda tardo-estiva.

Gli scenari su base probabilistica: verso il 19 ottobre

Andando con lo sguardo oltre la prima decade, le proiezioni a lungo termine del modello europeo mostrano un segnale persistente di anomalia pluviometrica positiva sul bacino centrale del Mediterraneo, anche per la settimana che va dal 12 al 19 ottobre. Perciò, la circolazione atmosferica tenderà ad essere dominata dalla strada atlantica, con situazioni prevalentemente depressionarie, con spazio per ulteriori perturbazioni.

Sarà da monitorare la probabile interferenza con le acque superficiali del Mediterraneo, che, come sappiamo, continuano a far segnare temperature molto elevate per la stagione e che potrebbero fornire l'energia necessaria allo sviluppo di fenomeni anche intensi e persistenti.

Questi scenari, creati con il supporto di dati probabilistici, non hanno una valenza previsionale, rappresentano soltanto un tentativo di individuare la più probabile tra le tendenze possibili indicate dai sistemi di calcolo numerico che simulano l'evoluzione dell'atmosfera. Scenari ipotetici che andranno verificati e aggiornati man mano che ci avvicineremo al periodo in questione.