Previsioni per il fine settimana: respiro atlantico poi più freddo da lunedì

Le correnti atlantiche interessano il nord Italia pilotando qualche veloce perturbazione. Sul resto d’Italia prevalenza di sole salvo marginali effetti sul centro. Da lunedì più freddo.

Marco Virgilio Marco Virgilio 07 Mar 2019 - 08:23 UTC
METEO WEEKEND
Tempo variabile in vista dopo la perturbazione in transito sul nord giovedì. Più sole al sud nel week-end.

Dopo un lungo dominio dell’alta pressione il nord Italia si trova da alcuni giorni coinvolto, pur senza grande incisività, dalle correnti zonali atlantiche più umide. A fasi alterne il flusso occidentale trasporta verso le regioni settentrionali veloci fronti perturbati di intensità moderata, meno efficaci sul Piemonte. In generale non si tratta di una circolazione in grado di determinare piogge di grande rilievo sulla pianura Padana ma a ridosso dell'arco alpino gli effetti sono più consistenti. Il quadro termico vede ancora temperature in quota un po’ superiori alle medie del periodo e di conseguenza la quota neve si attesta tra i 1200 ed i 1600 metri mediamente. L’ultimo di una serie di fronti atlantici è in transito nella giornata di giovedì ma residui fenomeni d’instabilità permarranno anche venerdì 8 sul nordest e parte del centro per la curvatura depressionaria delle correnti in quota.

Al centro e al sud il tempo sarà più stabile con maggiore soleggiamento, soprattutto sul meridione. Si manifesteranno solo le classiche velature d’alta quota quale periferico effetto del transito delle perturbazioni più a nord.

Evoluzione a breve termine

Giovedì il fronte perturbato interessa tutto il nord spostandosi velocemente verso est. Modesti i fenomeni attesi su molte zone della pianura, dove nelle ore più fredde si potranno avere anche foschie dense o nebbie. Nei settori interni potrà piovere moderatamente ed in qualche caso sono previste piogge abbondanti sulle zone alpine e prealpine, in particolare tra la Val d’Ossola e l’area dei laghi in Lombardia, Prealpi venete e del Friuli Venezia Giulia e nell’area compresa tra Liguria di levante e Alpi Apuane. Dal pomeriggio miglioramento a partire da occidente, in propagazione alla pianura Padana centro occidentale. Sulle regioni centromeridionali tempo stabile e buon soleggiamento con presenza di velature d’alta quota salvo parziali annuvolamenti più consistenti tra la Toscana e l’alto Lazio.

Venerdì ancora piovaschi sul nordest, specie sui rilievi del Friuli Venezia Giulia e possibilità di qualche pioggia o rovescio sparso tra Lazio, Umbria e Marche. Sulle altre regioni tempo soleggiato, al più con temporanei addensamenti nuvolosi irregolari medio-alti.

Il tempo del week-end

Nella fine settimana non sono in vista eventi meteorologici di rilievo, il campo di pressione si presenterà livellato sabato con conseguente stabilità. Saranno presenti velature d’alta quota sul centronord e banchi nuvolosi più bassi nelle zone interne di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Tra Liguria e Toscana. Soleggiato al sud con temperature localmente superiori ai 20 gradi come anche su diverse zone del centro.

Domenica arriverà gradualmente aria più umida da ovest nei bassi strati con banchi nuvolosi bassi, foschie e nebbie sulle regioni tirreniche del centro, sulla Liguria e sulle regioni settentrionali centro orientali. Sulle altre zone prevalenza di sole con cielo poco nuvoloso.

Tendenza successiva: ingresso di aria più fredda da nordovest e instabilità

Una novità è vista per la prossima settimana: il ritorno di aria più fredda in discesa da nordovest (modello europeo ECMWF) al seguito di un fronte in rapido trasferimento da nord a sud tra lunedì 11 e martedì 12. Al nord i fenomeni saranno modesti e fugaci grazie alla protezione alpina mentre sulle regioni centrali e meridionali potrà piovere più diffusamente e con maggiore intensità, soprattutto sui settori adriatico e ionico. Il calo delle temperature si farà sentire con nevicate sui rilievi a quote piuttosto basse, anche collinari, e con un apprezzabile diminuzione delle temperature.

Un ritorno dell’inverno? No, semplicemente variabilità primaverile sempre più rara in epoca di global warming.

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