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Il nuovo rapporto dell'IPCC sulla crisi climatica: "grave minaccia"

Un rapporto pubblicato lunedì 28 febbraio dalle Nazioni Unite rivela che il cambiamento climatico si sta manifestando più velocemente del previsto e non può più essere evitato. È necessario intraprendere azioni drastiche.

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Il rapporto delle Nazioni Unite rivela che il cambiamento climatico sta accelerando e non può più essere evitato. Il mondo ha urgente bisogno di un'azione drastica. (foto: cocoparisienne)

Secondo un rapporto pubblicato lunedì 28 febbraio dalle Nazioni Unite (ONU), il cambiamento climatico si sta rapidamente intensificando e l'umanità non è pronta ad affrontarlo. Il rapporto è l'ultimo di una serie di pubblicazioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), volte a dettagliare il consenso globale sulla scienza del clima. Il risultato è uno sforzo congiunto di migliaia di scienziati provenienti da tutte le parti del globo. Questo nuovo rapporto, tuttavia, si è concentrato in particolare sul mostrare in che modo l'ambiente e le diverse società in tutto il mondo sono influenzate dai cambiamenti climatici e cosa possono fare per adattarsi.

Il documento chiarisce che il cambiamento climatico sta già avvenendo ed in maniera molto più veloce di quanto gli scienziati avessero previsto anni fa. Nel frattempo, la maggior parte degli impegni sul clima presi da imprese private e governi non vengono rispettati, il che segnala una crudele indifferenza dei leader mondiali. Tenendo conto che quasi la metà della popolazione mondiale è vulnerabile agli impatti climatici, la situazione è quantomeno allarmante. Il rapporto richiede un'azione drastica su larga scala per evitare il disastro per i decenni a venire.

È possibile fermare il cambiamento climatico?

Il primo passo è ridurre drasticamente le emissioni di gas serra per evitare che la situazione vada ancor più fuori controllo. Tuttavia, il pianeta ha purtroppo superato il punto di non ritorno, il che significa che il cambiamento climatico è irreversibile. D'ora in poi l'umanità dovrà adattarsi a ciò che verrà. Le città costiere, ad esempio, hanno urgente bisogno di piani infrastrutturali per proteggere le persone durante le tempeste e dall'innalzamento del livello del mare, il che non esclude nemmeno una migrazione completa verso luoghi più alti. L'adattamento, tuttavia, non vuol dire dare carta bianca all'inquinamento. Ci sono limiti economici e temporali a ciò che possiamo fare. Il controllo del riscaldamento globale non eviterà disastri, ma li ridurrà sostanzialmente.

La giustizia sociale sarà il primo passo per evitare le catastrofi

Nessuna economia sarà in grado di adattarsi a un pianeta in fase di riscaldamento se non sarà socialmente inclusiva, avverte il rapporto. Dalle nazioni africane all'Asia meridionale e insulare alle grandi economie come gli Stati Uniti, in queste aree ci sono popolazioni povere ed emarginate altamente vulnerabili. Senza uno sviluppo economico inclusivo, il cambiamento climatico spingerà 40 milioni di persone in condizioni di povertà estrema in meno di dieci anni, solo in Africa, senza considerare gli altri continenti. Per evitare disastri economici e sociali, le soluzioni devono necessariamente includere le popolazioni indigene, le minoranze ed i poveri.

Il tempo sta finendo. Le decisioni che il mondo prenderà nel prossimo decennio definiranno il futuro dell'umanità. Siamo in una breve finestra in cui possiamo garantire un futuro abitabile al pianeta, ma si sta rapidamente chiudendo. Ognuno di noi può fare la propria parte: le azioni quotidiane, come il corretto smaltimento dei rifiuti e la riduzione del consumo di carne, aiutano già molto a fermare gli impatti ambientali. Ma la cosa principale, d'ora in poi, sarà fare pressione sui governi nazionali e sulle grandi aziende affinché adottino misure di controllo efficaci. È la nostra ultima possibilità.