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Meteo, l'estate del 2022 sarà particolarmente calda in Italia?

Ecco come si potrebbe presentare l'estate 2022 in Europa e in Italia secondo le ultime linee di tendenza fornite dai grandi centri di calcolo internazionali. Tutti i dettagli.

L'estate 2022 potrebbe essere caratterizzata da temperature superiori alle medie del periodo

Con l’arrivo di maggio inizia la conta alla rovescia per l’arrivo della bella stagione. In questo periodo dell’anno l’impegno di meteorologi e climatologi è quello di indagare i vari “indici teleconnettivi”, per comprendere come potrebbe evolversi l’estate 2022. Se sarà più calda del solito o nella media. Se ci saranno precipitazioni, o se sarà particolarmente secca e avara di piogge.

Puntualizzazione sulle previsioni stagionali

Come abbiamo spiegato più volte in passato, le previsioni stagionali (da non confondere con le normali previsioni a breve scadenza che valgono fino a 72 ore), o meglio “linee di tendenza”, sono sperimentali e presentano un’enorme incertezza, anche quest’anno accentuata dalle discrepanze tra i modelli di riferimento.

Le tendenze stagionali rappresentano quello che sarà il futuro della meteorologia, con i progressi degli ultimi anni. Oggi conoscere il tipo di inquadramento barico che si potrebbe venire a determinare può aiutare l’uomo a pianificare al meglio le proprie attività.

Per esempio, nel settore agricolo, una corretta previsione su scala stagionale permetterebbe una più oculata scelta delle colture agricole in accordo al tipo di stagione in arrivo, unita ad una migliore pianificazione delle attività in campo.

Come sarà l'estate 2022? Potrebbe essere segnata dal grande caldo

Stando alle ultime tendenze formulate dal centro di calcolo europeo, ECMWF, l’estate del 2022 potrebbe essere una stagione particolarmente calda, con temperature superiori alle medie stagionali su buona parte del vecchio continente, e sull’Italia.

In modo particolare, sin dal mese di giugno, avremo a che fare, sempre secondo le ultime tendenze di ECMWF, con un anticiclone più persistente sul bacino del Mediterraneo, che causerà anomalie termiche positive in quasi tutte le regioni e prolungati periodi caldi e soleggiati.

Veduta aerea della bellissima costa di Makari, nella Sicilia occidentale.

Anche sulle regioni meridionali, per la risalita dei promontori collegati agli anticicloni permanenti subtropicali, che per l’area del Mediterraneo sono il noto anticiclone delle Azzorre, e l’ormai famoso anticiclone africano, che nelle ultime estati ci ha tenuto compagnia per diverso tempo.

Sulle regioni settentrionali però non mancheranno le infiltrazioni di aria più fresca dal nord Europa, che potrebbero arrecare brevi, ma violente sferzate temporalesche, con grandinate e violente raffiche di vento.

I dubbi sull’anticiclone africano

L’unico vero dubbio dell’estate 2022 riguarderà proprio l’anticiclone africano, in modo particolare l’area in cui potrebbe sbucare con maggiore persistenza sul Mediterraneo e in Europa, in base all’evoluzione del monsone di Guinea sull’Africa occidentale, e del flusso perturbato atlantico sul nord Atlantico, fra America e Europa.

Perché, se la congiuntura barica dominante permetterà alla cupola del torrido anticiclone sahariano di sbucare in direzione della penisola Iberica, le regioni centro-meridionali, potrebbero beneficiare di correnti più fresche dai quadranti settentrionali, che oltre a mantenere la calura su valori più che accettabili, potrebbero regalarci anche degli eventi temporaleschi e brevi fasi di spiccata instabilità atmosferica.

Se, invece, la cuspide del promontorio africano sbucherà un po’ più ad est, l’Italia rischia di essere interessata più direttamente, facendo i conti con ondate di calore anche piuttosto intense, proprio come visto lo scorso anno sulle regioni meridionali.

Continuerà il trend delle estati caldissime?

Anche se oggi il cambiamento climatico sembra sia improvvisamente scomparso dai dibattiti pubblici e politici, i suoi effetti, purtroppo, continueranno a farsi sentire anche nella prossima estate. Negli ultimi mesi nuovi studi hanno messo in relazione l'impatto delle temperature estreme raggiunte nelle ondate di freddo e caldo con la mortalità.

Nonostante siano i maggiori episodi di freddo invernale a causare la perdita della vita di migliaia di persone ogni anno nel mondo, nel contesto del riscaldamento globale in cui ci troviamo le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e di maggiore entità, mettendo a rischio un crescente numero di persone nel mondo.

Le ondate di calore, sempre più frequenti e di maggiore entità, aggravano gli effetti di alcune patologie. Quando si correla il caldo estremo alla mortalità, non si considera solo il numero di persone che muoiono direttamente per colpo di calore (pochi casi), ma anche e preferibilmente quelle in cui un episodio prolungato di alte temperature aggrava alcune patologie, culminando in un esito fatale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato, alcuni anni fa, che il cambiamento climatico non causa malattie di per sé, ma rende più importanti gli effetti di queste malattie. Pensando alle ondate di calore e alla loro tendenza ad aumentare, sembra chiaro che questa evoluzione sarà accompagnata anche da un maggior numero di morti per le cause citate.