Cina: il "Power Bank" spaziale da 1 km per ricaricare satelliti e deviare i tifoni entro il 2030

La Cina sta progettando una centrale solare spaziale orbitante capace di rivoluzionare la gestione energetica e meteorologica globale. Questa infrastruttura, definita un "Power Bank" orbitante, promette di ricaricare satelliti e, incredibilmente, di influenzare la traiettoria dei tifoni attraverso fasci di microonde concentrati.

Un ambizioso progetto cinese unisce geo-ingeneria e trasmissione a distanza di energia solare prodotta nello spazio, con un fascio di microonde.
Un ambizioso progetto cinese unisce geo-ingeneria e trasmissione a distanza di energia solare prodotta nello spazio, con un fascio di microonde.

Il cuore di questo programma tecnologico è il progetto Zhuri (che significa "inseguire il sole"), guidato dal professor Duan Baoyan della Xidian University. L'obiettivo è costruire una centrale solare in orbita geostazionaria, a circa 36.000 km di dalla superficie terrestre, dove la luce solare è costante e l'efficienza dei pannelli è dieci volte superiore rispetto alla Terra. La struttura finale dovrebbe avere un diametro di circa 1 km, superando per dimensioni e peso la Stazione Spaziale Internazionale.

Geo-ingegneria atmosferica: realtà o fantascienza?

L’aspetto più ambizioso riguarda il controllo dei fenomeni atmosferici estremi. Secondo Duan Baoyan, la centrale potrebbe inviare fasci di microonde ad alta intensità verso il vapore acqueo all'interno di un tifone in formazione. Riscaldando specifiche zone dell'atmosfera, si potrebbe alterare la circolazione regionale, indebolendo la tempesta o forzandola a cambiare rotta.

Il progetto prevede la possibilità di indirizzare potenti fasci di microonde verso la Terra per trasmettere energia o per provare a condizionare gi fenomeni atmosferici, come tifoni/uragani
Il progetto prevede la possibilità di indirizzare potenti fasci di microonde verso la Terra per trasmettere energia o per provare a condizionare gi fenomeni atmosferici, come tifoni/uragani

Sebbene "teoricamente possibile", molti esperti internazionali restano cauti. E infatti l'energia di un tifone è nell'ordine dei terawatt, mentre la centrale punta a produrre gigawatt. Tuttavia, intervenire con precisione su piccoli "punti critici" del sistema atmosferico potrebbe effettivamente innescare cambiamenti significativi, influenzandole in qualche modo le caratteristiche.

Un "Power Bank" per l'orbita e la Luna

Oltre al clima, il sistema funzionerebbe come una stazione di ricarica wireless spaziale. I satelliti attuali dipendono dai propri pannelli solari, spesso limitati dalle eclissi o dal degrado. La stazione cinese potrebbe trasmettere energia via microonde o laser a satelliti, stazioni spaziali e future basi lunari, estendendo drasticamente la vita operativa delle missioni e riducendo il peso dei componenti energetici a bordo.

Cronoprogramma: i passi verso il 2030

Non si tratta solo di una teoria su carta. Nel 2022, il team di Xidian ha testato con successo una torre di 75 metri per simulare l'intera catena di trasmissione energetica wireless. Il prossimo traguardo fondamentale è fissato per il 2030, con il lancio di un modulo di prova capace di generare 1 megawatt di energia in orbita.

La stazione spaziale cinese TIANGONG 3 - Le Cina è la seconda potenza spaziale al mondo
La stazione spaziale cinese TIANGONG 3 - Le Cina è la seconda potenza spaziale al mondo

Se i test daranno esito positivo, la Cina prevede di scalare il sistema fino a una capacità di gigawatt entro il 2050, rendendo l'energia spaziale una componente stabile della rete elettrica nazionale.

Sfide tecniche e timori geopolitici

Realizzare un'opera di un chilometro di diametro pone sfide senza precedenti. La logistica richiederebbe decine di lanci di vettori pesanti e l'assemblaggio dovrebbe essere affidato a sciami di robot autonomi capaci di operare in microgravità.

Parallelamente, l'implementazione di questa tecnologia solleva interrogativi sulla sicurezza internazionale. Un sistema capace di indirizzare fasci di energia con tale precisione possiede, intrinsecamente, una natura "dual-use". Il timore delle altre potenze è che il fascio possa essere utilizzato per interferire con le comunicazioni o danneggiare infrastrutture orbitanti avversarie.

Il controllo cinese su una fonte energetica illimitata e sulla capacità di mitigare eventi meteorologici conferirebbe a Pechino un vantaggio diplomatico e strategico enorme, accelerando la competizione per la leadership tecnologica del XXI secolo.

Il progetto OMEGA: l'innovazione della cattura energetica

Il design specifico proposto da Duan Baoyan è noto come OMEGA (Orb-Shape Membrane Energy Gathering Array). L'innovazione principale di questa iniziativa scientifica risiede nell'abbandono dei tradizionali pannelli fotovoltaici piani in favore di una membrana sferica semitrasparente di proporzioni colossali.

Questa struttura funziona come un immenso guscio cavo composto da migliaia di specchi a concentrazione solare capaci di intercettare la radiazione da qualsiasi angolazione.

Grazie alla sua geometria sferica, la stazione non necessita di complessi sistemi di puntamento meccanico, come quelli dei classici pannelli piatti, poiché la luce solare colpisce sempre una porzione della superficie utile.

Una volta catturati, i raggi vengono riflessi verso l'interno della sfera e convogliati con estrema precisione su un ricevitore centrale. Questo nucleo trasforma l'energia luminosa concentrata in elettricità e, successivamente, in un fascio di microonde a 5,8 GHz, frequenza ideale per attraversare l'atmosfera terrestre con perdite minime.

Oltre all'efficienza energetica, il design a membrana riduce drasticamente il peso complessivo della struttura, facilitando il trasporto dei moduli in orbita e permettendo una gestione più efficace del calore, che viene dissipato uniformemente nello spazio evitando il surriscaldamento dei componenti critici.

Fattibilità

Sebbene l'idea di controllare i tifoni possa sembrare tratta da un fantasy movie hollywoodiano, il progetto poggia su solide basi scientifiche per la trasmissione wireless di energia (WPT). Il passaggio dalla scala sperimentale a quella operativa richiederà decenni, ma la Cina ha già investito capitali significativi e completato i primi test fisici a terra. Non è dunque una "semplice fantasia", ma una roadmap tecnologica a lungo termine che mira a trasformare una visione apparentemente fantascientifica in un'infrastruttura strategica entro la metà del secolo.

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