Il progetto Octo-Blu: un’arma biologica contro l’invasione del granchio blu
L’habitat e le attività di pesca nel Mediterraneo sono messe a rischio dalla presenza di un predatore alieno, il granchio blu. Per tenerlo sotto controllo l’Università di Bologna ha studiato l’impiego di una vera e propria arma biologica

Da alcuni anni il granchio blu si è diffuso praticamente senza controllo nel Mediterraneo.
La nuova specie sta creando danni ingenti agli ecosistemi con severe conseguenze anche economiche.
Per tutelare l’habitat del Mediterraneo nel modo meno invasivo possibile, l’Università di Bologna ha avviato il progetto Octo-Blu, in cui a occuparsi della sovrappopolazione del granchio blu sarà il suo nemico naturale.
Il granchio blu, dall'Atlantico al Mediterraneo
Il granchio blu è una specie autoctona dell’Atlantico, molto diffusa lungo il litorale americano e molto apprezzata per il sapore delle sue carni. Si adatta facilmente ai cambiamenti, è decisamente vorace e fondamentalmente onnivoro, anche se predilige i molluschi.
In Italia sarebbe arrivato attorno agli anni ‘40, probabilmente insieme alle navi che attraversavano l’oceano, ma la specie è stata identificata solo all’inizio degli anni ‘90.
Dall’inizio del nuovo millennio la proliferazione del granchio blu nel Mediterraneo è stata in forte aumento, al punto che adesso è considerata un vero e proprio pericolo per l’ecosistema marino perché divora i molluschi e scava buche sul fondale, distruggendo l’habitat di altri animali.
Il clima che favorisce i granchi blu
Con l’aumento globale della temperatura del mare, il Mediterraneo ormai supera i 33°C. Con la temperatura varia anche la quantità di ossigeno presente nell’acqua e questo spinge alcune specie autoctone a migrare altrove.
Al tempo stesso, il granchio blu si trova bene in acque più calde, e la sua diffusione è stata favorita ulteriormente dalle ondate di calore estivo. In alcune regioni anche la siccità ha dato il suo contributo.
È il caso del delta del Po, dove la popolazione di molluschi era già stata decimata dalla presenza di questo predatore insaziabile. A peggiorare la situazione è arrivata l’estate, che ha causato la diminuzione della portata del fiume, consentendo all’acqua marina di risalire per diversi chilometri lungo il letto del Po.
I granchi blu sono riusciti a penetrare quindi ancora più internamente nel delta, di quanto avrebbero potuto fare normalmente.
Octo-Blu, il progetto per contenere i granchi blu
Il progetto Octo-Blu affida il controllo della popolazione dei granchi blu nel mediterraneo al loro predatore naturale, l’Octopus vulgaris, cioè il comune polpo.
L’Università di Bologna ha fatto riprodurre i polpi in ambiente controllato e poi ne ha liberati ottantamila esemplari a giugno 2026, nel mare di Cesenatico.

La liberazione dei giovani polpi è andata avanti per tutta l’estate 2026 con l’obiettivo di raggiungere i centosessantamila esemplari immessi nelle acque dell’Adriatico entro fine agosto.
Non solo i polpi sono in grado di catturare i granchi blu, ma potrebbero anche rallentarne la riproduzione, che è velocissima.
Ogni femmina, infatti, arriva a deporre milioni di uova, anche se solo una parte arriva a schiudersi. La cattura di una sola femmina da parte del polpo, quindi, può avere un impatto significativo sulle future generazioni del granchio blu.
Rifugi artificiali e monitoraggio: la fase finale di Octo-Blu
Il progetto andrà avanti fino alla fine del 2026, poi bisognerà monitorare la sopravvivenza dei polpi e l’effettivo impatto sulla popolazione di granchi blu.
Octo-Blu fornirà inoltre l’occasione per raccogliere informazioni sul comportamento e sulla biologia dei crostacei.
Nell'attesa di raccogliere tutti i dati, sono stati anche creati dei rifugi artificiali in cemento, in prossimità delle scogliere e sui fondali di Cesenatico, che sono prevalentemente sabbiosi, per facilitare la sopravvivenza dei polpi e aiutarli a formare colonie stabili.
Se il progetto darà i risultati sperati si potrà replicare in altre aree del Mediterraneo particolarmente colpite dalla presenza dei granchi blu.
Riferimento della notizia
Rebecca Manzi. (2026). Migliaia di polpi allevati stanno per essere liberati nell’Adriatico per contrastare l’invasione del granchio blu.