L’Etna sta diventando un vulcano dalla componente più esplosiva, la sfida per il sistema aeroportuale siciliano

Il cambiamento delle dinamiche del vulcano attivo più alto d'Europa oggi rappresenta un serio problema per l'aviazione e l'economia della Sicilia.

Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. Ma ora il vulcano sta iniziando a cambiare volto.
Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. Ma ora il vulcano sta iniziando a cambiare volto.

L'Etna sta cambiando. Il vulcano attivo più alto d'Europa, storicamente noto e amato per le sue spettacolari ma relativamente innocue colate laviche effusive, sta registrando una netta transizione verso un’attività marcatamente più esplosiva.

La conferma arriva dai vulcanologi dell’INGV che monitorano costantemente i segnali inviati dai crateri sommitali. Questa metamorfosi geologica non è solo un fenomeno di enorme interesse scientifico, ma rappresenta una crescente minaccia per l'economia e la mobilità dell'isola. Creando sempre più disagi a infrastrutture strategiche, come l’aeroporto di Catania-Fontanarossa.

La metamorfosi del vulcano: perché l'Etna è sempre più esplosivo

Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. Tuttavia, i vulcanologi dell'INGV evidenziano come, a partire dalla fine degli anni Settanta, si sia innescato un progressivo incremento di eventi parossistici violenti.

Il vulcano, sempre più spesso, ha iniziato a produrre fontane di lava imponenti e colonne eruttive composte da gas e piroclasti capaci di raggiungere altezze chilometriche.

Il recente risveglio e la profonda trasformazione del cratere Voragine hanno accelerato questo trend. Negli ultimi anni, la frequenza di questi episodi è passata da uno o tre eventi ogni dieci anni a decine di parossismi ravvicinati.

Questa intensificazione suggerisce una variazione nelle dinamiche di risalita del magma e della concentrazione dei gas vulcanici.

La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo.
La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo.

Quando i gas accumulano una pressione eccessiva senza riuscire a sfiatare gradualmente, l'eruzione si trasforma in un violento evento esplosivo, proiettando nell'atmosfera tonnellate di materiale piroclastico, tra cui i lapilli e la cenere vulcanica.

L’impatto diretto sull’aeroporto di Catania

Questa nuova normalità vulcanica si scontra direttamente con il tessuto infrastrutturale siciliano. L’Aeroporto di Catania, uno degli scali più trafficati d'Italia e hub vitale per l'economia e il turismo della regione, si trova proprio lungo la traiettoria ideale delle nubi di polvere vulcanica quando i venti soffiano da nord-ovest o nord/nord-ovest.

La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi.

Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo e, scenario più temibile, fondere all'interno delle turbine dei motori a reazione, causandone lo spegnimento in volo.

Nel 2001 un Airbus A320 decollato da Catania Fontanarossa e diretto a Milano si trovò sotto la nube eruttiva dell'Etna, a circa 1.400 metri di quota. Il velivolo venne colpito da una pioggia di cenere e piccoli lapilli che danneggiarono i vetri della cabina di pilotaggio, costringendo i piloti a un rientro d'emergenza a Catania.

Di conseguenza, l'emissione di nubi eruttive costringe la Società Aeroporti Catania (SAC) e le autorità aeronautiche a disporre frequenti chiusure degli spazi aerei e l'interruzione totale dei voli in arrivo e in partenza.

I danni economici

Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo e mandano in crisi il comparto turistico e ricettivo dell'intera isola.

La pulizia e la messa in sicurezza delle piste richiedono inoltre sforzi economici e operativi immediati e non più sostenibili con logiche di pura emergenza temporanea, visto anche l’aumento di frequenza del fenomeno, divenuto ora non più occasionale.

Quali soluzioni da adottare per risolvere il problema?

Dato che non è possibile frenare la naturale evoluzione geologica dell'Etna, l'unica strada percorribile è l'adattamento attraverso soluzioni innovative, strutturali e sostenibili.

Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo
Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo

La prima vera transizione deve riguardare la gestione della cenere vulcanica raccolta a tonnellate dalle piste aeroportuali e dalle strade cittadine. Attualmente considerata un rifiuto speciale da smaltire con costi elevati, la cenere può diventare una risorsa preziosa per l'economia circolare.

Numerosi studi geologici indicano che i materiali piroclastici dell'Etna sono ideali per la produzione di materiali edili ecologici, come calcestruzzi ad alta resistenza, riducendo l'impatto ambientale dell'industria cementizia tradizionale.

Inoltre, se opportunamente trattata, la cenere può essere impiegata in agricoltura come ammendante naturale per arricchire i terreni di sali minerali.

Sul piano logistico, la risposta non può più basarsi su interventi tampone. È fondamentale rendere strutturale la rete aeroportuale siciliana, ottimizzando e automatizzando le procedure di dirottamento e assistenza passeggeri verso scali alternativi integrati.

Al contempo, gli investimenti tecnologici all'interno dello scalo di Catania devono puntare su sistemi di monitoraggio radar avanzati per una stima in tempo reale della densità delle polveri e sull'acquisizione di spazzatrici ad altissima efficienza e sistemi di lavaggio rapido delle piste, riducendo al minimo i tempi di chiusura.