Porta atlantica aperta: piogge a più riprese sull’Italia la prossima settimana

Dopo una breve tregua domenicale, la prossima settimana si riaprirà la porta atlantica: da martedì 10 novembre due o tre perturbazioni porteranno piogge intense al Centro-Nord e neve sulle Alpi, ma in un contesto termico decisamente mite con punte anche oltre i 20°C al Sud
Dopo il passaggio piovoso e instabile, che sta interessando l'Italia oggi e che tenderà ad esaurirsi nel fine settimana, avremo una breve parentesi più stabile tra domenica e la prima parte di lunedì 9. Poi la circolazione atmosferica si imposterà su un nuovo schema con l'apertura della "porta atlantica", che è alimentata da masse d'aria molto umide e temperate, in parte di origine subtropicale.
Sarà lo scontro tra questo fiume atmosferico, ovvero di aria mite e ricca di umidità, e le correnti fredde in discesa dalle alte latitudini settentrionali a dare origine a delle vaste e profonde depressioni atlantiche.
Queste grandi strutture cicloniche si approfondiranno ridosso dell'Europa occidentale, sulle coste atlantiche, agendo come un perno pronto ad inviare una serie di fronti perturbati verso la nostra penisola a più riprese nel corso della prossima settimana.
ECMWF e GFS a confronto: la dinamica delle perturbazioni con le ensemble
Dall'analisi dei due principali modelli meteorologici globali, l'europeo ECMWF e l'americano GFS, insieme alle rispettive ensemble, è possibile leggere una buona convergenza di fondo sull'impianto barico generale.

Infatti, viene confermato il transito di due o anche tre perturbazioni atlantiche nella prossima settimana che, pur mantenendo alcune differenze su intensità e distribuzione dei fenomeni a scala locale, interesseranno la nostra penisola.
A partire dalla sera di lunedì 9 novembre, la nuvolosità compatta sarà in grado di produrre i primi piovaschi su Liguria, Alto Tirreno e Val Padana, per l'avvicinarsi del vero e proprio impulso perturbato che, nella giornata di martedì 10 novembre produrrà piogge e rovesci diffusi al Nord e soprattutto sulle regioni centrali, con particolare coinvolgimento di Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna e Campania.

IFS, il modello deterministico di ECMWF, evidenzia accumuli significativi lungo il versante tirrenico e le zone interne fino a mercoledì 11 novembre, e il ritorno della neve sulla catena alpina a quote medio-alte.
In questa fase, l'obiettivo principale dei fenomeni saranno le regioni centro-settentrionali e, in particolare, la fascia tirrenica, dove potremmo avere picchi anche superiori a 100 mm nelle 24 ore sul'Appennino Tosco-Emilano e sui rilievi prealpini centro-orientali.
Temperature in generale rialzo
Il ritorno delle correnti atlantiche, con una componente anche meridionale mite, favorirà un generale rialzo termico su tutta l'Italia. Le ensemble mostrano sfumature diverse tra i modelli, con possibili differenze di veduta prodotte essenzialmente dall'esatta posizione dei minimi depressionari e quindi dalla curvatura dei venti.

Al Nord, i valori delle massime si manterranno più contenuti e prossimi alle medie del periodo, con possibili 12-15 °C, mentre al Centro-Sud e sulle due isole maggiori le temperature saliranno sopra le medie del periodo.
Questa anomalia, secondo le stime più caute, potrebbe portare a punte di 20°C già a partire da martedì. Ma le proiezioni più calde mostrano la possibilità di raggiungere o superare localmente i 25°C sulle regioni meridionali verso metà della prossima settimana.
La tendenza per la settimana successiva (16-22 novembre)
L'evoluzione per il periodo successivo, quindi spingendoci con uno scenario per la seconda parte del mese, ci porta a intravedere una possibile fase meno perturbata e, quindi, meno umida su parte del Paese.
Infatti, con la probabile espansione sull'Europa centro-occidentale di un'area anticiclonica, ci potrebbero essere precipitazioni inferiori alle medie, specie sulle regioni settentrionali, mentre al Centro-Sud e sulla Sicilia le precipitazioni dovrebbero mantenersi in linea con le medie del periodo.
Non cambierà molto, invece, per quanto riguarda l'andamento delle temperature, che rimarranno miti, probabilmente su valori superiori alla media su quasi tutto il territorio nazionale e, in particolar modo, sulle aree montane.