Meteo, Weekend del Referendum con Freddo e Neve a bassa quota in queste regioni

Le proiezioni meteo, confermate dalle ultime elaborazioni, indicano un’irruzione di aria fredda continentale dal settore balcanico che condizionerà il weekend del referendum costituzionale. In alcune regioni arriverà la neve, ecco dove.
Nel weekend del referendum costituzionale (domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026) in Italia si assaggeranno condizioni meteorologiche più tipiche dell’inverno, evidenziando il carattere volubile di una stagione di transizione, come la primavera.
Al contempo, una depressione in formazione sul Tirreno e in spostamento verso lo Ionio, porterà instabilità marcata, precipitazioni diffuse e un calo termico deciso, con temperature che scenderanno ben sotto le medie stagionali proprio nei giorni del voto.
Da sabato nuovo peggioramento, torna la neve su Alpi e Appennini
Il peggioramento si farà sentire già dal sabato, con piogge e nevicate. Sulle Alpi orientali, fra Trentino, Veneto e Friuli, la neve scenderà localmente fino a 700-800 metri, cioè in alta collina e fondovalle durante i rovesci più forti. Fiocchi possibili anche su Prealpi friulane e bellunesi, con rischio di accumuli al suolo a quote superiori ai 900-1000 m.

Durante la giornata l’instabilità inizierà a scendere di latitudine, interessando pure parte delle regioni centrali, con neve dai 1000-1100 metri sull’Appennino di Marche, Abruzzo e Umbria orientale. Le nevicate saranno più consistenti fra Sibillini e area del Gran Sasso.
Al Nord-Est e lungo l’Adriatico centrale soffierà la Bora e il Grecale, rendendo la sensazione di freddo ancora più pungente.
Domenica di maltempo e neve, anche a bassa quota
La fase più intensa coinciderà proprio con la domenica delle urne. Il minimo depressionario si sposterà verso sud, attivando forti precipitazioni su Tirreno e Ionio. Sulle regioni Settentrionali resisterà ancora qualche pioggia, mentre sulle Alpi sono attese nevicate, anche dagli 800 metri, con miglioramento graduale verso sera.
Sulle coste adriatiche e ioniche (dalle Marche alla Puglia, Calabria e Sicilia orientale) pioverà con intensità, ma le temperature rigide faranno sentire il freddo anche in pianura.

Nel corso della giornata il grosso dell’instabilità si sposterà sulle regioni del Centro-Sud, con piogge, ma soprattutto il ritorno della neve lungo gran parte dell’Appennino Centro-Meridionale, lungo i monti di Umbria meridionale, Lazio orientale, Abruzzo, Molise, Campania interna e Basilicata settentrionale.
Le nevicate partiranno dai 1100-1200 metri, con possibili fiocchi poco sotto i 1000 metri sui settori più esposti (come i Monti della Laga o i Simbruini). Localmente, sui rilievi abruzzesi e molisani più alti, si potranno vedere accumuli di 10-20 cm sopra i 1500 m.

Chi dovrà recarsi ai seggi o organizzare spostamenti è avvertito. Bisognerà munirsi di un cappotto pesante, scarpe impermeabili e attenzione alle strade di montagna che potrebbero essere innevate di fresco.
Graduale miglioramento da giovedì
Il miglioramento al Nord sarà più rapido, ma al Centro-Sud persisterà variabilità con rovesci sparsi. La neve rimarrà confinata sopra i 1300-1400 metri sull’Appennino meridionale, mentre al Nord-Est le temperature minime potranno toccare valori prossimi allo zero in pianura, con rischio di gelate tardive.
Il maltempo si accanirà ancora all’estremo Sud, specialmente su Calabria e Sicilia, dove si verificheranno delle piogge e dei rovesci. Sui Monti della Calabria e della Sicilia si verificheranno nuove nevicate, dai 1300-1400 metri, anche abbondanti fra Sila, Nebrodi ed Etna.