Quando e dove pioverà in Italia: le tendenze meteo del modello ECMWF fino al 18 ottobre

Nelle prossime settimane l'Italia potrebbe essere interessata dal passaggio di più perturbazioni atlantiche e in queste aree sono attesi accumuli molto abbondanti. Ecco la linea di tendenza di ECMWF.

Il lungo periodo caldo e anticiclonico che ha dominato gran parte dell’Italia in questa settimana, con temperature fino a +30°C, è ormai agli sgoccioli. Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF delineano un netto cambio di scenario a partire dai prossimi giorni, con la circolazione atmosferica che volgerà verso un pattern tipico delle fasi di El Niño.

Questo si tradurrà in una marcata accelerazione del getto polare e nella formazione di continue onde lunghe in uscita dal Nord America, capaci di spingere successive saccature atlantiche verso la Penisola Iberica e il Mediterraneo centrale.

La tendenza del modello ECMWF, le aree dove pioverà di più

Secondo le tendenze del centro di calcolo europeo, ECMWF, fino al 18 ottobre, l’alta pressione mediterranea si spezzerà progressivamente, lasciando spazio a un corridoio depressionario proveniente dall’Atlantico.

La sequenza di onde lunghe in arrivo dal Nord America, una dietro l'altra.
La sequenza di onde lunghe in arrivo dal Nord America, una dietro l'altra.

Già tra il 6 e il 9 ottobre una prima perturbazione atlantica interesserà il Paese, con piogge e temporali più organizzati sul versante tirrenico, Nord Sardegna e Centro-Nord.

Nelle settimane successive, fino a metà mese, si prevedono diversi passaggi perturbati a ripetizione. Le precipitazioni più abbondanti sono attese al Nord, sulla Sardegna e lungo l’intero versante tirrenico, dalla Liguria alla Campania.

Qui gli accumuli potranno risultare significativi, anche superiori alle medie del periodo, con fenomeni localmente intensi e persistenti, capaci anche di creare locali criticità, di carattere idraulico e idrogeologico.

Dove pioverà meno?

Meno coinvolti risulteranno invece il Sud peninsulare più interno e, soprattutto, il versante adriatico. Su queste zone le piogge saranno più irregolari e di minore entità, con possibili lunghe pause asciutte e temperature che rimarranno sopra le medie.

Nonostante questo, sia al Sud che sulla Sicilia, non si potranno escludere eventi temporaleschi particolarmente severi, al passaggio della prima saccatura, con l’irrompere di aria più fredda in quota.

L’ambiente molto caldo e umido, sommato alla presenza di mari molto caldi in superficie, con valori fino a +25°C +26°C, anche +27°C a sud della Sicilia, forniranno grandi quantità di energia potenziale all’atmosfera.

Ma perché il flusso atlantico privilegia proprio Nord, Sardegna e Tirreno?

La ragione è legata alla geometria della circolazione e all’orografia italiana. Le correnti occidentali o sud-occidentali, cariche di umidità, dopo aver percorso centinaia di chilometri sull’Atlantico e sul Mediterraneo occidentale ancora relativamente caldo, investono direttamente i versanti esposti.

Le Alpi e gli Appennini fungono da barriera. A contatto con primi pendii di questi monti l’aria umida è costretta a sollevarsi (effetto stau o orografico), si raffredda, condensa e scarica piogge spesso abbondanti sul lato occidentale. La Sardegna, esposta frontalmente ai flussi da ovest, riceve ugualmente quantitativi rilevanti.

Nelle settimane successive, fino a metà mese, si prevedono diversi passaggi perturbati a ripetizione. Le precipitazioni più abbondanti sono attese al Nord, sulla Sardegna e lungo l’intero versante tirrenico, dalla Liguria alla Campania.
Nelle settimane successive, fino a metà mese, si prevedono diversi passaggi perturbati a ripetizione. Le precipitazioni più abbondanti sono attese al Nord, sulla Sardegna e lungo l’intero versante tirrenico, dalla Liguria alla Campania.

Sul versante adriatico, invece, si crea un’ombra pluviometrica, dove l’aria, dopo aver perso gran parte della sua umidità, discende e si riscalda, risultando più secca. Di conseguenza, le regioni orientali restano parzialmente protette.

Verso dinamiche più tipicamente autunnali

Questa evoluzione segna l’ingresso vero e proprio nell’autunno meteorologico. Il modello ECMWF conferma un Mediterraneo centrale più ciclonico della norma almeno fino al 18 ottobre, con alternanza di fasi perturbate e brevi rasserenamenti.

Le temperature, dopo il prolungato caldo, tenderanno a rientrare verso valori più stagionali, specialmente dopo il passaggio dei fronti.

Resta naturalmente un margine di incertezza tipico delle proiezioni a medio-lungo termine, ma il segnale di un tipo di tempo più dinamico e piovoso, soprattutto sui settori più occidentali, appare ormai piuttosto solido.