Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese

L'arrivo di intensi venti di Scirocco dall'entroterra desertico sahariano porterà con sé anche un ingente quantità di polvere desertica, pronta ad offuscare il cielo dell'Italia, con atmosfere inedite su molte regioni.
Il promontorio anticiclonico che da diversi giorni sta interessando l’Italia, assicurando una certa stabilità atmosferica, inizia ad avere le ore contate. Già da venerdì un primo impulso di aria fredda interesserà l’Italia, portando un po' di instabilità lungo i settori adriatici.
Ma il vero cambiamento si vedrà da domenica 12 aprile 2026, quando una vasta depressione extratropicale, dall’Algeria si muoverà verso la Sardegna, avvicinandosi all’Italia meridionale. Questa depressione, pronta a raggiungere valori di 998 hPa, attiverà intensi venti di Scirocco che dai deserti dell’Algeria e soprattutto della Libia, soffieranno verso Sicilia, Sardegna, sollevando ingenti quantità di polveri desertiche.
Già da domenica 12 grandi quantità di polvere invaderanno il cielo della Sardegna, Sicilia e della Calabria, mentre da lunedì 13 aprile gran parte della nuvola di polvere invaderà il resto dell’Italia, offuscando la volta celeste e creando atmosfere desertiche, specie al Centro-Sud.
Come si creano le nuvole di polvere desertica?
Le nuvole di polvere desertiche vengono prodotte da particolari condizioni meteorologiche. Ci devono essere venti piuttosto forti, superiori ai 50/60 km/h, su vaste aree desertiche sabbiose.
Soprattutto se tale sollevamento viene forzato da moti ascensionali indotti dalla presenza di importanti catene montuose, come i monti dell’Atlante sul Nord Africa.

Una volta sollevate nella bassa e media troposfera queste polveri sono pronte a percorrere lunghissime distanze, fino a raggiungere l’area del Mediterraneo e l’Europa, arrivando ad offuscare i nostri cieli e a sporcare ogni oggetto, incluse le auto, presente in un ambiente esterno.
Come arriva a depositarsi al suolo (o sulle nostre auto)?
I granelli di polvere desertica, gli stessi che sporcano le nostre auto e i nostri terrazzi o balconi, si possono depositare al suolo in due modi: tramite la “deposizione umida” e la “deposizione secca”.
Nella “deposizione secca” la polvere si accumula sul terreno per sedimentazione, lasciando piccoli accumuli, come capita sul davanzale di una finestra, nei terrazzi, soprattutto negli angoli, o nel tergicristallo della nostra auto, dopo una intensa avvezione di polvere desertica.
Sul Nord Italia, e lungo le coste tirreniche, la polvere desertica lunedì 13 si depositerà per “deposizione umida”, a seguito delle piogge e dei rovesci legati al sistema frontale della perturbazione africana in arrivo.
Mentre martedì 14 aprile le precipitazioni più intense interesseranno il Centro-Sud, Sardegna e Sicilia, favorendo un accumulo anche ingente al suolo sulle estreme regioni meridionali.
Lunedì 13 la polvere invaderà gran parte d’Italia
La nuvola di polvere che domenica 12 aprile interesserà per prima la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, da lunedì 13 si estenderà a quasi tutto il territorio nazionale, fino all’Appennino settentrionale e alla Pianura Padana, divenendo notevole come intensità.

Questa polvere sahariana peggiorerà la qualità dell’aria in molte città italiane, con un deciso peggioramento delle PM10. Il cielo si renderà lattiginoso, e spesso sarà addirittura invisibile su Sardegna e Sicilia, a causa dell’eccessiva presenza di particelle solide in sospensione.
Le particelle più piccole, note come PM2,5, se inalate, possono aggravare precedenti problemi respiratori e causare secchezza delle mucose, rischiando di causare dei problemi per le persone che soffrono di patologie respiratorie.
Gli effetti positivi della polvere desertica
Le polveri desertiche non provocano solo disagi. Hanno anche degli aspetti positivi sugli habitat naturali, in modo particolare per le grandi foreste. Diversi studi di letteratura hanno dimostrato come le polveri del Sahara forniscono agli ecosistemi terrestri e marini importanti nutrienti come il ferro che è un micronutriente necessario per la fotosintesi nei produttori primari marini, tipo il fitoplancton e altri batteri marini.
La polvere contiene anche ferro, un nutriente limitante in molte aree dell’oceano, quindi quando la polvere cade nell’oceano, può fungere da fertilizzante per la crescita di alghe o fitoplancton.
Proprio lo spostamento verso occidente della polvere è stato oggetto di ricerche da parte della NASA che ha scoperto come la foresta amazzonica sia così fertile, grazie all’arricchimento di fosforo presente nelle nubi di polvere che dal Sahara occidentale raggiungono i Caraibi e l’area amazzonica, dopo aver attraversato l’Atlantico.
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