Il telescopio Vera Rubin entra in scena scoprendo migliaia di asteroidi di cui uno da record assoluto

Operativo da pochissimi mesi, il nuovo telescopio Vera Rubin in Cile ufficializza l’inizio della sua attività scientifica con la scoperta eccezionale di un asteroide grande quando 8 campi di football e che ruota su se stesso in poco più di 100 secondi.

MN45
Rappresentazione artistica dell'asteroide 2025 MN45, circondato da asteroidi più piccoli. Col suo diametro di 780 m ruota attorno a se stesso con un periodo di poco più di 100 secondi. Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Marenfeld

Il neo telescopio Vera Rubin è diventato operativo nel mese di Giugno dello scorso anno. Come per ogni nuovo telescopio, l’operatività inizia con la cosiddetta “prima luce” ossia la prima immagine in assoluto ottenuta dal telescopio e poi continua con un periodo definito di “commissioning” che serve a verificare che tutto funzioni e che i dati raccolti dal telescopio siano scientificamente validi e che raggiungano le aspettative.

Già durante questa fase di commissioning, durata pochi mesi, il telescopio Rubin ha osservato migliaia di asteroidi in orbita attorno al Sole, di cui ben 1900 mai prima osservati.

Tra questi 1900 vene sono ben 19 con una velocità di rotazione assolutamente eccezionale.

Queste velocità di rotazione non solo forniscono indizi sulle condizioni della loro formazione miliardi di anni fa, ma ci raccontano anche la loro composizione interna e la loro evoluzione nel corso della loro vita.

Uno in particolare, oltre che a compiere un moto di rivoluzione attorno al Sole, come tutti gli altri asteroidi, ruota attorno a se stesso, come tutti gli asteroidi, ma con una velocità incredibile. Con un diametro di circa 780 m, impiega appena 2 minuti (1.88 minuti) per compiere una rotazione attorno a se stesso.

Mai prima era stata osservata una rotazione così rapida.

2005 MN45
Curva di luce dell'asteroide 2025 MN45, ossia la sua variazione di brillantezza alle diverse fasi di rotazione da cui è stato ricavata la velocità di rotazione, dimensioni, forma e proprietà superficiali.

I risultati di questa ricerca sono stati recentemente presentati in un articolo che è, peraltro il primo articolo scientifico (primo di quella che sarà una lunga serie di articoli) basato su dati raccolti da questo telescopio.

L’articolo è stato pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal Letters a prima firma dell’astronoma Sarah Greenstreet del NSF-DOE Vera C. Rubin Observatory/NSF NOIRLab.

Per scoprire dimensioni e rotazione di questo asteroide, chiamato MBA 2025 MN45 sono servite 10 ore di osservazione distribuite nell’arco di 7 notti.

Un sito osservativo superbo: il cerro Pachon

Nel nord del Cile, nel cuore del deserto di Atacama, ad un’altitudine di 2682 m s.l.m. sul cerro Pachon opera il telescopio Vera Rubin.

Il sito osservativo sul cerro Pachon è di proprietà dell’Osservatorio Inter-Americano di Cerro Tololo, sede peraltro di altri due importantissimi telescopi, il Gemini South da 8.1 metri di diametro ed il telescopio SOAR da 4.1 m, dei quali abbiamo scritto in precedenti articoli.

Ciò che rende speciale il sito del cerro Pachon sono l’elevato numero di notti asciutte e prive di nuvole, il bassissimo inquinamento luminoso e la bassa turbolenza atmosferica, tutte caratteristiche che rendono il sito uno dei migliori al mondo.

Le caratteristiche del telescopio Rubin

Il telescopio è stato intitolato alla astronoma statunitense Vera Rubin, venuta a mancare nel 2016, la quale con le sue ricerche contribuì alla conferma dell’esistenza della materia oscura.

Cerro Pachon
Veduta del cerro Pachon sulle Ande, sede del telescopio Vera Rubin. Credit: Rubin Observatory

Infatti, inizialmente il nome pensato per questo telescopio era “Dark Matter Telescope”. Successivamente, a motivo del suo grande campo di vista si iniziò a chiamarlo “Large-Aperture Synoptic Survey Telescope (LSST)”. Infine, nel 2019 il Congresso americano decise di intitolarlo all’illustre astronoma Vera Rubin.

Il telescopio ha uno specchio primario di 8.4 m con una configurazione ottica unica tra tutti i telescopi. La luce raccolta dallo specchio primario viene inviata ad una camera, la camera LSST. E’ una camera digitale che registra le immagini del cielo notturno ciascuna delle quali copre un’area di cielo pari a 7 volte l’area della Luna piena.

Questa camera ha le dimensioni di una piccola auto utilitaria. Sul suo piano focale, per registrare le immagini, viene utilizzato un mosaico di 186 CCD ciascuno da 16 milioni di pixel sensibili alla radiazione dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso.

Cosa ci si aspetta per i prossimi 10 anni

La missione di Rubin è di scansionare ripetutamente il cielo notturno dell'emisfero australe per dieci anni per creare una registrazione time-lapse ultra-ampia e ad altissima definizione dell'Universo.

Main Belt
Rappresentazione della fascia principale di asteroidi che per 10 anni verranno osservati, notte dopo notte, dal telescopio Vera Rubin. Credit: Vera Rubin Observatory

Oltre a 2025 MN45, altre importanti scoperte di asteroidi effettuate dal team di ricercatori includono 2025 MJ71 (periodo di rotazione di 1,9 minuti), 2025 MK41 (periodo di rotazione di 3,8 minuti), 2025 MV71 (periodo di rotazione di 13 minuti) e 2025 MG56 (periodo di rotazione di 16 minuti). Questi cinque asteroidi super- e ultra-veloci hanno tutti un diametro di diverse centinaia di metri e si uniscono a un paio di NEO (Near-Earth Object) come gli asteroidi sub-chilometrici con la rotazione più veloce conosciuti.

"Come dimostra questo studio, anche nelle prime fasi di messa in servizio, Rubin ci sta permettendo con successo di studiare una popolazione di asteroidi della fascia principale relativamente piccoli e in rotazione molto rapida, che prima non erano raggiungibili", afferma Greenstreet.

Riferimento allo studio

"Lightcurves, Rotation Periods, and Colors for Vera C. Rubin Observatory’s First Asteroid Discoveries" Sarah Greenstreet et al 2026 ApJL 996 L33