Meteo: da venerdì 13 attenzione al ciclone fra Sardegna e Sicilia, causerà forti piogge e mareggiate

Grazie al blocco anticiclonico a est, il ciclone si muoverà leggermente verso ovest (retrogrado), scivolando tra le due Isole invece di dissiparsi, causando forte maltempo.

Sembrano iniziare a trovare conferma le previsioni relative a un marcato peggioramento delle condizioni meteorologiche sulle regioni meridionali, a seguito della formazione di un ciclone, fra Sardegna e Sicilia.

Questo pattern non solo interrompe la lunga fase anticiclonica, ma favorisce condizioni di maltempo persistente sul Mediterraneo centrale, con il ritorno di piogge e venti forti all’estremo Sud.

Il flusso zonale prova a rompere il blocco anticiclonico

La corrente a getto polare appare forte e zonale sull'Atlantico settentrionale, con venti superiori a 140 nodi in zone rosse. Tuttavia, da venerdì 13 marzo, la corrente a getto polare, una volta raggiunta l’Europa, inizierà a deformarsi, causa la presenza ad est del blocco anticiclonico, in ulteriore approfondimento sulla Scandinavia.

L’isolamento di questa depressione causerà una fase di maltempo, anche severa, soprattutto fra la Sardegna e la Sicilia, dove si potrebbero registrare accumuli davvero significativi, fino a oltre 150-200 mm in diverse aree della Sicilia.
L’isolamento di questa depressione causerà una fase di maltempo, anche severa, soprattutto fra la Sardegna e la Sicilia, dove si potrebbero registrare accumuli davvero significativi, fino a oltre 150-200 mm in diverse aree della Sicilia.

Questo setup è tipico di un regime di blocking atmosferico, dove il flusso lineare viene bloccato da onde stazionarie. Le onde di Rossby giocano un ruolo cruciale qui. Quando queste onde amplificano eccessivamente, portano a fenomeni estremi, e nel nostro caso, favoriscono l'isolamento della depressione sul bacino centrale del Mediterraneo.

Perché nel weekend si formerà un ciclone tra Sardegna e Sicilia?

La presenza di questo anticiclone di blocco ad est non farà altro che dividere il flusso zonale in un ramo settentrionale e meridionale (zonal flow disrupted), mettendo le basi per la formazione di un’ampia saccatura che dalla Francia si estenderà sul Mediterraneo.

Al contempo il blocco anticiclonico sull’est Europa blocca l’avanzamento verso levante della saccatura.

Senza questa barriera, il vortice proseguirebbe verso est, invece viene "pinzato" e isolato. Questa caratteristica è essenziale, poiché crea un blocco omega (forma a Ω) che intrappola il ciclone sul Mediterraneo.

La posizione strategica

Una volta tagliato il vortice rimane intrappolato in una sacca di aria fresca ciclonica, staccata dal resto del sistema. Inoltre, Sardegna e Sicilia, con le loro posizioni insulari, agiscono come ancore orografiche.

Le Alpi a nord e la catena dell'Atlante in Africa deviano il flusso, favorendo la formazione di depressioni proprio in quel bacino. Il Mediterraneo centro-occidentale è una zona soggetta a queste ciclogenesi in primavera, quando il getto polare è ancora molto intenso.

Sia la Sicilia orientale che la Sardegna meridionale rischiano di essere investite da forti temporali, per lo sviluppo di linee di confluenza venti, che agevoleranno lo sviluppo dei moti convettivi.
Sia la Sicilia orientale che la Sardegna meridionale rischiano di essere investite da forti temporali, per lo sviluppo di linee di confluenza venti, che agevoleranno lo sviluppo dei moti convettivi.

Grazie al blocco a est, il ciclone si muoverà leggermente verso ovest (retrogrado), scivolando tra le due isole invece di dissiparsi. Questo è accentuato dall'intrusione di aria calda a nord, che rinforzerà il contrasto e prolunga l'isolamento.

Attesa una forte ondata di maltempo

L’isolamento di questa depressione causerà una fase di maltempo, anche severa, soprattutto fra la Sardegna e la Sicilia, dove si potrebbero registrare accumuli davvero significativi, fino a oltre 150-200 mm in diverse aree della Sicilia. Inoltre, sia il sud-est della Sicilia, che l’est dell’Isola, rischiano pure di essere investite da forti temporali, per lo sviluppo di linee di confluenza venti, che agevoleranno lo sviluppo dei moti convettivi.

Queste linee temporalesche saranno le osservate speciali, visto che sono capaci di scaricare, in poche ore, fino a oltre 200 mm di pioggia. Sulle coste, invece, bisognerà fare attenzione ai venti, a tratti intensi dai quadranti orientali, e al rischio mareggiate sulle coste esposte.