Gli orsi polari della Groenlandia e la vita senza ghiaccio marino: anni di studi svelano un adattamento eccezionale

Nel sud-est della Groenlandia, dati rilevati sul campo svelano una popolazione isolata di orsi polari capace di sopravvivere senza ghiaccio marino. Nonostante l'adattamento, gli scienziati deducono che questa strategia fisiologica limite, non sembrerebbe molto proficua.

Alcuni anni fa è stata scoperta, monitorata e censita una popolazione di orsi polari particolarmente meridionale in Groenlandia. Mentre gli orsi delle altre zone dell'Artico sono costretti a lunghi digiuni estivi e a lunghe migrazioni quando il ghiaccio fonde, questa specifica popolazione si è adattata a cacciare sfruttando il ghiaccio d'acqua dolce che si stacca costantemente dai fronti dei ghiacciai.
Alcuni anni fa è stata scoperta, monitorata e censita una popolazione di orsi polari particolarmente meridionale in Groenlandia. Mentre gli orsi delle altre zone dell'Artico sono costretti a lunghi digiuni estivi e a lunghe migrazioni quando il ghiaccio fonde, questa specifica popolazione si è adattata a cacciare sfruttando il ghiaccio d'acqua dolce che si stacca costantemente dai fronti dei ghiacciai.

Nel 2022, la notizia di una pubblicazione rivoluzionaria sugli orsi polari groenlandesi fece scalpore. Sulla rivista Science, nel giugno 2022, infatti, venne pubblicato uno studio guidato dalla dottoressa Christine Leiter, nel quale venivano sintetizzati anni di indagini preliminari basate sulle conoscenze dei cacciatori di sussistenza Inuit.

L'esistenza di orsi polari su una parte della Groenlandia sud-orientale, quindi lontani dal ghiaccio marino, avviò una serie di studi, svelando poi l'adattamento eccezionale di questi mammiferi.

Le ricerche, tuttavia, non si sono fermate. Tra il 2024 e la fine del 2025, altre indagini sul campo e analisi successive in laboratorio hanno approfondito i meccanismi di isolamento e l'attività genetica di questi animali, portando a ulteriori nuove scoperte.

Un decennio di ricerche: dal 2022 fino agli ultimi studi

Il percorso scientifico, che ha portato a comprendere questa particolare comunità di orsi polari del sud-est della Groenlandia, è giunto alla ribalta internazionale con la pubblicazione del giugno 2022, ma lo studio è, poi, proseguito anche negli anni successivi.

Queste poche centinaia di orsi (verosimilmente tra i 200 e i 400) rappresentano quindi una minoranza, rispetto ai circa 2.270 individui della Groenlandia orientale, ai circa 7.000 dell'intera isola, e hai 26.000-30.000 esemplari a livello mondiale.
Queste poche centinaia di orsi (verosimilmente tra i 200 e i 400) rappresentano quindi una minoranza, rispetto ai circa 2.270 individui della Groenlandia orientale, ai circa 7.000 dell'intera isola, e hai 26.000-30.000 esemplari a livello mondiale.

A differenza delle altre 19 popolazioni artiche conosciute, che necessitano del ghiaccio marino per gran parte dell'anno per cacciare le foche e accumulare riserve di grasso, questo gruppo mostra abitudini uniche.

I dati misurati e i rilevamenti ambientali hanno confermato che nel sud-est groenlandese il ghiaccio marino è assente per almeno 8 mesi.

Mentre gli orsi delle altre zone dell'Artico sono costretti a estivi digiuni e a lunghe migrazioni quando il ghiaccio fonde, questa specifica popolazione si è adattata a cacciare sfruttando il ghiaccio d'acqua dolce che si stacca costantemente dai fronti dei ghiacciai.

Isolamento geografico e genetico estremo

Analisi sui campioni genetici hanno dimostrato in modo oggettivo che questa popolazione è la più isolata al mondo, separata dalle altre comunità da centinaia di anni. I tracciamenti sanitari rivelano un'ulteriore differenza: contrariamente a quanto dimostrato dalle abitudini dei loro simili, questi esemplari sono stanziali.

A differenza degli orsi artici tradizionali, che percorrono migliaia di chilometri all'anno camminando sulle vaste estensioni di ghiaccio marino, questa comunità groenlandese risulta estremamente stanziale. I tracciamenti satellitari (dati fisicamente misurati) confermano che quando questi esemplari vengono accidentalmente trascinati verso sud dalle rapide correnti oceaniche, abbandonano il ghiaccio alla deriva e camminano sulla costa o sui ghiacciai interni per oltre 160 chilometri, pur di tornare ai propri fiordi di origine.

Riconoscimenti istituzionali e risposte genomiche

Sulla base di questi dati, tra il 2023 e il 2025, il governo groenlandese e l'IUCN (International Union for Conservation of Nature) hanno formalmente riconosciuto e iniziato a tutelare questo gruppo come la ventesima sottopopolazione mondiale.

A differenza degli orsi artici tradizionali, che percorrono migliaia di chilometri all'anno camminando sulle vaste estensioni di ghiaccio marino, questa comunità groenlandese risulta estremamente stanziale. quando questi esemplari vengono accidentalmente trascinati verso sud dalle rapide correnti oceaniche, abbandonano il ghiaccio alla deriva e camminano sulla costa o sui ghiacciai interni per oltre 160 chilometri, pur di tornare ai propri fiordi di origine.
A differenza degli orsi artici tradizionali, che percorrono migliaia di chilometri all'anno camminando sulle vaste estensioni di ghiaccio marino, questa comunità groenlandese risulta estremamente stanziale. quando questi esemplari vengono accidentalmente trascinati verso sud dalle rapide correnti oceaniche, abbandonano il ghiaccio alla deriva e camminano sulla costa o sui ghiacciai interni per oltre 160 chilometri, pur di tornare ai propri fiordi di origine.

Ulteriori e più recenti analisi di laboratorio sul DNA hanno mostrato variazioni nell'espressione dei geni legati al metabolismo rispetto alle popolazioni più settentrionali.

Da questi dati si è evidenziata una mutazione rapida in grado di permettere a questi orsi di adattarsi a un clima più caldo, anche se la garanzia di una sopravvivenza a lungo termine resta un'ipotesi dedotta e non una certezza.

Sopravvivenza, ma non prosperità: le conclusioni scientifiche

I dati biometrici di questi plantigradi, misurati direttamente sul campo, hanno dimostrato che gli orsi del sud-est avrebbero dimensioni decisamente inferiori rispetto alle altre popolazioni.

Inoltre, sembrerebbero riprodursi molto più lentamente. Questo, secondo gli scienziati, dimostrerebbe che questi esemplari stanno vivendo ai limiti delle loro possibilità fisiologiche.

Queste poche centinaia di orsi (verosimilmente tra i 200 e i 400) rappresentano quindi una minoranza, rispetto ai circa 2.270 individui della Groenlandia orientale, ai circa 7.000 dell'intera isola, e hai 26.000-30.000 esemplari a livello mondiale.

Attualmente, questo adattamento non suggerisce un "successo evolutivo", quanto una sorta di tentativo, al momento apparentemente effimero. Tuttavia, ad onor del vero va detto che, pur essendo una specie a rischio, soprattutto per la rapida trasformazione dell'habitat naturale in cui vivono, la popolazione di orsi polari a livello globale sarebbe in aumento.

Infatti, dopo l'Accordo Internazionale sulla Conservazione degli Orsi Polari, che dal 1973 ne ha vietato la caccia commerciale e non regolamentata, la popolazione totale sarebbe passata dai 5.000-10.000 degli anni '60-'70, ad una popolazione totale che, secondo le ultime stime, consisterebbe in un numero superiore ai 26.000 esemplari.

Riferimento della notizia

Anthony M. Pagano. (2024). Polar bear energetic and behavioral strategies on land with implications for surviving the ice-free period.

Riferimento della notizia

Kristin L. Laidre. (2022). Glacial ice supports a distinct and undocumented polar bear subpopulation persisting in late 21st-century sea-ice conditions.