Spazio, nuovo record! Superati i 5500 esopianeti noti

Lo scorso mese di Agosto il numero totale di esopianeti confermati ha superato la soglia dei 5500. Vediamo come dietro questo numero ci siano tanti ricercatori, tanto tempo di osservazione ed analisi, e tanta passione!

Esopianeti

In meno 30 anni di ricerca, il numero di pianeti extrasolari confermati è passato da 0 a oltre 5500. Risale allo scorso 24 Agosto la notizia della conferma di altri sei esopianeti, che portano il numero totale a ben 5502. Nel Marzo del 2022 il numero di esopianeti noti era arrivato a 5000.

Una volta scoperto un esopianeta, questo viene classificato come candidato, in quanto potrebbe trattarsi di altro, ad esempio un'altra stella o un fenomeno sulla superficie della stella (si chiamano falsi positivi). Quindi, è necessario ri-osservarlo con altre metodiche per confermare che si tratti effettivamente di un esopianeta.

Se 5502 sono i pianeti confermati, ce ne sono altri 9820 che, sebbene siano stati scoperti, sono ancora in attesa di conferma.

Lo studio che porta alla conferma di un esopianeta è molto lungo e richiede molte risorse, motivo per cui scoperta e conferma viaggiano su due velocità diverse, come si evince dai rispettivi numeri: 5502 contro 9820.

Dietro ogni pianeta una diversa storia di ricerca

Come vedremo avanti, gli ultimi sei pianeti scoperti ci offrono una breve panoramica di come la ricerca che porta alla scoperta, ma soprattutto alla conferma di un esopianeta, possa essere diversa per ciascun esopianeta.

Cambiano i team di ricercatori e il loro numero, da poche unità a diverse decine; cambiano gli strumenti utilizzati, sia da terra che dallo spazio, sia singolarmente che in combinazione; cambiano i metodi utilizzati per la loro scoperta e conferma; cambia il tempo necessario per avere dati sufficienti per ottenere un risultato sicuro; cambiano le riviste scientifiche in cui i risultati vengono pubblicati; ma cambia anche l’eco mediatico che i diversi esopianeti riescono a ricevere.

Chi sono le 6 new entries

Si tratta di 6 pianeti con caratteristiche diverse tra loro.

TESS
Rappresentazione artistica del telescopio TESS. Credits: NASA's Goddard Space Flight Center

HD 36384 b è un “super-gioviano”, quindi un esopianeta con caratteristiche simili ma dimensioni maggiori rispetto al nostro Giove. La conferma di questo esopianeta è stata annunciata da un team composto da 9 astronomi prevalentemente coreani, guidati dall’astronomo Byeong-Cheol Lee del Korea Astronomy and Space Science Institute e pubblicato sulla rivista “Journal of the Korean Astronomical Society” (2023, 56, 195).

E’ stato scoperto con il metodo delle velocità radiali attorno ad una stella, la HD 36384, di tipo spettrale M e quindi più piccola e fredda del nostro Sole, grazie alle osservazioni fatte con lo spettrografo BOES al Bohyunsan Optical Astronomy Observatory (BOAO) in Corea del Sud.

TOI-198 b è un pianeta roccioso che orbita attorno alla stella TOI-198.

TOI sta per “Target Of Interest” ed è la nomenclatura assegnata ai candidati pianeti scoperti dal telescopio spaziale TESS.

Questo pianeta si trova ai bordi della fascia di abitabilità, più vicino al bordo interno, dove la temperatura è troppo elevata per l’abitabilità del pianeta.

La scoperta è stata annunciata da un team di 44 astronomi guidati da Dominic Oddo dell’Università del New Mexico (USA) e presentata sulla rivista
"Astronomical Journal" (2023, 165, 134). La scoperta di questo esopianeta è avvenuta col metodo dei transiti col telescopio TESS e la successiva conferma è avvenuta grazie alle osservazioni congiunte dei telescopi TESS e CHEOPS.

TOI-2095 b e TOI-2095 c sono due Super-Terre e quindi si tratta di un sistema planetario. Si tratta di pianeti simili alla Terra, quindi rocciosi ma di dimensioni leggermente maggiori. Grazie al telescopio TESS, sono stati scoperti orbitare attorno alla stella TOI 2095. Anche questi sono stati scoperti con il metodo dei transiti.

TOI 2095
Grafico dei transiti dei pianeti TOI-2095 b e c osservati attorno alla stella TOI-2095 e osservati da TESS. Credits: Wagner et al. 2023; A&A in press.

La scoperta è stata annunciata da un team di 44 astronomi guidati da Felipe Murgas dell’ Instituto de Astrofísica de Canarias (Spagna) e presentata sulla rivista "Astronomy & Astrophysics" (2023, in stampa). Il pianeta era stato scoperto inizialmente dal telescopio TESS con il metodo dei transiti e poi la conferma è avvenuta grazie alle osservazioni dello spettrografo Carmenes con il metodo delle velocità radiali.

TOI-4860 b è un ”hot Jupiter” quindi un gigante gassoso simile al nostro Giove ma esso orbita così vicino alla sua stella, la TOI 4860, da essere estremamente caldo. Si pensi che mentre Giove impiega circa 11 anni per compiere una rivoluzione attorno al Sole, TOI 4860 b è così vicino alla sua stella da impiegare circa 1.5 giorni per una sola rivoluzione attorno alla stella.

La scoperta è stata annunciata da un numeroso team di 43 astronomi guidati da Amaury Triaud dell’ University of Birmingham (UK) e presentata sulla rivista "Monthly Notices of the Royal Astronomical Society" (2023, 525, L98). Il pianeta era stato scoperto dal telescopio spaziale TESS con il metodo dei transiti e poi la conferma è avvenuta grazie alle osservazioni coordinate di tre diversi telescopi: TRAPPIST-South/North, SPECULOOS, e MuSCAT3.

Ultima entry MWC 758 c è un protopianeta gigante ancora in formazione che orbita attorno alla giovanissima stella MWC 758 circondata dal disco di gas e polveri da cui la stessa stella si è formata e in cui si stanno formando pianeti.

La sigla MWC sta per Mount Wilson Catalog, dove Mount Wilson è la sede di un prestigiosissimo Osservatorio astronomico vicino Pasadena in California.

Questo pianeta è stato scoperto con la tecnica dell’imaging.

MWC 758c
Serie di immagini del pianeta MWC 758 c ottenute con il telescopio Large Binocular Telescope in modalità interferometrica. Credits: Wagneret al. Nat Astron (2023).

La scoperta è stata annunciata da un team di 26 astronomi guidati da Kevin Wagner dell’ University of Arizona (USA) e presentata sulla rivista "Nature Astronomy" (2023, 146). Il pianeta era stato scoperto grazie alle osservazioni del Large Binocular Telescope Interferometer.

Come si vede, ciascun pianeta dei 5502 ad oggi confermati ha ricevuto "le attenzioni" di numerosi ricercatori. Il più delle volte questi, provenendo da istituti diversi, in nazioni diverse, lavorano in collaborazioni internazionali. Ognuno di essi contribuisce in maniera diversa, chi all'osservazione, chi all'analisi e chi all'interpretazione dei risultati, ciascuno sulla base della propria specializzazione. Diversi sono anche i tempi necessari prima della pubblicazione dei risultati, tempi che vanno da mesi ad anni.

Dietro un semplice comunicato stampa della scoperta o conferma di un pianeta si cela un lavoro lungo, in squadra e appassionato!

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