Aurigidi 2026, le meteore della cometa che torna ogni duemila anni: quando vedere il picco di stelle cadenti

Tra fine Agosto e inizio Settembre tornano le Aurigidi, meteore velocissime originate dalla cometa Kiess. Nel 2026 il picco sarà modesto e disturbato dalla Luna, ma lo sciame resta affascinante per i suoi improvvisi outburst.

Lo sciame meteorico delle Aurigidi avrà il picco nella notte tra il 31 Agosto e il 1° Settembre.
Lo sciame meteorico delle Aurigidi avrà il picco nella notte tra il 31 Agosto e il 1° Settembre.

Meno famoso delle Perseidi, lo sciame meteorico delle Aurigidi può dare anch’esso uno spettacolo emozionante. Nella notte tra il 31 Agosto e il 1° Settembre potremmo assistere ad un “outburst”, cioè ad un picco improvviso particolarmente intenso di scie luminose. Infatti, è una caratteristica di questo sciame: l’imprevedibilità da un anno al successivo della sua intensità.

La cometa C/1911 N1 (Kiess) e le Aurigidi

Gli sciami meteorici hanno tutti una propria cometa come progenitrice. La scia di detriti e polveri lasciata da una cometa durante il movimento orbitale attorno al Sole, se attraversata dalla Terra, dà luogo ad uno sciame meteorico. Lo sciame prende il nome non dalla cometa ma dal radiante, cioè la costellazione da cui apparentemente partono le scie luminose.

Nel caso delle Aurigidi, la cometa progenitrice è stata individuata nella C/1911 N1 (Kiess). E’ una cometa a lungo periodo scoperta nel 1911. La sua orbita è così larga che effettua un passaggio ravvicinato al Sole ogni 2000-2500 anni.

La cometa progenitrice delle Aurigidi è stata individuata nella C/1911 N1 (Kiess)

Dal suo ultimo passaggio, avvenuto il 30 Giugno del 1911, a circa 0,68 unità astronomiche dal Sole, è passato oltre 1 secolo. Durante questo tempo la scia di polveri lasciata dalla cometa è andata disperdendosi per cui negli ultimi anni le scie luminose sono andate diminuendo.

La costellazione dell'Auriga disegnata da Johannes Hevelius. L'auriga è il guidatore di un carro o di un cocchio, soprattutto nell'antichità classica. Il termine indica chi conduceva i carri da guerra o partecipava alle corse nei circhi e negli stadi.
La costellazione dell'Auriga disegnata da Johannes Hevelius. L'auriga è il guidatore di un carro o di un cocchio, soprattutto nell'antichità classica. Il termine indica chi conduceva i carri da guerra o partecipava alle corse nei circhi e negli stadi.

Tuttavia, all’interno della scia esistono dei filamenti di polvere più densi, per cui quando succede che la Terra attraversa uno di questi si ha un “outburst”, cioè un picco particolarmente elevato nel numero di scie luminose.

Sono famosi gli outburst del 1935, 1986, 1994, 2007 e del 2021 durante il quale si arrivò a quasi 85 scie l’ora.

Altra caratteristica interessante è la velocità con cui i frammento raggiungono l’atmosfera terrestre, quasi 238.000 km/h: abbastanza da renderle meteore molto rapide.

Gli sciami meteorici prendono il nome dalla costellazione in cui si trova il loro radiante e non dalla cometa progenitrice.

Come dicevamo, la cometa progenitrice è la Kiess, ma lo sciame prende il nome dalla costellazione Auriga, da cui il nome Aurigidi.

E’ all'interno di questa costellazione che si trova il radiante dello sciame meteorico.

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Quando vedere le Aurigidi

Secondo l’International Meteor Organization (IMO), lo sciame ha un periodo di attività dal 28 Agosto al 5 Settembre, con massimo il 1° Settembre. Quest’anno il picco è previsto intorno alle 11 di mattina, per cui la migliore visibilità sarà quella della notte tra il 31 Agosto e il 1° Settembre.

Il radiante dello sciame si trova all’interno della costellazione Auriga.

Questa costellazione sorgerà ad Est-Nord-Est dopo la mezzanotte e si leverà fino a circa 60 gradi sopra l’orizzonte prima dell’alba.

Per individuare la costellazione di Auriga, si può far riferimento alla più nota costellazione di Orione, sopra la cui testa si trova Auriga. Per chi riesce a riconoscerle, Auriga si trova a sinistra dell’ammasso delle Pleiadi.

Purtroppo, dopo il plenilunio del 28 Agosto, la Luna sarà ancora in fase gibbosa decrescente, con ancora l’84% del suo disco illuminato.

Questo interferirà con l’osservazione delle scie meno luminose.

Posizione in cielo della costellazione Auriga intorno alle ore 3 am (CEST) come visibile alla latitudine di Roma. Credit: Stellarium web
Posizione in cielo della costellazione Auriga intorno alle ore 3 am (CEST) come visibile alla latitudine di Roma. Credit: Stellarium web

L’International Meteor Organization prevede un ZHR = 6, ma rimane sempre possibile che quest’anno si intercetti uno dei filamenti lasciati dalla cometa e quindi si produca uno spettacolare outburst.

Lo ZHR (acronimo di Zenithal Hourly Rate, in italiano Tasso Orario Zenitale o TOZ) è il numero massimo teorico di meteore che un singolo osservatore può vedere in un'ora

Per aumentare le probabilità di osservare le scie luminose occorre scegliere un luogo lontano dall’inquinamento luminoso, con un ampio orizzonte, lasciare adattare gli occhi al buio per almeno venti minuti e non fissare direttamente il radiante: le scie risultano più lunghe osservando aree di cielo alcune decine di gradi lontano da Auriga.