Una catena montuosa lunga oltre 2.000 chilometri conserva, a una profondità di 40 chilometri, le tracce di magmi risalenti a più di 250 milioni di anni fa, permettendo di ricostruirne la storia.
Pedro de la Fuente è climatologo, geografo e tecnico in sostenibilità e ambiente, con una solida formazione accademica e una vasta esperienza nella divulgazione meteorologica. Laureato in Geografia e Pianificazione del Territorio presso l’Università di Saragozza, possiede inoltre un Master in Climatologia Applicata e Media presso l’Università di Barcellona e un Master in Sistemi di Informazione Geografica e Telerilevamento presso l’Università di Saragozza.
Nel corso della sua carriera ha collaborato, e continua a collaborare, con diversi mezzi di comunicazione sia locali che nazionali, tra cui Aragón Radio, Cuatro al Día (Mediaset) e Conexión Aragón (Aragón TV), offrendo analisi e spiegazioni chiare sui fenomeni meteorologici e climatici di attualità.
Come redattore, creatore e divulgatore di contenuti meteorologici sui social media, Pedro unisce il rigore scientifico a un linguaggio accessibile per avvicinare la meteorologia al grande pubblico. È inoltre membro attivo di Acomet (Associazione di Comunicatori della Meteorologia), ciò che rafforza il suo impegno per una comunicazione scientifica di qualità.
Una catena montuosa lunga oltre 2.000 chilometri conserva, a una profondità di 40 chilometri, le tracce di magmi risalenti a più di 250 milioni di anni fa, permettendo di ricostruirne la storia.
Il cambiamento climatico non può essere fermato dall'oggi al domani, ma le sue conseguenze possono essere mitigate, e il mantenimento dei microclimi delle foreste mediterranee ne è un buon esempio.
Le piogge torrenziali sovraccaricano i sistemi fognari e possono inquinare fiumi e mari. Per questo motivo, diverse città spagnole stanno utilizzando enormi bacini idrici per trattenere l'acqua e ridurre gli scarichi inquinanti.
Una massiccia frattura di 75 chilometri rivela che la placca di Juan de Fuca si sta frammentando sotto l'Oceano Pacifico, al largo delle coste del Canada, mentre la zona di subduzione di Cascadia inizia a trasformarsi.
La costruzione di case prefabbricate prodotte in Cina è stata considerata la soluzione più economicamente vantaggiosa per ospitare circa 4.500 persone a un'altitudine di oltre 4.000 metri sulle Ande.
Un'immagine di Google Earth ha permesso a un ricercatore di scoprire il cratere causato dall'impatto di un meteorite in Australia, che è stato poi confermato da successive indagini geologiche.
Attraverso una piattaforma è possibile stimare la data di scomparsa di ciascuno dei ghiacciai terrestri, in base alle proiezioni climatiche.
La crosta terrestre in Italia è in movimento, ma è importante comprendere le cause e gli effetti di questo fenomeno, così da evitare di cadere vittima di disinformazione o bufale.
Che l'energia solare sia una fonte di energia rinnovabile è un dato di fatto, ma... sapete come impedire che il suolo perda produttività? Scoprite come i ricercatori dell'Università di Jaén hanno analizzato questo aspetto e le soluzioni che propongono.
Nel 536, una massiccia eruzione vulcanica oscurò il cielo per mesi, causando un improvviso raffreddamento e provocando la perdita dei raccolti, la carestia e profonde conseguenze sociali.
L'Australia ha sviluppato uno dei sistemi più avanzati al mondo per la prevenzione degli incendi boschivi, la cui efficacia è stata comprovata, sebbene il suo trasferimento in Europa si preannunci complesso per una serie di motivi.
Gli oceani stanno attraversando una situazione senza precedenti, con temperature superficiali del mare che raggiungono livelli record per molti giorni consecutivi.
Un numero sempre maggiore di ricercatori chiede una discussione aperta sugli scenari peggiori del cambiamento climatico, non per generare paura, ma per prevedere i rischi che possono ancora essere mitigati.
Le ondate di calore non sono più un'eccezione in Europa, e la grande domanda ora è se il continente riuscirà a raggiungere i 50°C e quali condizioni lo renderebbero possibile.
Cinque anni dopo l'eruzione del vulcano Tajogaite, gli scienziati hanno individuato a La Palma un laboratorio naturale unico nel suo genere, dove potranno studiare come la vita si sviluppa in ambienti estremi simili a quelli di Marte.
Un meteorite che ha attraversato l'atmosfera a 68.000 km/h ha causato un'esplosione equivalente a centinaia di tonnellate di TNT e una potente deflagrazione che ha colto di sorpresa migliaia di persone.
Scoperto nel relitto di una nave al largo di un'isola greca, il Meccanismo di Anticitera ha rappresentato una sfida per gli scienziati per decenni, essendo una macchina in grado di prevedere le eclissi più di 2000 anni fa.
Gli incendi boschivi non si estinguono con lo spegnimento delle fiamme, poiché le particelle tossiche ultrafini possono rimanere sospese nell'aria per un tempo considerevole e percorrere diversi chilometri: ecco i dettagli.
Il fiume Okavango, dopo un impressionante percorso attraverso l'Angola, scompare nel deserto del Kalahari, creando un delta interno fondamentale per la biodiversità e uno degli ecosistemi più straordinari dell'Africa.
Siccità, inondazioni e ondate di calore stanno spingendo i fiumi al limite della loro capacità di resilienza: un recente studio pubblicato su Nature mette in guardia contro cambiamenti irreversibili nella loro capacità di recupero naturale.