Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani
Questo pesce è capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. La sua presenza è un indicare di buona salute delle acque.

Non è molto conosciuta come altre specie più famose, come il sarago o la castagnola. Eppure la menola, nome scientifico “Atherina boyeri”, è un pesce agile, molto bello da osservare.
Rappresenta un esempio di come la biodiversità del nostro mare sia ricca di elementi tipici e insostituibili. E’presente un po’ su tutti i mari che circondano la nostra Penisola.
Alcune caratteristiche su questo pesce mediterraneo
La menola vive nelle acque temperate e salmastre del Tirreno, dell'Adriatico e dello Ionio, aree che rappresentano circa il 70% del territorio marino italiano. La sua presenza è così diffusa da essere menzionata in antichi testi di ictiologia romana, come quelli di Plinio il Vecchio nella “Naturalis Historia”, dove viene descritta come un pesce umile ma abbondante nelle lagune e nelle baie.
In aree come la Laguna Veneta, il Delta del Po o le coste laziali e campane, la menola è una delle specie più catturate in modo artigianale. Dal punto di vista gastronomico, è un ingrediente essenziale in piatti regionali, come la fritta in umido nelle cucine liguri, o nelle zuppe siciliane.
Areale di distribuzione di questo pesce
La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. Tipicamente, vive in acque costiere poco profonde, tra 1 e i 10 metri di profondità, preferendo zone con fondali sabbiosi, fangosi o erbosi, ricchi di posidonie e alghe.
È una specie gregaria, che forma banchi numerosi per difendersi dai predatori, e migra stagionalmente in cerca di cibo e siti di riproduzione.
Gli habitat preferiti della menola sono le lagune, gli estuari e le aree portuali, dove l'influenza fluviale crea un mix di acqua dolce e salata ideale per la sua sopravvivenza.

Da recenti studi portati avanti dall'ICRAM (ora parte di ISPRA) indicano che le popolazioni italiane sono stabili, specie in primavera quando i banchi possono raggiungere migliaia di individui.
Tuttavia, il riscaldamento globale sta alterando i suoi pattern migratori, spingendola verso nord in cerca di temperature ottimali, un fenomeno osservato nelle coste adriatiche.
Buon indicatore della salute delle acque
La menola è un indicatore ambientale di prim'ordine. La sua tolleranza all'eutrofizzazione e all'inquinamento la rende un bioindicatore per la qualità delle acque costiere. Popolazioni in declino segnalano problemi come l'accumulo di plastica o lo sversamento di nutrienti agricoli, come evidenziato in report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente.
Dal punto di vista della riproduzione, la menola depone uova adesive su vegetazione sommersa, contribuendo alla rigenerazione degli habitat bentonici e supportando la dispersione di semi e spore marine.
In un ecosistema marino sotto pressione, con il Mediterraneo che ha perso il 41% della sua biodiversità negli ultimi 50 anni, preservare la menola significa salvaguardare l'intero Mediterraneo.