Lavorare al sole o prenderlo in vacanza: come difendersi dall'aumento delle radiazioni senza rinunciare ai benefici

La radiazione solare è una risorsa fondamentale per la vita e per la salute umana, infatti agisce come potente modulatore del nostro sistema endocrino e scheletrico. Tuttavia, l’aumento dell’intensità solare, con l'avanzare della stagione calda, necessita di una gestione consapevole e improntata alla prudenza, per evitare brutte sorprese.

La luce solare agisce anche sulla serotonina, stimolandone la produzione. Questa sostanza regola l’umore e i ritmi del sonno, aiutandoci a mantenere alta la concentrazione e il benessere psicofisico durante le ore di veglia.
La luce solare agisce anche sulla serotonina, stimolandone la produzione. Questa sostanza regola l’umore e i ritmi del sonno, aiutandoci a mantenere alta la concentrazione e il benessere psicofisico durante le ore di veglia.

Il sole è capace di innescare processi biologici complessi molto importanti, anzi fondamentali per la nostra salute. La radiazione solare che, superando gli strati atmosferici, riesce a raggiungerci è composta da diverse frequenze, tra cui gli ultravioletti e gli infrarossi, che agiscono in modo differente sul nostro organismo.

La funzione più preziosa per chi lavora o trascorre del tempo all'aperto è la sintesi della Vitamina D, innescata specificamente dai raggi UVB. Questa sostanza non è solo una vitamina, ma un vero ormone che permette l’assorbimento del calcio nelle ossa, garantendo la salute dello scheletro e potenziando il sistema immunitario.

La luce solare agisce anche sulla serotonina, stimolandone la produzione. Questa sostanza regola l’umore e i ritmi del sonno, aiutandoci a mantenere alta la concentrazione e il benessere psicofisico durante le ore di veglia.

L'importanza del calendario e dell'altezza del sole

L'intensità del sole, e quindi l'angolo di incidenza dei raggi solari, in Italia cambia drasticamente in base alla stagione, alla latitudine e all'ora del giorno. Durante l'inverno, il sole rimane basso e i suoi raggi, molto inclinati, devono attraversare uno strato di atmosfera molto spesso, schermando quasi totalmente la componente UVB necessaria per produrre la vitamina D.

La radiazione in estate diventa molto più intensa e potenzialmente pericolosa. Per chi lavora molte ore sotto il sole, ad esempio nei cantieri edili, nell'agricoltura o al mare, e soprattutto per chi esagera ad esporsi vicino ad una superficie riflettente, come l'acqua, questo effetto è praticamente raddoppiato, ricevendo una dose massiccia di energia termica e ultravioletta da diverse direzioni.
La radiazione in estate diventa molto più intensa e potenzialmente pericolosa. Per chi lavora molte ore sotto il sole, ad esempio nei cantieri edili, nell'agricoltura o al mare, e soprattutto per chi esagera ad esporsi vicino ad una superficie riflettente, come l'acqua, questo effetto è praticamente raddoppiato, ricevendo una dose massiccia di energia termica e ultravioletta da diverse direzioni.

In questo periodo, anche restando a lungo all'aperto, la produzione ormonale rimane minima. Al contrario, in primavera e in estate, l’altezza del sole aumenta e i raggi colpiscono la Terra con un angolo superiore ai 35 gradi alla nostra latitudine.

In questo periodo la radiazione diventa molto più diretta ed efficace, ma anche molto più intensa e potenzialmente pericolosa. Per chi lavora molte ore sotto il sole, ad esempio nei cantieri edili, nell'agricoltura o al mare, o per chi esagera ad esporsi vicino ad una superficie riflettente, come l'acqua, questo effetto è praticamente raddoppiato, ricevendo una dose massiccia di energia termica e ultravioletta da diverse direzioni.

Trovare l'equilibrio tra minuti e salute

Per ottenere i benefici del sole senza pagarne il prezzo in salute, occorre conoscere i tempi giusti di esposizione. Durante la stagione estiva, per un lavoratore con la pelle chiara, sono sufficienti circa 10 o 15 minuti di sole su viso e braccia per produrre tutta la Vitamina D necessaria.

In estate, nelle ore centrali del giorno, la forza dei raggi è tale che il danno cellulare prodotto dall'intensa radiazione, avviene molto più velocemente della sintesi vitaminica. I pratica si hanno solo i danni del sole senza alcun beneficio.
In estate, nelle ore centrali del giorno, la forza dei raggi è tale che il danno cellulare prodotto dall'intensa radiazione, avviene molto più velocemente della sintesi vitaminica. I pratica si hanno solo i danni del sole senza alcun beneficio.

Andare oltre questo tempo non apporta ulteriori vantaggi, poiché il corpo smette di produrre la vitamina per evitare sovraccarichi. In primavera o in autunno, il tempo necessario sale a circa 20 o 30 minuti esponendo almeno il 20% del corpo.

È fondamentale capire che in estate, nelle ore centrali del giorno, tra le 11 e le 16, la forza dei raggi è tale che il danno cellulare prodotto dall'intensa radiazione, avviene molto più velocemente della sintesi vitaminica. I pratica si hanno solo danni senza alcun beneficio.

Questo rende indispensabile la protezione totale (SPF50) o stare all'ombra per evitare inutili rischi.

I pericoli invisibili per la pelle e per gli occhi

Sono molti i problemi derivanti dagli effetti del caldo eccessivo, collegati spesso anche ad un eccesso di esposizione al sole, come i colpi di calore o la disidratazione, in questo articolo tratteremo l'effetto della radiazione solare sulla pelle.

La pelle dei bambini, essendo più sottile e con una produzione di melanina ancora immatura, non possiede filtri naturali abbastanza efficienti, perciò il danno cellulare risulta estremamente più rapido.
La pelle dei bambini, essendo più sottile e con una produzione di melanina ancora immatura, non possiede filtri naturali abbastanza efficienti, perciò il danno cellulare risulta estremamente più rapido.

Quando l’esposizione diventa eccessiva, e soprattutto senza protezione, il sole può produrre patologie che si sviluppano in modo silenzioso, ma che possono essere anche molto gravi. I raggi UVA sono in grado di penetrare più in profondità come gli UVB, sono in grado di causare il cosiddetto photoaging, ovvero un invecchiamento precoce dei tessuti, mettendo in atto dei processi ossidativi con i radicali liberi che poi attaccano indirettamente il DNA e in genere tutte le cellule. I tessuti quindi perdono elasticità e si macchiano, non potendo mai più tornare come prima.

I raggi UVB sono quelli che trasportano una quantità maggiore di energia e che, pur penetrando meno in profondità, sono responsabili delle scottature, ma anche delle mutazioni dirette del DNA.

Queste, come risaputo, possono portare a tumori della pelle come il melanoma o il carcinoma. Oltre alla cute, chi lavora o gioca all'aperto rischia seri danni all'apparato visivo. Infatti il riverbero costante può causare infiammazioni della cornea o accelerare la cataratta.

Anche il sistema immunitario può risentire di un eccesso di calore e radiazione, manifestando una debolezza locale che spesso sfocia in fastidiosi eczemi o nella comparsa di Herpes Labialis.

Un'attenzione speciale per i più piccoli

La pelle dei bambini richiede un'attenzione ancora superiore, poiché la struttura dell'epidermide giovane è molto diversa da quella degli adulti. Essendo più sottile e con una produzione di melanina ancora immatura, la cute dei piccoli non possiede filtri naturali abbastanza efficienti, perciò il danno cellulare risulta estremamente più rapido.

Gli studi dermatologici confermano che le scottature subite durante l’infanzia rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma in età adulta, poiché le mutazioni del DNA rimangono impresse nei tessuti in crescita.

Anche se il sole resta un tassello fondamentale per lo sviluppo del sistema scheletrico e per la prevenzione del rachitismo, i tempi necessari per la sintesi della Vitamina D nei bambini sono ridottissimi.

In estate, le migliori protezioni per un bambino che giochi all'aperto, rimangono una maglietta, dei pantaloncini con un cappellino, evitando le ore più calde.

In estate possono bastare meno di 10 minuti di gioco all'aperto nelle ore meno calde. È fondamentale ricordare che sotto i 6 mesi l'esposizione diretta è sempre sconsigliata e che, per tutti i bambini, la protezione oculare è prioritaria, dato che il loro cristallino, molto trasparente, lascia transitare una quota di ultravioletti decisamente superiore a quella di un occhio adulto.

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