Un angolo d’Italia ad Istanbul: l’antico quartiere che ha conservato una forte eredità italiana

Istanbul, la meravigliosa e multietnica città turca è un po’ anche italiana. Nel suo cuore si trova l’antico quartiere dei mercanti genovesi dove per secoli hanno vissuto gli italiani

La torre medievale che veglia sul quartiere italiano ad Istanbul
La torre medievale che veglia sul quartiere italiano ad Istanbul

A nord del Corno d’Oro, nel cuore di Istanbul, si trova un quartiere dove si incrociano diverse culture e dove si parla anche l’italiano.

Ai piedi di uno dei suoi maggiori monumenti, la torre che sorveglia il porto e tutta la città, nobili e mercanti italiani, cristiani ed ebrei, hanno vissuto per molti secoli e ancora ci vivono.


Sotto il controllo della Repubblica di Genova per moltissimi anni, questo quartiere è rimasto importante nel corso del tempo, anche durante l'impero ottomano, di cui fu il centro finanziario.

Le tracce di questo lungo passato sono tante, e ancora adesso evidenti, così l'area non solo è diventata una rinomata meta turistica, ma è anche uno dei simboli dell'anima multiculturale di Istanbul.

Lo scalo genovese in oriente

Il nome del quartiere genovese di Istanbul ha un’etimologia incerta.

Anticamente si chiamava Pera, ma nei secoli è diventato ed è rimasto tutt’ora Galata. L’origine potrebbe essere greca, ma il nome potrebbe derivare anche da un’arcaica parola italiana, calata, che vuol dire scalo.

Questa spiegazione avrebbe sicuramente senso, specialmente se si pensa che il quartiere era appunto lo scalo dei mercanti genovesi alle porte dell’oriente. La sua importanza strategica era enorme, e proprio per questo alcuni ritengono che l'incendio che distrusse Galta nel 1171 sia stato appiccato dai veneziani, i rivali storici di Genova.

Fino al 1453, in ogni caso, il quartiere rimase nelle mani dei genovesi che ricostruirono la bella torre che ancora oggi domina su di esso e che è uno dei punti più rappresentativi di tutta la città.

Chi sono i levantini che abitano ad Istanbul

Galata è un quartiere dove per molti secoli è stata prevalente la presenza dei levantini.

Con questo nome si indica il gruppo etnico italiano, di origine prevalentemente genovese e veneziana, che si è stabilito in Medio Oriente, e in particolare in Turchia, fin dal tempo delle crociate.

Gli edifici colorati di una strada di Galata, che ricordano le architetture liguri
Gli edifici colorati di una strada di Galata, che ricordano le architetture liguri

Non essendosi mai del tutto mescolati alle popolazioni locali, i levantini hanno conservato nei secoli la religione cattolica e la lingua italiana.

Questa popolazione che ancora vive in Turchia originariamente non era composta solo da mercanti, ma anche di cavalieri e nobili che soprattutto nel XIX secolo invitarono artisti e intellettuali dall’Italia per lavorare ad Istanbul.

L'eredità della cultura italiana a Galata è quindi ancora visibile e si trova nelle strade, negli edifici e nella toponomastica.

Le tracce della cultura italiana ad Istanbul

A Galata i palazzi colorati e le strette strade acciottolate dove l'ombra offre refigerio in estate ricordano i carruggi genovesi e si alternano alle vie dello shopping. I caffè alla moda e le botteghe di artigianato che sono un'ottimo modo per riposarsi o trascorrere una giornata di pioggia respirando le atmosfere uniche del quartiere, un po' italiane e un po' turche.

E poi ci sono chiese cattoliche, sinagoghe e moschee: Galata è davvero un piccolo mondo dalle mille sfaccettature.

La Torre di Galata era parte di una grande opera difensia, e oggi è un museo e un punto panoramico
La Torre di Galata era parte di una grande opera difensia, e oggi è un museo e un punto panoramico

L’antico Palazzo del Podestà di Genova, che si trova nei pressi di Bankalar Caddesi, è una delle più importanti tracce italiane nel quartiere. Visibile oggi solo in parte, era a suo tempo un edifico di grande rilevanza perché sede delle autorità della Repubblica di Genova.

Nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo del IX secolo, si possono osservare invece diverse iscrizioni in italiano.

Arap Camii è ora una moschea, ma un tempo era la chiesa domenicana di San Paolo e San Domenico, che i genovesi edificarono nel XIV secolo. L'antico campanile è stato trasformato in minareto.

I tramonti su Istanbul dalla torre genovese

Il monumento più importante del quartiere è senza dubbio la Torre di Galata, che i genovesi costruirono e che chiamavano Torre di Cristo. Dall’alto dei suoi quasi settanta metri tiene testa ai minareti di Istanbul ed era parte di un’imponente opera muraria difensiva, anch’essa realizzata dai genovesi.

Da qui, secondo una leggenda popolare, uno scienziato ottomano si gettò in volo con un paio delle prime ali artificiali della storia, nel XVII secolo.

Oggi la torre ospita un museo ma è anche uno dei più bei punti panoramici della città. I tramonti, soprattutto, sono infuocati e davvero spettacolari, ma bisogna sempre verificare che non ci siano nuvole, frequenti da ottobre ad aprile, a rovinare lo spettacolo.