La nuova vita dell'Isola del Diavolo: l'isola greca dall'oscuro passato che è diventata un santuario per le foche

Tra le bellissime isole greche che attraggono migliaia di turisti ogni estate ce n'è una diversa dalle altre. L'Isola del Diavolo ha un passato difficile ma oggi è tornata a vivere grazie alle foche e alle specie rare che l'hanno scelta come casa

Una foca monaca, una specie a rischio nel Mediterraneo che vive solo in acque pulite e dove la presenza umana è minima
Una foca monaca, una specie a rischio nel Mediterraneo che vive solo in acque pulite e dove la presenza umana è minima

D'estate le isole della Grecia fanno sognare i turisti di tutto il mondo con il loro mare dai colori spettacolari, le case dipinte di bianco che scintillano al sole e la deliziosa cucina. In questo paradiso di sole e cielo azzurro, però, c'è anche un luogo che evoca tutt'altre atmosfere.

Gyaros è una piccola isola dell'Egeo, non molto distante dalla terraferma. All'apparenza brulla e desolata, era un tempo una prigione militare e per questo è rimasta inaccessibile per mezzo secolo.

L'imponente fortezza che fungeva da carcere le ha fruttato il soprannome di Isola del Diavolo; da qualche tempo, però, questo luogo così austero è abbandonato e per questo le foche lo hanno scelto come casa dove vivere indisturbate, insieme a tante altre specie marine.

Una remota fortezza sul mare

Gyaros è una delle tremila isole della Grecia, e fin dall'antichità è stata utilizzata come prigione o luogo di esilio. Solo nel XX secolo, poi, tra le guerre mondiali e due grandi ondate di repressione politica, sull'isola sono stati confinati più di ventiduemila prigionieri.

Sul finire del secolo l'isola è stata usata anche come sito per le esercitazioni militari, ma è sempre rimasta lontana dal resto del paese, chiusa ai contatti con l'esterno e priva di collegamenti, anche dopo il 2002, quando è caduta in disuso.

L'austera fortezza di mattoni che si trova a Gyaros è l'unica traccia visibile della presenza umana che c'è stata un tempo. Oggi, però, la totale assenza di persone è proprio ciò che ha trasformato l'isola in un luogo sicuro per gli animali che vi abitano.

Gyaros, da sempre un santuario per gli animali

L'isola di Gyaros è in effetti sempre stata semi deserta.

Per ovvi motivi qui il turismo non si è mai sviluppato, ma la presenza dei militari ha vietato o limitato anche la pesca, trasformando le acque circostanti in un luogo per lo più sicuro per le flora e la fauna marina.

Questo è vero anche per gli uccelli che nidificano sull'isola e per altre specie animali che vivono tra le sue colline.

Al contrario, per gli esseri umani questo è stato spesso un luogo di sofferenza tanto che l'isola si è guadagnata un inquietante soprannome, ma la fortezza occupa solo un piccolo promontorio a picco sul mare, mentre le esercitazioni militari, quando avevano luogo, erano sporadiche e anch'esse concentrate in un'area molto ristretta e quindi non disturbavano la fauna locale.

Dove le foche monache vivono indisturbate

Le foche monache hanno scelto proprio Gyaros come casa. Qui vive oggi una colonia che si riproduce e che, secondo i biologi che la studiano, vive particolarmente serena perché non percepisce alcun pericolo.

Da anni questi animali, che cercano la quiete, non si vedevano nuotare nel mare della Grecia e ancora meno riposare sulle sue spiagge.

La caccia, l'inquinamento e anche l'uccisione indiscriminata dei pescatori che vedevano le foche monache come una minaccia per il proprio lavoro, ne hanno decimato la popolazione.

Le poche foche monache rimaste, quindi, sono state costrette a cercare rifugio nelle grotte più nascoste e inaccessibili.

È possibile, comunque, che esse abbiano abitato l'isola ancora prima che fosse abbandonata dai militari, proprio perché la fortezza occupava un'area molto piccola rispetto alle dimensioni dell'isola, lasciando il resto del territorio praticamente incontaminato.

Gyaros, la casa di un'altra specie a rischio

La presenza delle foche monache a Gyaros è stata notata per caso da un fotografo, ma più tardi un ricercatore del WWF ha fatto un'altra sorprendente scoperta.

Sull'isola nidifica la berta minore, un uccello che vive lungo le coste del Mediterraneo e che è a rischio di estinzione.

La berta minore è un uccello marino e una specie protetta, endemica del Mediterraneo
La berta minore è un uccello marino e una specie protetta, endemica del Mediterraneo


Proprio a Gyaros si trova attualmente la seconda più grande colonia al mondo di questo uccello, con il 15% degli esemplari di tutto il pianeta.

La berta minore cova le sue uova senza mai abbandonare il nido per una settimana, poi scambia il ruolo col partner, che è uno solo per tutta la vita, alternandosi nella ricerca di cibo. Per questo un ambiente tranquillo è essenziale per la sue riproduzione.

Se c'è una minaccia per i nidi a Gyaros, questa arriva casomai dagli altri animali che si nutrono delle sue uova.

È il caso del maiale selvatico, introdotto dall'uomo in un habitat che non sarebbe stato il suo. Per questo motivo, per proteggere questo straordinario santuario degli uccelli, gli studiosi stanno cercando il modo di spostare altrove la popolazione dei maiali.

Riferimento della notizia

Tom Peeters. (2026). This Greek island has a dark past. Now it's covered in rare seals.