Nebbia, umidità e orientamento: andare per funghi in sicurezza nei boschi
Sper riconoscere i funghi non basta. Per raccogliere i funghi in totale sicurezza, senza perdere l'orientamento e senza farsi sosprendere dal tempo incerto, c'è qualche altro accorgimento da tenere presente

Quando finalmente arrivano le piogge autunnali, i boschi tornano ad essere ricchi di funghi di ogni specie. Raccoglierli è una delle attività più divertenti se si vuole passare una giornata all'aperto, ma c’è bisogno di qualche accortezza.
Naturalmente è indispensabile non improvvisare e raccogliere funghi solo se si è totalmente sicuri di saper distinguere quelli commestibili da quelli velenosi. Nel dubbio, le ASL possono fare un controllo gratuito.
A parte questo, poi, è necessario anche organizzarsi bene per fare fronte ad un clima che potrebbe limitare la visibilità e far perdere l’orientamento.
Scegliere l'abbigliamento giusto
In autunno, soprattutto chi non ha l’opportunità di frequentare spesso i boschi, dovrebbe ricordarsi di procurarsi un equipaggiamento adatto prima di andare per funghi.

Il mix di pendenza del suolo, foglie cadute e fango residuo dopo la pioggia, rende il terreno facilmente scivoloso. I terreni più umidi sono anche quelli dove più facilmente di trovano i funghi, ma anche quelli dove altrettanto facilmente si può scivolare.
Le scarpe quindi sono la prima cosa a cui pensare. Niente sneakers comuni, anche se non si va a fare un trekking impegnativo, ma scarpe con la suola scolpita e ad alto grip.
Meglio anche tenere le mani libere per conservare l’equilibrio, quindi al posto del classico cesto, è meglio conservare i funghi raccolti nello zaino.
Per quanto riguarda l’abbigliamento, quello a strati è sempre consigliabile in autunno, che dovrebbe includere anche una giacca impermeabile in caso di piogge inattese.
Anche se non fa più caldo una scorta d’acqua rimane indispensabile.
Cercare funghi senza perdere l'orientamento
In un bosco è facile perdere l’orientamento, specialmente se l'attenzione è concentrata sul suolo, alla ricerca dei funghi. Quando questo accade in autunno inoltrato è ancora peggio visto che il buio arriva presto. Per non correre proprio pericoli, bisognerebbe ricordarsi sempre si scaricare mappe off line, visto che la copertura di rete può non essere sempre presente.
Meglio ancora per non perdersi, e poiché anche il segnale GPS può essere impreciso, è memorizzare dei punti di riferimento facili da distinguere, come massi molto grandi, alberi dalla forma particolare, ruscelli e così via.
In autunno una nebbia improvvisa è un pericolo serio per l’orientamento, anche se si conosce bene il bosco. Se dovesse succedere di trovarsi circodati da una fitta nebbia è meglio fermarsi invece che vagabondare senza una direzione chiara.
Oltre a inoltrarsi ancora più profondamente nel bosco, aumenta il rischio di cadere.
Raccogliere funghi nel rispetto dei boschi
Dopo aver giustamente pensato alla propria sicurezza, è bene pensare anche a quella del bosco e del suo ecosistema.
I funghi non vanno raccolti con rastrelli o uncini che dissodano in profondità il terreno. Oltre a favorire l’erosione del suolo, questi attrezzi possono danneggiare il micelio, cioè l’intreccio sotterraneo di filamenti che costituiscono l’apparato vegetativo dei funghi, senza il quale non ne possono nascere di nuovi.

I funghi troppo giovani vanno lasciati crescere per dare loro il tempo di liberare nuove spore e riprodursi.
Esiste un limite di peso giornaliero di funghi che si possono raccogliere a persona, in genere di 3 kg a testa, ma ogni regione stabilisce il proprio. Superare il limite vuol dire compromettere la biodiversità del bosco, oltre che rischiare una multa pesante.
Non bisogna mai distruggere i funghi tossici. Essi, infatti, sono fondamentali per la salute del bosco. Ad essi si deve la sopravvivenza stessa degli alberi con cui vivono in simbiosi; i funghi, poi, forniscono nutrimento a molti animali che sono immuni al loro veleno.
Per finire, i funghi sono impotanti anche perché trasformano la materia organica, ad esempio le foglie morte, in nutrimento per il terreno.