Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf

Dopo le piogge, l'anticiclone delle Azzorre riporterà sole e clima mite su gran parte d'Italia, accompagnato da venti di tramontana. Una tregua stabile e gradevole che durerà fino al fine settimana, poi l'incertezza sull'arrivo di nuove perturbazioni.
Dopo le fasi instabili e, a tratti, anche perturbate, con temporali intensi che hanno condizionato diverse zone della nostra penisola, nella scorsa settimana, il quadro meteorologico sul Mediterraneo centrale a partire da domani, martedì 13 ottobre, si appresta a un cambiamento sostanziale.
L'anticiclone delle Azzorre, infatti, tornerà ad allungarsi con decisione dall'Atlantico verso l'Europa centrale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con un netto aumento della pressione atmosferica che, respingendo le ultime sacche di instabilità residua, riporterà una fase di stabilità con temperature miti, anche se ben lontane dagli eccessi tipici dell'alta pressione nord-africana.
La settimana tra tramontana e ripresa delle temperature
Nelle prossime ore avremo ancora gli strascichi della perturbazione in allontanamento rapido verso est, con locali piogge e rovesci temporaleschi che interesseranno ancora il medio-basso Adriatico e l'estremo Meridione.
A seguire, irromperanno i venti di Tramontana con raffiche particolarmente sostenute al sud, specie tra Puglia, Calabria e Sicilia orientale, che renderanno mossi o anche localmente agitati i mari.

Queste correnti fredde produrranno un temporaneo e sensibile calo termico tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì, che verrà avvertito soprattutto lungo il versante Adriatico e sulle aree ioniche.
I valori massimi, infatti, inizieranno ad aumentare riportandosi su valori in linea o anche leggermente superiori alle medie stagionali, specie sui versanti tirrenici, dove potrebbero essere diffusamente superati i 20°C, localmente con punte anche fino ai 24-25°C, come nella Capitale.
Tuttavia, di notte e al primo mattino le minime saranno abbastanza frizzanti per via dell'inversione termica, che potrebbe anche favorire le foschie nelle valli interne.
Una lettura probabilistica: cresce l'incertezza a partire dal fine settimana
Fino alla giornata di venerdì 16 ottobre, abbiamo una totale convergenza tra i modelli, anche per quanto riguarda le proiezioni probabilistiche elaborate con i sistemi ensemble. Osservando attentamente i grafici, i consueti spaghetti che riuniscono le diverse corse dei modelli matematici, fino a tale data restano abbastanza uniti, sintomo di una coerenza del segnale sull'evoluzione meteorologica.
In questa fase (fine settimana), l'alta pressione mostrerà i primi segni di cedimento lungo i suoi bordi, favorendo un aumento della copertura nuvolosa e anche il possibile innesco di precipitazioni sparse tra Nord-Ovest, Alto Tirreno e Isole Maggiori, mentre il resto del Paese continuerà ad essere prevalentemente soleggiato.
Scenari a confronto verso la terza decade di ottobre
Addentrandoci perciò nella prossima settimana, i due centri di calcolo principali a scala globale iniziano a delineare percorsi un po' divergenti, seppur caratterizzati da una sinottica a livello continentale relativamente simile, ma con alcune differenze per quanto riguarda le possibili conseguenze sulla nostra penisola.

Tornando a sottolineare che siamo in presenza di un'incertezza previsionale pronunciata, che ci allontana, perciò, anche dalla possibilità di fornire una tendenza in qualche modo attendibile, possiamo tentare di descrivere quali potrebbero essere i diversi scenari attualmente proposti nelle uscite di questa mattina.
Il modello europeo ECMWF propende verso l'isolamento di una depressione di matrice settentrionale, sviluppata soprattutto in quota che, scivolando verso sud, fin sui Balcani, potrebbe lambire le regioni adriatiche e centro-meridionali, con l'instabilità concentrata soprattutto al Sud, destinata poi a traslare verso l'Egeo e il Mediterraneo Orientale, mentre il Centro-Nord e l'area tirrenica godrebbero di una maggiore stabilità grazie allo scudo anticiclonico settentrionale.
Il modello americano GFS, invece, ipotizza un posizionamento più settentrionale del blocco anticiclonico europeo, centrato sul Mare del Nord, che lascerebbe un corridoio tra la saccatura balcanica e le umide infiltrazioni atlantiche.
In questo secondo scenario si verrebbe a creare una zona di contrasto tra l'aria fredda in retrogressione verso ovest, sull'Europa Centrale lungo il bordo meridionale della cellula anticiclonica, e l'aria umida e mite atlantica che proverebbe ad avanzare verso est.

In questo caso l'instabilità tenderebbe ad essere più diffusa, innescando una recrudescenza del maltempo al Sud, con possibilità per dei fenomeni anche altrove.
Ricordando di accettare come attendibili solo le previsioni a 5-7 giorni e le tendenze al massimo fino a 10 giorni, vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti per proiezioni più specifiche e affidabili.