Il passero domestico rischia di scomparire dalle nostre città, ecco le cause che lo stanno portando verso l'estinzione

Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia, ma fra non molto rischia di sparire dalle nostre città.

Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.
Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.

Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia. Eppure secondo recenti studi si sta avviando verso l’estinzione. Negli ultimi quattro decenni si è assistito alla scomparsa di 1/6 degli uccelli, pari a una perdita di quasi 600 milioni di esemplari.

Fra le specie più colpite da questa estinzione ci sono la cutrettola gialla (97 milioni di esemplari in meno), lo storno (75 milioni in meno) e l’allodola (68 milioni di uccelli in meno).

Lo studio ha analizzato i dati relativi a 378 delle 445 specie di uccelli nativi dell’Unione europea e del Regno Unito, osservando che il declino della popolazione alata è passato dal 17 al 19 per cento nel periodo compreso fra il 1980 e il 2017.

Il passero domestico a rischio estinzione

Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.

Entrambe le specie si stanno estinguendo a causa dei cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, ma il passero domestico risulta sparito anche dai cieli di molte città per ragioni che gli scienziati non sono riusciti ancora a comprendere del tutto, ma che probabilmente includono la scarsezza di cibo, l’inquinamento e la sempre maggior presenza di corvidi, che spesso risultano specie predatrici dei passeri.

L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione.
L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione.

In Italia la scomparsa del passero si osserva soprattutto nelle grandi aree urbane del Nord, dove invece risultano crescenti specie, come le cornacchie o le taccole.

In Europa una specie di uccelli su cinque è a rischio estinzione

I cambiamenti climatici hanno ulteriormente aggravato la situazione, sia in modo indiretto a causa degli effetti negativi sugli habitat degli uccelli, sia in quello diretto soprattutto per le specie migratorie, come dimostrano ormai numerosissime ricerche scientifiche svolte in questo ambito.

L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa.

Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione, mettono in difficoltà molti uccelli che non trovano più i siti di sosta abituali durante il loro viaggio.

Le possibili soluzioni

La lotta a ridurre gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico sta diventando sempre più difficile, anche per il venir meno di politiche ambientali serie, di concreta attuazione nei singoli territori.

Ripristinare gli elementi naturali del paesaggio agricolo, conservare i prati storici, le praterie alpine e le zone più steppiche, diminuire il carico di fertilizzanti e di pesticidi di sintesi, e sostenere sempre e comunque l’agricoltura biologica, potrebbe contribuire a migliorare in parte la situazione.

Ma bisogna agire fin da subito, visto che gli effetti di questi cambiamenti si potranno vedere solo nel lungo termine. Nel frattempo per molte specie di uccelli, fra cui il passero domestico, potrebbe essere troppo tardi.