Svolta meteo giovedì 26 marzo: una tempesta atlantica aprirà le porte al freddo sull'Italia

L'evoluzione indicata dai modelli per giovedì 26 marzo, in tendenza indica un nuovo, netto cambio di circolazione. Infatti, una vasta depressione atlantica raggiungerà l'Italia, portando precipitazioni abbondanti, venti sostenuti e un deciso calo delle temperature, riportando condizioni tipicamente tardo-invernali su gran parte delle nostre regioni peninsulari.
Dopo una fase condizionata dalla presenza di un solido anticiclone sul Nord Europa che, ancora oggi 20 marzo, spinge correnti fredde continentali dall'Est verso il Mediterraneo, la circolazione cambierà nuovamente rotta. Da giovedì 26 marzo, l'apertura della porta atlantica convoglierà verso la penisola una vasta perturbazione spinta da aria di origine polare marittima, segnando il ritorno delle piogge e di una ventilazione nord-occidentale più umida e instabile.
Infatti, in quest'ultima fase, il robusto campo di alta pressione, posizionato stabilmente tra la Scandinavia e la Russia europea, che ha favorito la discesa di masse d'aria fredda secca provenienti dai Balcani ha mantenuto le temperature su valori piuttosto bassi, specialmente nelle minime notturne, pur in un contesto spesso soleggiato.
Tuttavia, i dati dei modelli globali indicano che questa struttura sta per cedere sotto la spinta delle correnti oceaniche. Il 26 marzo rappresenterà il momento di rottura, con il flusso perturbato atlantico che riuscirà a smantellare il muro anticiclonico, raggiungendo l'Italia dove, anche nei giorni successivi, una serie di fronti perturbati, con la formazione di minimi depressionari, porteranno una fase di maltempo di stampo tardo-invernale.
L'arrivo dell'aria polare e la ciclogenesi ligure
Il fulcro del peggioramento di giovedì prossimo, risiede nell'interazione tra l'aria polare, in arrivo dal Nord Atlantico, e le acque relativamente miti del Mediterraneo.

Quando il fronte freddo valicherà l'arco alpino, principalmente attraverso la porta del Rodano, innescherà una ciclogenesi sul Mar Ligure.
Le carte meteorologiche, in tendenza, indicano la possibilità che il minimo potrebbe raggiungere valori barici (di pressione) piuttosto bassi. I fenomeni interesseranno l'Italia da nord a sud nel giro di ventiquattro ore.
Piogge intense e ritorno della neve a quote medie
Con il ritorno della circolazione atlantica, la pioggia tornerà ad interessare molte regioni, evitate dalle precipitazioni nei giorni scorsi a causa della ventilazione secca nordorientale. Quelle del versante tirrenico, dalla Toscana alla Campania, saranno le più esposte ai flussi umidi di Libeccio e Maestrale, con accumuli pluviometrici che potrebbero risultare anche abbondanti.
L'aria di origine polare, pur non essendo fredda come quella russo-scandinava, manterrà lo zero termico a quote piuttosto basse per la fine di marzo. Questo si tradurrà in nevicate significative sulle Alpi, generalmente sopra i 800-1000 metri, con la possibilità che i fiocchi facciano la loro comparsa più in basso, intorno ai 600-700 metri, offrendo un ultimo colpo di coda invernale. In pianura prevarranno invece le piogge.
Sull'Appennino centro-settentrionale neve a partire dai 1100-1200 metri tra l'Appennino Tosco-Emiliano e quello Umbro-Marchigiano. Sull'Appennino centrale (Abruzzo e Lazio), la quota sarà inizialmente più alta a causa del richiamo caldo pre-frontale, per poi crollare verso i 1300-1400 metri entro la serata
La ventilazione e lo stato dei mari
Un aspetto fondamentale di questo nuovo peggioramento sarà una ventilazione molto sostenuta. A partire da mercoledì assisteremo a un rinforzo della circolazione dei venti con rotazione ciclonica: iniziali venti meridionali, ad anticipare la depressione e l'intensa perturbazione, seguiti da venti settentrionali.

Quindi mentre il Maestrale entrerà con forza sul Mare di Sardegna e sul Canale di Sicilia, con raffiche che potrebbero superare gli 80-90 km/h, contemporaneamente, lo Ionio e il basso Adriatico vedranno un richiamo di Scirocco che farà aumentare temporaneamente le temperature al Sud, prima dell'ingresso dell'aria fredda. I mari diventeranno rapidamente da mossi a molto mossi fino ad agitati, con potenziali criticità per i collegamenti marittimi con le isole maggiori.
Il regime termico
Sebbene l'aria polare marittima sia meno fredda di quella continentale, il nuovo calo termico, anche nelle temperature massime, sarà percepito in modo abbastanza netto.
Al Sud, dopo un brevissimo picco prodotto dai venti di richiamo meridionali, il termometro tornerà a scendere sensibilmente. Insomma, passeremo da un freddo asciutto a un freddo dinamico, umido e ventoso, che renderà la percezione delle temperature spesso più rigide rispetto ai valori realmente registrati dai termometri.