Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C

Una nuova serie di previsioni dell'International Research Institute for Climate and Society (IRI) ribadisce che il picco del fenomeno El Niño 2026/2027 potrebbe raggiungere i 3,5°C, e si sta avvicinando sempre di più.

Anomalia della temperatura della superficie del mare il 17 ottobre 2026, con un'ampia regione del Pacifico che presenta valori superiori alla media di oltre 3 °C. Crediti: NASA Worldview/Meteored.
Anomalia della temperatura della superficie del mare il 17 ottobre 2026, con un'ampia regione del Pacifico che presenta valori superiori alla media di oltre 3 °C. Crediti: NASA Worldview/Meteored.

Il fenomeno di El Niño del 2026/2027 potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale, con anomalie della temperatura superficiale del mare (TSM) di +3,5 °C nel Pacifico equatoriale, secondo l'ultimo aggiornamento del modello di previsione ENSO (El Niño-Oscillazione Meridionale).

Pubblicato mensilmente dall'International Research Institute for Climate and Society (IRI), affiliato alla Columbia University negli Stati Uniti, il bollettino raccoglie le previsioni di decine di modelli climatici dinamici e statistici. A ogni edizione, i modelli vengono aggiornati sulla base delle condizioni iniziali più recenti, per ricalcolare l'evoluzione attesa del fenomeno.

Nell'aggiornamento di ottobre, le anomalie previste sono aumentate ulteriormente rispetto al mese precedente e la media dei modelli rafforza lo scenario di un picco eccezionale. Ecco cosa emerge dal nuovo bollettino dell'IRI e quali sono le differenze rispetto alle previsioni aggiornate a settembre.

Cosa dice il bollettino di ottobre?

Il bollettino ENSO di ottobre, pubblicato lunedì 19 ottobre dall'IRI, indica che El Niño si sta avvicinando alla sua massima intensità. A differenza dei precedenti aggiornamenti, le previsioni partono ora da valori prossimi ai massimi e indicano un successivo calo nei trimestri seguenti.

Un altro aspetto significativo è l'aumento delle anomalie previste da tutte le categorie di modelli rispetto all'aggiornamento di settembre. Sia la media dei modelli statistici (linea verde spessa) sia quella dei modelli dinamici (linea rosa spessa) sono aumentate di circa 0,1-0,2 °C. Di conseguenza, la media complessiva, rappresentata dalla linea blu spessa, ha raggiunto un'anomalia assoluta di +3,5 °C nella regione Niño 3.4.

Previsione delle anomalie della temperatura media superficiale del mare nella regione Niño 3.4, aggiornata a ottobre, con evidenziato il valore di 3,5 °C in rosso. Elaborazione Meteored su dati IRI.
Previsione delle anomalie della temperatura media superficiale del mare nella regione Niño 3.4, aggiornata a ottobre, con evidenziato il valore di 3,5 °C in rosso. Elaborazione Meteored su dati IRI.

Il nuovo aggiornamento rafforza lo scenario eccezionale già delineato il mese scorso, quando i modelli dinamici indicavano un picco di questa portata. Ora, tuttavia, l'aumento emerge anche dalle previsioni statistiche, rafforzando la convergenza tra le diverse categorie di modelli.

Questo risultato aumenta il grado di fiducia nello scenario di un picco del riscaldamento vicino o superiore a +3,5 °C, anche se l'intensità finale dell'evento dipenderà ancora dall'evoluzione delle condizioni oceaniche e atmosferiche nei prossimi mesi.

Il bollettino aggiorna anche il monitoraggio delle condizioni osservate, che confermano l'intensificazione di El Niño. L'indice Niño 3.4, utilizzato per monitorare le anomalie della temperatura superficiale del mare in questa regione, ha registrato un'anomalia media di +2,46 °C tra luglio e settembre, mentre il valore mensile di settembre ha raggiunto +2,84 °C.

Più recentemente, la media settimanale relativa al periodo centrato sul 14 ottobre ha raggiunto +3,3 °C. Le anomalie settimanali si sono mantenute al di sopra di +3 °C per la quinta settimana consecutiva, evidenziando l'intensità eccezionale e la persistenza del riscaldamento.

Che cosa è cambiato rispetto alle previsioni precedenti?

Nell'aggiornamento di settembre, le curve dei modelli mostravano ancora una traiettoria ascendente delle anomalie della temperatura superficiale del mare nei trimestri OND (ottobre-dicembre) e NDJ (novembre-gennaio). Ciò indicava che il riscaldamento del Pacifico equatoriale avrebbe dovuto continuare a intensificarsi fino a raggiungere il proprio picco.

Previsione delle anomalie della temperatura media superficiale del mare nella regione Niño 3.4, aggiornata a settembre, con evidenziato in rosso il picco previsto. Elaborazione Meteored su dati IRI.
Previsione delle anomalie della temperatura media superficiale del mare nella regione Niño 3.4, aggiornata a settembre, con evidenziato in rosso il picco previsto. Elaborazione Meteored su dati IRI.

Un'altra differenza importante riguarda l'intensità prevista. A settembre, la media dei modelli dinamici aveva già raggiunto un'anomalia assoluta di circa +3,5 °C, ma la media dei modelli statistici e la media complessiva erano ancora inferiori a questo livello.

Quali dati utilizza l'IRI?

Le previsioni dell'IRI utilizzano la metodologia tradizionale basata sulle anomalie assolute della temperatura superficiale del mare (TSM), calcolate rispetto a un periodo climatologico di riferimento. Questo approccio differisce dalla metodologia relativa adottata dalla NOAA nel 2026 per il RONI (Relative Oceanic Niño Index, indice oceanico relativo di El Niño), che sottrae l'anomalia media della temperatura superficiale dei mari tropicali per isolare meglio il segnale dell'ENSO dal riscaldamento di fondo degli oceani.

Questa differenza metodologica è importante per interpretare l'intensità prevista del Super El Niño. Sebbene la scorsa settimana l'anomalia assoluta settimanale nella regione Niño 3.4 abbia raggiunto +3,3 °C, l'anomalia relativa si è mantenuta intorno a +2,4 °C.

La differenza tra le due metriche può variare nel tempo, oscillando tra 0,5 °C e 1 °C in determinate condizioni. Pertanto, se l'anomalia assoluta raggiungesse un picco di +3,5 °C, quella relativa potrebbe attestarsi approssimativamente tra +2,5 °C e +3,0 °C, a seconda dell'evoluzione del riscaldamento medio degli oceani tropicali.

Secondo entrambe le metodologie, se El Niño raggiungesse i valori previsti, supererebbe i livelli registrati durante gli eventi di El Niño osservati dal 1950.