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L'uragano Fiona verso il Canada, influenzerà il tempo in Italia: ecco come!

L'uragano "Fiona" nelle prossime ore impatterà sulle coste della Nuova Scozia, con venti davvero violenti e forti mareggiate. Nel suo movimento verso nord la tempesta avrà dei riflessi sul tempo atteso in Italia ad inizio settimana.

Le spettacolari immagini dell'uragano Fiona che ora punta dritto verso la Nuova Scozia, influenzando il tempo in Europa

Dopo aver devastato Portorico, con venti violenti, potenti mareggiate e piogge torrenziali, l’uragano “Fiona”, sta risalendo il bordo occidentale dell’anticiclone delle Bermuda, mantenendo lo status di major hurricane di 4^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti fino a oltre i 210 km/h.

Si tratta di un uragano molto grande che si troverà a scorrere su acque superficiali molto calde, passando davanti le Bermuda. A partire da domani la tempesta salendo di latitudine comincerà ad essere agganciata dalle “westerlies” e dal ramo principale della “corrente getto polare” in uscita dal nord America.

“Fiona” rischia di raggiungere le coste canadese allo status tropicale

Pur salendo di latitudine, verso la fascia temperata, l’uragano, che presenta una struttura veramente possente, si muoverà sopra un esteso tratto di acque calde, davanti le coste orientali degli Stati Uniti. Non si può escludere che “Fiona” possa raggiungere le coste canadese ed abbattersi sulla Nuova Scozia, mantenendo il suo status tropicale.

Ma con molta probabilità il ciclone tropicale, entro le prossime ore, verrà intercettato da una saccatura, di origine polare, in discesa dall’Artico canadese, che riuscirà ad assorbire il vortice tropicale, favorendo una sua evoluzione in un sistema dalle caratteristiche extratropicali.

L’aria più fredda, d’origine polare continentale, che scivola dal settore più orientale dell’Arcipelago Artico canadese, presente all’interno di questa saccatura, specialmente in quota, avvolgerà la struttura depressionaria facente capo all’ uragano “Fiona”, favorendone una sua rapida evoluzione in un profondo ciclone extratropicale, nel momento in cui la tempesta si avvicinerà alla Nuova Scozia.

Quindi non più alimentato dal calore latente fornito dalla superficie marina (il motore dei cicloni tropicali), ma dalle pure dinamiche atmosferiche (“Jet Streak”, “baroclinicità”).

L’imminente impatto della tempesta sulla Nuova Scozia

Nonostante la sua probabile evoluzione in ciclone extratropicale, date le sue origini, essa continua a conservare alcune caratteristiche dei cicloni tropicali.

Su tutti l’intenso “gradiente barico orizzontale”, ulteriormente esaltato dal progressivo scivolamento verso le coste canadesi orientali di aria sempre più fredda, densa e pesante, pronta a causare un repentino incremento della pressione barometrica nell’area ad ovest della depressione. Cio’ produrrà venti veramente violenti, inizialmente dai quadranti orientali, pronti a spazzare la Nuova Scozia, nel territorio canadese,

Sulle coste della Nuova Scozia i venti saranno davvero molto forti, tanto da lambire la soglia dei 130-140 km/h, con picchi oltre i 150/160 km/h. Questi venti così intensi, estesi su un ampio tratto di oceano, saranno capaci di sollevare un imponente moto ondoso, con la formazione di onde di “mare vivo” alte anche più di 8 metri a largo delle coste orientali del Canada.

Rischio piogge e allagamenti sul Canada orientale

Oltre ai forti venti e alle grandi onde questa circolazione depressionaria sarà in grado di causare anche piogge intense, fra Nuova Scozia e Labrador orientale, accompagnate da forti raffiche di vento, pronte a determinare brusche riduzioni della visibilità orizzontale e locali allagamenti.

Difatti l’enorme quantità di vapore acqueo tropicale, presente attorno il nucleo centrale di “Fiona”, verrà spazzato dai forti venti in quota verso nord, tanto da favorire lo sviluppo di estesi corpi nuvolosi che potranno apportare precipitazioni davvero copiose, non solo sulla Nuova Scozia.

Dopo aver interessato la Nuova Scozia i resti di “Fiona”, ormai trasformato in un profondo ciclone extratropicale a cuore freddo, si allontaneranno sul mar del Labrador, favorendo la risalita di una enorme quantità di vapore acqueo tropicale, fin sulla Groenlandia.

Quali ripercussioni sul tempo in Europa?

Come abbiamo visto qualche settimana fa, con “Danielle”, anche “Fiona”, nel suo movimento verso nord, riuscirà ad avere riflessi sulla circolazione atmosferica attesa in Europa nei prossimi giorni.

Quando i resti di cicloni tropicali, particolarmente potenti e strutturati fino alle alte quote risalgono l’Atlantico settentrionale possono, con la loro imponente forza centrifuga e i loro “outflow”, far deviare il ramo principale del “getto polare”, provocandone una “distorsione” che si ripercuote sull’intero emisfero.

In questo caso i resti dell’uragano “Fiona”, risalendo verso nord, fino al mar del Labrador, riusciranno a far ondulare il ramo principale del “getto polare”, favorendo lo sviluppo di una grossa ondulazione (onda di Rossby) fino alla Groenlandia. Questa ondulazione andrà ad alimentare un robusto promontorio anticiclonico che si elongherà fino in direzione dell’Islanda.

La pulsazione dinamica verso le latitudini polari dell’alta pressione delle Azzorre, favorirà poco più ad est, una nuova avvezione di aria fredda, polare marittima, in direzione dell’Europa.

Riflessi sull’Italia

Parte di quest’aria fresca ad inizio settimana si verserà pure sull’Italia, provocando un nuovo diffuso calo delle temperature. In modo particolare sulle regioni del centro-nord, dove si vivrà un periodo piuttosto fresco per il periodo.

L’aria più fredda proveniente dalle latitudini polari, finendo sopra le ancora calde acque del Mediterraneo, rischia pero di causare anche parecchia instabilità, con rischio di piogge, rovesci e temporali, che potranno risultare anche di forte intensità. Con molta probabilità questi fenomeni, anche violenti, interesseranno soprattutto le aree del centro-nord e il settore tirrenico.