El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27”
Continuano le speculazioni sugli impatti de El Niño sul prossimo inverno in Italia. Veramente il vortice polare si dividerà portando irruzioni di gelo e neve? Ecco cosa dice la letteratura scientifica.

El Niño è in piena attività nell’oceano Pacifico. Gli impatti sono già evidenti su tutto il continente centro sud americano, con conseguenze non sono solo meteo ma anche nel sistema agroalimentare e della pesca. Il Perù per esempio sta subendo un crollo della pesca di acciughe, mentre viceversa aumentano le catture di calamari giganti.
In Europa ancora non si osservano teleconnessioni significative, vuoi per la distanza dal fenomeno ENSO vuoi per gli effetti ritardati. Si continua però a fare un gran parlare del suo possibile impatto nell’inverno. Torniamo sull’argomento con un nuovo approfondimento su El Niño e vortice polare
Super El Niño: situazione aggiornata e previsioni
Impressionante il diagramma dell’evoluzione giornaliera della temperatura superficiale del mare nel 2026. Nel grafico aggiornato quotidianamente da Climate Reanalyzer su dati NOAA OISST si nota una temperatura marina di 30°C nella fascia di oceano detta Niño 3.4 (coordinate 5°S-5°N, 120-170°W). Un valore da record storico.

Riguardo le previsioni, il plume di ECMWF indica il picco di anomalia a dicembre, con valori compresi fra +3 e +3.6°C sopra la media nella zona Niño 3.4, poi inizierà un lento calo dell’anomalia di SST.
Pur con una certa dispersione dei membri almeno fino ad aprile 2027 permarranno condizioni di ENSO positivo.
Ancora più impressionante la previsione IRI Columbia University, il cui plume indica membri anche fra +4 e +5°C.
Dal Pacifico alla stratosfera: una tele connessione sorprendente.
Ampia e complessa la bibliografia sulle ripercussioni di El Nino sulla stratosfera. Fra i riferimenti principali, Domeisen et al è il riferimento principale per lo studio dei meccanismi dalla circolazione tropicale e della propagazione delle onde alla stratosfera.
Altro studio di riferimento, Ineson e altri mostrano mediante esperimenti modellistici una via di collegamento dal Pacifico all’Europa attraverso la stratosfera. Ricordiamo che tutto è connesso nel sistema climatico terrestre. Il dubbio non è se ci sono connessioni fra ENSO e stratosfera, ma come avvengono.
Uno degli effetti de El Niño è la modifica della convezione tropicale e della circolazione di Walker. La conseguenza ulteriore è l’alterazione delle onde di Rossby e della circolazione sul Pacifico settentrionale. Gli impatti sugli USA occidentali sono noti: ad esempio inverni più caldi e secchi e minori precipitazioni nevose nelle Montagne Rocciose settentrionali. In Canada comporta inverni più miti, meno neve, disgelo anticipato, aumento del rischio di gravi incendi boschivi.
Le modifiche della circolazione in inverno possono favorire una maggiore propagazione di onde planetarie verso la stratosfera, con possibile rallentamento del vortice polare e riscaldamento stratosferico.
Le variabili nascoste che possono cambiare tutto
Un riscaldamento stratosferico, ammesso che avvenga, non è condizione sufficiente per stabilire se ci sarà dopo alcune settimane una ondata di gelo in Europa occidentale e Mediterraneo, Italia compresa. L’irruzione può infatti dirigersi ovunque, in Asia centra o in Usa orientale, o in pieno Atlantico, innescando per opposto uno scambio meridiano con aria calda verso l’Italia, Spagna e Francia. El Niño poi non agisce da solo.
Correnti a getto, onde planetarie e blocchi anticiclonici possono posizionarsi in modi diverso anche senza El Niño. Anche con ingredienti apparentemente favorevoli a un vortice debole, gli effetti sull’Europa possono essere diversi da quelli attesi o poco riconoscibili.
Inverno 2026-2027: cosa sappiamo veramente
E qua veniamo alle dolenti note, almeno per chi spera in un inverno gelido e nevoso. Le mappe stagionali ECMWF mostrano anomalie di temperatura attorno a +1°C sul periodo 1996-2015. Vi sono però segnali di precipitazioni sopra media in Europa occidentale, Francia, Spagna e nord Italia. Sotto la media invece le piogge nel Mediterraneo meridionale.
Più in dettaglio le mappe mensili elaborate da Meteored su base dati ECMWF indicano un dicembre veramente mite, fra +1.5°C e +2°C più caldo della media in tutta Italia con picco fra 2 e 2.5°C fra Emilia Romagna e Toscana. L’anomalia precipitativa vede picchi sopra media in Liguria e Prealpi, il che fa pensare a flussi zonali molto miti. Miti in tutta Italia e umidi al nord e parte del centro anche gennaio e febbraio.
Poi, se in questo quadro ci scappa a sorpresa una breve ma intensa irruzione fredda, magari con una copiosa nevicata in pianura al nord come manca da anni, non possiamo certo saperlo ora. Solo le previsioni operative potranno annunciare questa che non è una previsione ma una… speranza!
Bibliografia scientifica
Domeisen, D. I. V., Garfinkel, C. I. & Butler, A. H. (2019). The Teleconnection of El Niño Southern Oscillation to the Stratosphere. Reviews of Geophysics, 57, 5–47.
DOI: 10.1029/2018RG000596
Ineson, S. & Scaife, A. A. (2009). The role of the stratosphere in the European climate response to El Niño. Nature Geoscience, 2, 32–36.
DOI: 10.1038/ngeo381