"Non possiamo controllare il cambiamento climatico, ma il microclima sì": la strategia per salvare i boschi mediterranei
Il cambiamento climatico non può essere fermato dall'oggi al domani, ma le sue conseguenze possono essere mitigate, e il mantenimento dei microclimi delle foreste mediterranee ne è un buon esempio.

L'aumento delle temperature e le siccità sempre più estreme mettono a dura prova la capacità della vegetazione di resistere, portando molti boschi al limite, soprattutto nell'area mediterranea.
Di fronte a questo problema, la scienza cerca nuove strategie per rendere gli ecosistemi più resistenti al caldo estremo. L'obiettivo principale è modificare le condizioni locali per offrire una possibilità di sopravvivenza alle specie che ancora riescono a resistere.
Un microclima, un rifugio contro il caldo estremo
In un bosco le condizioni non sono uguali in tutte le zone: sotto l'ombra degli alberi, degli arbusti o in una porzione umida del terreno, la temperatura e la disponibilità di acqua possono essere molto diverse rispetto a un'area esposta direttamente al sole.

Queste piccole differenze danno origine a un microclima, cioè un insieme di condizioni ambientali circoscritte che possono risultare decisive per la sopravvivenza di piante, funghi e altri organismi.
Ricordiamo che la vegetazione riduce la radiazione solare che raggiunge il terreno, modifica il movimento dell'aria e, soprattutto, contribuisce a conservare l'umidità del suolo.
Le piante nutrici, alleate contro la siccità
Alcune specie vegetali agiscono come vere e proprie piante nutrici: sotto la loro copertura crescono altre piante che trovano protezione dalla radiazione solare, temperature meno estreme e condizioni più favorevoli al loro sviluppo.
Per decenni, molti interventi di riforestazione in Spagna hanno puntato sul pino, una specie apprezzata per il suo valore commerciale nel settore del legname e per la sua capacità di crescere in condizioni diverse.
Ricardo Codorníu: l'ingegnere forestale visionario che trasformò la Sierra Espuña https://t.co/npCWBgJemK La figura dell'ingegnere forestale Ricardo Codorníu y Stárico (Cartagena, 1846 – Murcia, 1923) emerge come quella di un pioniere della scienza forestale in Spagna. https://t.co/23ZqqZhplU
— Ingeniería de Montes (@ingdemontes) 26 settembre 2023
Il problema emerge quando gli alberi che prima offrivano ombra e protezione cominciano a deteriorarsi per la mancanza d'acqua. Le conseguenze non riguardano soltanto gli esemplari stessi, ma anche le piante che dipendono da loro per sopravvivere, ovvero la vegetazione del sottobosco.
Boschi sempre più "africanizzati"
Una delle tendenze che preoccupa gli scienziati è la progressiva espansione della vegetazione arbustiva in alcuni paesaggi mediterranei. Con l'aumento dell'aridità, infatti, alcune specie arboree possono perdere terreno a vantaggio di piante più piccole.
Il titolo di questa sezione non significa che tutti i boschi siano destinati a trasformarsi in deserti, ma indica che la composizione della vegetazione può cambiare man mano che le condizioni climatiche diventano più simili a quelle di regioni oggi più calde e aride.
Calblanque: un esempio di questo cambiamento
Uno degli esempi di questa strategia si trova nel Parco regionale di Calblanque, nella Regione di Murcia. Qui, gli episodi di siccità estrema avevano provocato un'elevata mortalità del pino d'Aleppo in alcune zone.

Il progetto europeo LIFE Tetraclinis, realizzato tra il 2014 e il 2019, ha promosso interventi per migliorare l'habitat di questa specie, attraverso misure come la riduzione della presenza del pino d'Aleppo.
Questo ha permesso al ginepro fenicio e ad altre piante meglio adattate di occupare determinate aree, evidenziando uno dei principi fondamentali dell'adattamento forestale: non esiste una ricetta valida per tutti i terreni.
La topografia, il suolo, la disponibilità di acqua e la vegetazione esistente determinano quali interventi possano risultare più appropriati.
Fonte della notizia
Centro de Investigaciones sobre Desertificación (CIDE, CSIC-UV-GVA). (2026). Alla ricerca di nuovi alleati per adattarsi ai cambiamenti del microclima.