Lo studio di Harvard che svela come evitare che la IA ti sostituisca nel lavoro di scrittura
L'intelligenza artificiale, utilizzata sempre più spesso per scrivere articoli e contenuti di ogni genere, sta saturando il web di contenuti prevedibili, privi di appeal e di quell'originalità creativa che distingue un autore in carne ed ossa da un algoritmo. L'essere umano deve ripartire dalla forza propulsiva del suo pensiero per dare vita, corpo e visione a ogni sua frase.

Sarah L. Kaufman, nella Harvard Gazette del 18 maggio 2026, ha condiviso alcune riflessioni sulla scrittura professionale per superare e distinguersi dalla scrittura standardizzata dell'AI.
Gli strumenti di IA generativa stanno spopolando nel mondo della scrittura e della comunicazione, perché sono capaci di creare testi grammaticalmente ineccepibili, che soffrono, però, di una profonda piattezza stilistica. Inoltre, alcuni algoritmi, appositamente creati per "umanizzare" la scrittura generativa, finiscono per svuotare espressioni e pensieri del loro originale significato e profondità.
Prima di tutto c'è da capire che un modello a cui si chieda di scrivere un pezzo, attinge semplicemente a delle probabilità statistiche, non ad esperienze vissute realmente. Il risultato è una narrazione piuttosto piatta, priva di emozioni, che tende a utilizzare verbi generici e passivi che addomesticano qualsiasi messaggio.
La scrittura professionale di alto livello, invece, si basa su scelte coraggiose e su un livello di precisione e di visione del mondo superiore, che solo un osservatore fisico e reale, fatto di emozioni, riesce a restituire.
Il verbo come generatore di senso e significato
La differenza tra un testo scritto da un software e uno scritto da un professionista in carne ed ossa, risiede nella capacità di pensare per verbi, con azioni e sensazioni. Un verbo non deve limitarsi a descrivere un’azione, deve evocare una sensazione e un'emozione fisica.
Parlare del vento che soffia forte può andare bene per un bollettino meteorologico, ma se scriviamo che il vento sferzava il viso, stiamo permettendo al lettore di percepire qualcosa di più, la forza e la violenza dell’elemento naturale.

È fondamentale sostituire i verbi deboli come essere, fare, avere o andare con termini che contengono già il movimento dell'azione, cercando sempre la massima specificità. Invece di "camminare velocemente" possiamo scegliere di "scattare", e invece di "dire" preferiamo "sussurrare", "tuonare" o "sentenziare". Il segreto è applicare "il test della visualizzazione": se rileggendo la frase non riusciamo a vedere l’azione in modo nitido, significa che il verbo scelto è troppo generico e debole.
Oltre la superficie con la verità dell’esperienza
L’IA non ha mai vissuto esperienze con i propri sensi, non ha mai guardato il sole sorgere, non ha ma provato la frustrazione di un fallimento o di un rifiuto, né l'entusiasmo di un complimento o di un premio. Manca completamente il vissuto, e questa mancanza è il suo vero punto debole, il suo tallone di Achille.
Noi, in quanto umani, possiamo infondere nei nostri testi quella verità vissuta, perché conosciamo e sentiamo il risvolto emotivo di ogni situazione che descriviamo.
È questa impronta soggettiva a rendere il testo prezioso ed unico, che nessuna macchina potrà facilmente sostituire.
Strategie per rimanere umani nel lavoro editoriale
Non dobbiamo demonizzare la tecnologia, ma imparare a usarla come supporto e mai come sostituto. Se si utilizza l'IA per una bozza, quel testo deve essere considerato come una semplice argilla informe. Il compito dell'autore professionista umano è quello di modellarla, arricchirla, personalizzarla con riflessioni che derivano dalla propria esperienza, dal proprio vissuto e dalle proprie sensazioni ed emozioni.

I testi generati dall'IA sono spesso ridondanti, sovraccarichi di frasi fatte che girano intorno ad un concetto, spesso senza mai arrivare al dunque. Oppure sono scarne e prive di anima con verbi deboli e poco incisivi che vanno necessariamente sostituiti con espressioni vivide e ficcanti. Il ritmo è la musica della scrittura, l'IA produce periodi di lunghezza uniforme e monotona, priva di ritmica, come una soneria regolare ma noiosa.
Infine, il professionista deve mantenere alto il livello dell'etica, rifiutando il ruolo di tutore e coordinatore dell'IA. La qualità di un editoriale è costituita dal valore aggiunto che protegge la professione con la professionalità.
"Scegliere di scrivere con cura è, oggi, un autentico atto di resistenza intellettuale".
Non perderti le ultime novità di Meteored e goditi tutti i nostri contenuti su Google Discover, completamente GRATIS
+ Segui Meteored