Guerra in Iran, allerta piogge acide a Teheran dopo i bombardamenti nei depositi di carburante: piove davvero petrolio?

I bombardamenti di USA e Israele su Teheran hanno incendiato grandi depositi di carburante. È allerta nella capitale dell’Iran per piogge acide, sta davvero piovendo petrolio?

Il terminal petrolifero di Vasylkiv vicino a Kiev, in Ucraina, colpito dopo un attacco missilistico russo e da cui si scatenò un imponente incendio.
Il terminal petrolifero di Vasylkiv vicino a Kiev, in Ucraina, colpito dopo un attacco missilistico russo e da cui si scatenò un imponente incendio.

La guerra è la più grande tragedia e sciagura che può vivere un popolo, una nazione o in casi estremi, le guerre mondiali, l’umanità. Oltre a morte, dolore e distruzione la guerra si porta dietro anche pesanti impatti ambientali e climatici. Una sola ora di volo di un cacciabombardiere emette gas serra come una famiglia numerosa consuma in un anno.

In questi giorni purtroppo la parola guerra è tornata nelle prime notizie dei media per le operazioni militari scatenate da Stati Uniti d’America e Israele contro l’Iran.

Nelle notizie delle ultime ore spicca il bombardamento dei depositi di carburanti e petrolio a Teheran, con effetti ambientali e meteorologici veramente incredibili e preoccupanti, sotto forma di piogge acide e, sembra, addirittura di pioggia nera di petrolio.

Cosa è successo

Dopo i bombardamenti su impianti petroliferi nell’area della capitale dell’Iran Teheran, in particolare nei depositi e raffinerie come Shahran, grandi incendi hanno generato dense nubi di fumo nero sopra la città.

Testimonianze e immagini mostrano una pioggia scura caduta su alcune zone della capitale. La Mezzaluna Rossa iraniana e la protezione civile hanno avvertito la popolazione del possibile rischio di piogge acide o altamente contaminate, invitando a restare al chiuso.

Secondo alcune fonti ci sarebbero state anche precipitazioni con gocce nere, attribuite a una presunta “pioggia di petrolio”. Le notizie di questo evento sono comunque presenti in molti grandi media, fra cui ANSA e CNN, che ha anche mostrato alcune immagini al riguardo.

Può davvero piovere petrolio?

Dal punto di vista fisico e meteorologico è estremamente improbabile che piova dal cielo petrolio liquido.

Quello che può essere successo probabilmente è qualcosa di diverso. Dai grandi incendi di idrocarburi si liberano ingenti quantità di fuliggine, aerosol e particelle carboniose incombuste. Queste particelle possono essere sollevate in atmosfera dalla forte convezione dell’incendio, all’interno di grandi pirocumuli.

In pratica si possono formare dagli incendi grandi nuvole convettive da cui possono cadere anche precipitazioni, e la pioggia può trascinare queste particelle verso il suolo. Il risultato può essere una pioggia molto scura o nerastra che può sembra una “pioggia di petrolio”. In ogni caso, quel che cade è altamente inquinante e nocivo per la salute e l’ambiente.

Le piogge acide: il caso di Teheran e gli impatti

Fino agli anni 1980 il problema piogge acide era molto presente e sentito in Europa. La sensibilizzazione e preoccupazione per gli effetti su foreste e monumenti ha dato i risultati grazie all’abbandono dell’uso di combustibili sporchi e carichi di zolfo come olio combustibile e carbone.

Sull'Iran è presente un sistema depressionario, i venti a 700 hPa, circa 3000 m, si dirigono verso Turkmenistan e Afganistan.
Sull'Iran è presente un sistema depressionario, i venti a 700 hPa, circa 3000 m, si dirigono verso Turkmenistan e Afganistan.

Il rischio di pioggia acida dai bombardamenti a Teheran è senz’altro plausibile. Gli incendi di raffinerie rilasciano grandi quantità di SO₂ (anidride solforosa), NOₓ (ossidi di azoto). composti aromatici e idrocarburi.

Questi gas reagiscono con l’umidità atmosferica formando acido solforico e acido nitrico che possono abbassare il pH della pioggia. Normalmente la pioggia ha un pH di circa 5.6, la pioggia acida urbana ha pH 4–5 ma i grandi incidenti industriali possono abbassare il pH anche a 3–4.

Da un grande incendio di questo tipo possono aversi ampia deposizione di fuliggine su edifici e veicoli, precipitazioni contaminate, aria irritante, aumento di particolato fine e sostanze tossiche.

Tra i composti più pericolosi vi sono i idrocarburi policiclici aromatici (IPA), solfati e nitrati, metalli pesanti.

Dove andrà la nube tossica?

Dalle immagini del satellite meteosat la nube di questi incendi non è visibile, e anche da altri satelliti per ora non si hanno dettagli, anche a causa della presenza di nuvolosità per cause meteo. In ogni caso, la dispersione dipende dall’altezza raggiunta dal fumo e dai venti dominanti.

Se la colonna resta bassa, l’impatto resta entro alcune decine di chilometri. Se sale fino alla media troposfera, gli aerosol possono viaggiare centinaia o migliaia di chilometri. Alle latitudini dell’Iran i venti in quota potrebbero trasportare il fumo verso l’Afghanistan, il Pakistan e l’Asia centrale oppure verso Iraq e Turchia.

Ambiente e guerra: un problema sottovalutato

I conflitti armati possono avere impatti ambientali enormi, spesso poco discussi e non certo considerato nelle strategie e tattiche militari. Tra gli effetti possibili appunto gli incendi di raffinerie e depositi di carburante, la contaminazione di aria, acqua e suolo, il rilascio di sostanze tossiche.

Questi eventi possono portare gravi danni agli ecosistemi, alle città, all’agricoltura e anche al mare. Episodi simili sono stati osservati in passato durante con incendi dei pozzi petroliferi nel Kuwait nel 1991, nella prima guerra del golfo e recentemente nella guerra fra Russia e Ucraina. Una ragione di più per invocare la fine delle ostilità e sognare un futuro di pace per l’umanità.