Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni

L'alta pressione potrebbe arretrare dal 22 settembre, con il possibile arrivo di correnti fredde ed instabili, pronte a riportare delle precipitazioni dal 24 settembre, insieme ad un nuovo calo termico sull'Italia.
Analizzare l'evoluzione della circolazione atmosferica a una settimana di distanza, richiede una doverosa cautela. Infatti, quando ci si spinge oltre i cinque giorni, le dinamiche atmosferiche simulate dai modelli matematici presentano un fisiologico margine di incertezza, per cui è corretto ragionare in termini di tendenza e di probabilità, senza dare alcuno scenario per scontato.
Tuttavia, i segnali che giungono dai principali modelli matematici, come ECMWF e GFS, iniziano a delineare la possibilità di un nuovo cambio di circolazione per la seconda parte della prossima settimana. Infatti, dopo la stabilità che si andrà affermando già nel prossimo fine settimana a partire dal Nord Italia e poi anche al Centro, con il Sud ancora alle prese con un po' di instabilità, ci sarà la possibilità per un nuovo peggioramento.
Tuttavia durerà poco. Infatti, l'alta pressione tenderà a modificare la propria posizione, ritirando il suo raggio d'azione verso l'Atlantico e contemporaneamente sulla Scandinavia, aprendo, in questo modo, un canale a correnti più fresche e instabili di origine settentrionale che potrebbero interessare anche la nostra penisola.
Il confronto tra ECMWF e GFS attraverso l'analisi degli spaghi e l'AI
Dal confronto di proiezioni deterministiche, statistiche con AI ed ensemble dei due principali centri di calcolo (l'europeo ECMWF, la sua versione AI e l'americano GFS) emergono degli spunti evolutivi che proveremo a commentare. Il modello americano, attualmente, propende per una visione orientata verso "il fresco" e al peggioramento, con una discesa d'aria artica verso l'Europa Orientale che potrebbe riuscire a coinvolgere anche la nostra penisola, soprattutto i versanti adriatici con temperature anche sotto media e precipitazioni.
Mentre la corsa modellistica europea resta più prudente, proponendo una discesa fredda, facente riferimento ad un vortice depressionario tra paesi dell'est Russia, leggermente più defilato verso est, con una maggiore tenuta del campo di alta pressione ad ovest.
AIFS, il modello AI di ECMWF propone una visione anche più estrema, ancor più sbilanciata verso il fresco e il maltempo. In questo caso un impulso di aria polare potrebbe sostanzialmente alimentare una nuova circolazione depressionaria.

Per cercare di orientarci tra queste visioni, con un'approccio probabilistico sulla tendenza, possiamo osservare gli "spaghi" con le medie delle corse probabilistiche dell'ensemble. Entrambi i modelli vedono una generale tendenza al ribasso delle temperature a partire da martedì 22 settembre e fino ad almeno il 25-26 settembre.
Lo scenario attualmente proposto dalle emissioni ufficiali di GFS e ECMWF, sono accompagnate da un fascio di clusters (proiezioni simulate dagli stessi input in ingresso, ma disturbate volutamente per valutare la tenuta della visione ufficialmente proposta), che tendono a dividersi, con versioni che iniziano a divergere sostanzialmente, soprattutto dal punto di vista termico.
La mappa delle precipitazioni e il calo termico
Se la prospettiva proposta da ECMWF dovesse trovare riscontro nelle prossime emissioni, la pioggia potrebbe tornare solo occasionalmente a bagnare alcune regioni italiane a partire da giovedì 24.
Si tratterebbe di un impulso piuttosto debole, più influenzato dall'anticiclone, che potrebbe vedere l'Italia ai margini del peggioramento, con l'ingresso di aria fresca ma sostanzialmente asciutta, incapace di produrre effetti consistenti in termini di precipitazioni.

Visione molto diversa, invece, quella proposta dal "modello AIFS", che opera con l'Intelligenza Artificiale e che propone scenari "noti" perché verificatisi in passato in situazioni di partenza molto simili a quelle attuali, dedotti ma non deterministicamente. In questo caso freddo e precipitazioni coinvolgerebbero maggiormente il nostro Paese, potendo contare sull'approfondimento di un'area depressionaria sui mari ad ovest della Penisola.
L'ingresso di correnti fredde dai quadranti settentrionali, sempre in questo scenario, attiverebbe venti di Bora e di Tramontana, provocando una marcata flessione delle temperature.
L'assetto dell'alta pressione come ago della bilancia
La reale portata di questo ipotetico guasto del tempo dipenderà dall'esatta collocazione e dalla potenza del blocco anticiclonico atlantico. Qualora l'alta pressione dovesse ergersi con maggiore vigore verso le latitudini settentrionali, il corridoio per la discesa artica verso l'Italia risulterebbe diretto e quindi maggiormente incisivo, con fenomeni e con una sorta di anticipo d'autunno tangibile su tutta la Penisola.
L'intrusione di aria polare o nordatlantica, vista da AIFS, renderebbe il quadro precipitativo ancor più generoso, in un contesto comunque fresco per il periodo.
Al contrario, un'inclinazione più orientale o una blanda spinta fredda verso l'Europa Orientale, smorzerebbe l'entità dell'irruzione e di conseguenza anche dei fenomeni precipitativi, limitandone probabilmente gli effetti parziali al solo medio-basso Adriatico.
Nei prossimi aggiornamenti seguiremo da vicino l'uscita delle carte modellistiche per cercare di valutare la tendenza e definire con maggiore precisione ed attendibilità traiettoria ed effetti della discesa di aria fredda.