Seconda metà di gennaio: verso la svolta o nuovo anticiclone?

Si aggrava ulteriormente l’emergenza smog in Valpadana e anche nelle città del centro sud. Quando tornano pioggia e neve? Ecco la tendenza per la seconda metà di gennaio e per fine mese.

Luca Lombroso Luca Lombroso 14 Gen 2020 - 16:52 UTC
Questo il panorama che potrebbe apparire dalle colline verso pianure e conche: nubi bassi e nebbie, un rigo nero in corrispondenza dello strato limite atmosferico con sotto fgli inquinanti.

Torino 80, Milano 75, Padova e Modena 67. Nel 1985, in questi giorni, questi numeri corrispondevano, circa, ai centimetri di neve caduta in quello storico evento. Quest’anno sono le concentrazioni di PM10, in microgrammi al metro cubo, registrate ieri. Insomma, complice il persistere di un robusto anticiclone, l’emergenza inquinamento si aggrava al nord e non solo.

Anche al centro sud infatti le Agenzie ambientali Regionali rilevano superamenti in molte città delle zone interne, come a Lucca, 72 ug/m3, o Terni con 78. Superamenti anche a Roma dove si sono registrati 72 ug/m3 di media giornaliera e in alcuni quartieri di Napoli, con picchi fino a 93-94 ug/m3 ad Acerra ed Aversa.

Oltre allo smog, ferve l’attesa per la neve in Appennino e anche le Alpi, ben innevate solo grazie alle nevicate precoci di novembre, non ricevono nevicate da diverse settimane.

Anticiclone fino a metà settimana

Il robusto anticiclone europeo, presente da settimane, sta invecchiando, la conseguenza è che le nebbie sulla pianura padana diventano più persistenti, combinandosi con gli inquinanti. Smog infatti deriva dai termini inglesi smoke, fumo, più fog, nebbia.

Nelle ultime ore, complice un parziale abbassamento di latitudine del flusso zonale dove scorrono le perturbazioni, si sta inoltre aggiungendo aria umida che al nordovest, Liguria e alta Toscana ha originato anche nubi basse e qualche precipitazione nei versanti esposti ai flussi occidentali, ma ancora le vere perturbazioni scorrono a nord delle Alpi.

Di fatto, la modellistica non vede cambiamenti di sostanza fino a giovedì, con il campo barico livellato in superficie su valori di 1025-1028 hPa e le perturbazioni sempre oltre le Alpi.

Le previsioni: dove trovare aria buona?

Col quadro sinottico sopra descritto, la previsione si liquida in poche righe. Per altri 3 giorni, nebbie e strati bassi al nord, con freddo fittizio, di notte attorno o poco sotto gli zero gradi solo grazie alle inversioni termiche, di giorno fra i +4,+5°C dove persistono le nebbie, sui 10°C nelle aree urbane dove si possono più facilmente dissolvere o sulle coste.

Al centro sud, nuvolosità variabile con qualche stratificazione sulle coste , temperature minime fra +2 nelle conche e +6 nelle coste e massime fra+14 e +18°C. Sono valori ovunque sopra la media stagionale.

Aria sempre molto inquinata, ormai a poco servono i pur indispensabili provvedimenti d’emergenza, nell’attesa della pioggia dunque si può trovare aria più pulita salendo sui primi colli prossimi alle città. Gli strati umidi e nebbiosi del nord però, ora che l’anticiclone è invecchiato, sono più spessi, e il sole splendente con aria limpida e pulita si trova solo in montagna oltre i 1000-1200 m circa.

Cambiamenti nel fine settimana

Venerdì 17 finalmente una perturbazione dall’Atlantico riuscirà a far breccia nel campo anticiclonico. L’avvezione di vorticità in quota potrebbe favorire la formazione di una depressione nel Mediterraneo centro meridionale.

Insomma, nel fine settimana dovrebbe finalmente tornare la pioggia in molte zone della penisola così da diluire gli inquinanti nelle città. Non è una situazione da neve in pianura al nord, ma la neve dovrebbe tornare sulle Alpi e arrivare anche in Appennino settentrionale a quote di media e bassa collina. In quello centrale, la quota della eventuale neve è più alta, non sotto ai 1000-1200 m. Probabili anche temporali lungo le coste tirreniche centro-meridionali e instabilità da maestrale sulla Sardegna.

Fine mese: arriva la neve o torna l’anticiclone?

Attorno alla citata depressione, andrà per opposto subito rafforzandosi un nuovo, robusto e vasto anticiclone con massimo di oltre 1040 hPa sull’Europa centro-occidentale. Dopo una possibile ritornante occlusa a inizio della prossima settimana, forse con breve comparsa di neve a basse quote al nord, riteniamo più probabili gli scenari che vedono il ritorno di anticicloni e smog al centro nord, con una iniziale influenza della depressione mediterranea al sud, con effetti da meglio precisare. Insomma, la vera svolta sembra ritardata a data da destinarsi.

Come leggete però è una previsione piena di condizionali, lo impone la deontologia professionale. I modelli faticano ad inquadrare l’evoluzione e il termine dei lunghi periodi anticiclonici. Al meteorologo spetta così il compito di comunicare l’incertezza e all’utente di tenersi costantemente informato, le previsioni sono come le uova, vanno usate quelle più fresche.

Pubblicità