Astronomi scoprono nuove prove sulla vera età dell'Universo
Analizzando l'età di oltre 155.000 stelle, gli astronomi hanno ottenuto una stima che rafforza l'idea che l'Universo abbia 13,8 miliardi di anni.

L'età dell'Universo, stimata in circa 13,8 miliardi di anni, viene determinata attraverso diversi metodi osservativi. La stima principale deriva dalle misurazioni della radiazione cosmica di fondo a microonde, combinate con il modello cosmologico standard (ΛCDM).
Ora un nuovo studio aggiunge un'ulteriore prova indipendente a sostegno dell'età di 13,8 miliardi di anni dell'Universo. Analizzando l'età di oltre 155.000 stelle della Via Lattea, i ricercatori hanno ottenuto una stima compatibile con il valore previsto dal modello cosmologico standard.
La tensione di Hubble
Una delle questioni aperte sull'età dell'Universo è la cosiddetta tensione di Hubble, ossia la discrepanza tra le misurazioni della costante di Hubble ottenute con diversi metodi osservativi. Le osservazioni dell'Universo primordiale indicano infatti un valore della velocità di espansione inferiore rispetto a quello misurato utilizzando sorgenti presenti nell'Universo vicino.
Poiché la costante di Hubble è direttamente collegata al tasso di espansione dell'Universo, il suo valore influenza anche le stime della sua età ottenute dai modelli cosmologici. Un'espansione più rapida implica un Universo più giovane, mentre un'espansione più lenta porta a un'età leggermente maggiore.
Perché 13,8 miliardi di anni?
La stima di 13,8 miliardi di anni è però supportata dalla convergenza di numerose osservazioni indipendenti. Tra queste figurano le misurazioni della radiazione cosmica di fondo, le oscillazioni acustiche dei barioni, l'evoluzione degli ammassi stellari e l'età delle stelle più antiche.

Anche l'analisi delle stelle più antiche della Via Lattea fornisce infatti un limite compatibile con le previsioni cosmologiche. L'insieme delle prove disponibili rende l'età di circa 13,8 miliardi di anni una delle conclusioni più solide della cosmologia.
La nuova analisi
Il nuovo studio ha stimato in modo indipendente l'età minima dell'Universo utilizzando le stelle più antiche della Via Lattea. Per farlo, il team ha analizzato 247.103 stelle subgiganti osservate dai programmi LAMOST e Gaia. Dopo le procedure di validazione, il campione è stato ridotto a 155.600 oggetti.
I risultati mostrano che la stella più antica del campione ha un'età di circa 13,73 miliardi di anni. Poiché le prime stelle iniziarono a formarsi circa 200 milioni di anni dopo il Big Bang, questa misurazione è compatibile con un Universo di circa 13,8 miliardi di anni.
La polemica sul James Webb
Questo nuovo risultato è importante perché fornisce una prova indipendente a sostegno dell'età di 13,8 miliardi di anni dell'Universo. Negli ultimi anni, le prime osservazioni del telescopio spaziale James Webb sono state spesso interpretate in modo errato sui social network.

La nuova stima, basata sull'età delle stelle più antiche della Via Lattea, rafforza questo consenso scientifico utilizzando un approccio diverso da quello impiegato nelle analisi della radiazione cosmica di fondo. L'accordo tra metodi differenti riduce ulteriormente la probabilità che la stima dell'età dell'Universo sia errata.
Riferimento dello studio
Banik et al. (2026). The age of the Universe from a large sample of the oldest Galactic stars.