Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?

Le regioni dell'estremo Sud Italia saranno interessate, marginalmente, da questa circolazione depressionaria in quota che assumerà, entro mercoledì, caratteristiche subtropicali. Quali rischi?

Malgrado il ritorno dell’anticiclone delle Azzorre gli occhi sono tutti puntati sull’area del basso Mediterraneo, dove fra poche ore, si potrebbe una circolazione depressionaria dalle caratteristiche subtropicali, a seguito dell’intenso calore latente sviluppato dalla convezione profonda, fra Mar Libico e Canale di Sicilia.

La piccola goccia fredda, in uscita dalla Tunisia, responsabile dell’intenso forcing convettivo sull’area, potrebbe evolvere in un piccolo ciclone dalle caratteristiche subtropicali, in grado di influenzare il tempo sull’estremo sud Italia.

Le novità degli ultimi aggiornamenti

Dagli ultimi aggiornamenti modellistici emerge un elemento importante. Il piccolo ciclone sembra destinato a nascere a una latitudine più bassa rispetto a quanto ipotizzato in precedenza, in prossimità della costa libica (Mar Libico occidentale e zone adiacenti al Golfo della Sirte).

Qui le acque superficiali restano particolarmente calde, con valori superiori ai +28/+29 °C, localmente anche +30°C, un serbatoio di energia termica ideale per l’approfondimento di un sistema depressionario.

Grazie al supporto dinamico in quota fornito dai nuclei di vorticità positiva in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente. Risucchierà aria calda e umida stagnante sopra la superficie marina, favorendo lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo dalle caratteristiche subtropicali (o “ibride”).

Si attendono piogge molto intense, soprattutto sull'area ionica, dove si potranno sviluppare dei temporali.
Si attendono piogge molto intense, soprattutto sull'area ionica, dove si potranno sviluppare dei temporali.

La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo sul Mar Nero, contribuirà a mantenere il sistema semi-stazionario o a movimento lento sopra il mare caldo.

Evoluzione tra martedì e giovedì, intensificazione e traiettoria

A causa di questa prolungata sosta sopra le acque calde, già da oggi la circolazione depressionaria potrebbe riempirsi di aria calda e umida. Questa, salendo di quota e condensandosi, libererà ulteriore calore latente, favorendo un ulteriore abbassamento della pressione al centro del sistema. Si tratta di un processo ben rappresentato da diversi modelli globali.

La zona di bassa pressione che si formerà nel Mediterraneo a sud-est dell'Italia.
La zona di bassa pressione che si formerà nel Mediterraneo a sud-est dell'Italia.

Da tale dinamica si verrà a sviluppare un nucleo di aria calda nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche subtropicali (cuore caldo nei medi e bassi strati).

In casi più favorevoli, se la convezione attorno al nucleo centrale diventa particolarmente profonda e organizzata, il sistema può spiraleggiare più velocemente, sviluppando una struttura più simmetrica con un anello di convezione attorno a un eventuale “occhio” centrale. Se i venti medi raggiungessero o superassero i 118 km/h si parlerebbe a pieno titolo di medicane (Mediterranean hurricane).

Nel caso specifico non si può del tutto escludere un’evoluzione verso medicane, anche se le probabilità restano medio-basse. Elementi favorevoli sono il vasto tratto di acque calde, lo shear del vento (variazioni di velocità e direzione con la quota) debole e lo stazionamento prolungato sopra il mare caldo.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe insistere fino a giovedì, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di spostarsi e “sbattere” sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia). L’impatto sulla terraferma libica ne determinerà probabilmente il rapido indebolimento, con dissipazione o trasformazione una volta sull’entroterra desertico.

Rischi per le regioni meridionali italiane e per la Libia

Al momento rimane incertezza sulla traiettoria esatta e sull’intensità massima. I modelli indicano che la struttura vorticosa dovrebbe approfondirsi soprattutto in mare, a latitudini più basse, coinvolgendo solo marginalmente le coste della Sicilia sud-orientale e della Calabria ionica.

In caso di una posizione o dibande temporalesche più settentrionali del previsto, potrebbero verificarsi piogge e temporali localmente intensi sulla Sicilia orientale (in particolare Catanese, Siracusano e Ragusano) e, in misura minore, su tratti ionici calabresi.

Sarebbero fenomeni indotti dallo sconfinamento delle bande convettive sul quadrante sinistro del sistema.

La parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.
La parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.

Le coste orientali della Sicilia e parte di quelle ioniche calabresi potrebbero inoltre essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di generare fenomeni di erosione, soprattutto se il sistema sviluppasse venti sostenuti da quadranti orientali o sud-orientali.

Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.