L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole
Plutone impiega 248 anni per completare un'orbita attorno al Sole e nel 2178 tornerà nel punto che occupava quando fu scoperto nel 1930.

L'astronomo statunitense Clyde Tombaugh scoprì Plutone quasi un secolo fa, ma quella scoperta non fu ciò che diede inizio alla sua orbita. L'oggetto girava già attorno al Sole da miliardi di anni quando Tombaugh riuscì a individuarlo sulle lastre fotografiche dell'Osservatorio Lowell, in Arizona. Da allora, l'umanità ha seguito il suo percorso per appena una parte di un anno plutoniano.
Il dato aiuta a comprendere l'entità dell'attesa: tra la scoperta e il prossimo ritorno allo stesso punto dell'orbita passeranno circa 248 anni. In questo intervallo, Plutone avrà percorso una distanza enorme attorno al Sole, mentre diverse generazioni umane nasceranno, vivranno e scompariranno. Il paradosso è che abbiamo già inviato una sonda fin lassù e conosciamo la sua traiettoria senza aver assistito a una rivoluzione completa.
Plutone impiega 248 anni per completare la sua orbita
La durata di un anno dipende dal mondo di cui stiamo parlando. I circa 365 giorni della Terra non sono un riferimento universale. Mercurio impiega circa 88 giorni terrestri per completare il proprio percorso, mentre Nettuno ha bisogno di quasi 165 anni. Su Plutone, il periodo arriva a 248 anni.

La spiegazione è legata alla sua enorme distanza dal Sole. Plutone si trova mediamente a circa 5,834 miliardi di chilometri dalla nostra stella, ovvero circa 39 unità astronomiche. Anche la sua orbita non è circolare: la distanza varia approssimativamente tra 4,440 e 7,375 miliardi di chilometri, equivalenti a circa 30 e 49,3 UA.
Questo percorso ha fatto sì che Plutone si trovasse tra il 1979 e il 1999 più vicino al Sole rispetto a Nettuno. La situazione non provoca un incontro tra i due corpi perché le loro orbite mantengono una risonanza 3:2. Per ogni due orbite di Plutone attorno al Sole, Nettuno ne completa tre, facendo sì che le loro posizioni relative impediscano che arrivino a incontrarsi pericolosamente.
La scoperta di Plutone non segnò l'inizio della sua prima rivoluzione
Nel 1930, Tombaugh cercava dall'Osservatorio Lowell un possibile pianeta situato oltre Nettuno. Per trovarlo fotografava diverse regioni del cielo e confrontava le lastre ottenute in momenti differenti. Le stelle rimanevano praticamente immobili, mentre un oggetto appartenente al Sistema Solare poteva cambiare posizione.

Fu così che apparve Plutone. Ma è importante distinguere due eventi che possono essere confusi: una cosa è scoprire un corpo celeste e un'altra è iniziare la sua orbita. Plutone non cominciò a girare attorno al Sole nel 1930. Quello che iniziò quell'anno fu la registrazione umana della sua posizione e, con essa, la possibilità di seguirne il movimento.
La situazione è simile a fotografare un corridore quando ha già percorso a lungo una pista. L'immagine indica l'istante in cui iniziamo a osservarlo, non il momento in cui ha iniziato la gara. Nel caso di Plutone, quella pista è lunga milioni di chilometri e per completare un giro sono necessari quasi due secoli e mezzo.
Nel 2178 Plutone tornerà al punto in cui si trovava nel 1930
Gli astronomi non devono aspettare fino al 2178 per sapere quanto dura l'orbita. Le diverse osservazioni permettono di stabilire posizioni, velocità e movimenti. Applicando le leggi della gravità a questi dati, è possibile determinare la traiettoria e calcolare dove si trovasse Plutone prima della sua scoperta e dove sarà in futuro.

Inoltre, esistono fotografie scattate prima del 1930 nelle quali Plutone è stato registrato senza che nessuno lo identificasse all'epoca. Queste immagini precedenti alla scoperta ampliano i dati disponibili e aiutano a ricostruirne il movimento per un periodo più lungo.
La NASA colloca nel 2178 il ritorno di Plutone nel punto dell'orbita che occupava quando fu scoperto. Alcune stime indicano approssimativamente il 23 marzo, anche se l'agenzia spaziale non fissa un giorno preciso. A quel punto saranno trascorsi quasi 248 anni da quella scoperta.
New Horizons è arrivata su Plutone prima che completasse il suo anno
L'umanità non ha nemmeno dovuto aspettare quel ritorno per osservare Plutone da vicino. La sonda New Horizons, lanciata dalla NASA nel 2006, ha raggiunto le sue vicinanze e ha effettuato il sorvolo il 14 luglio 2015, dopo aver percorso miliardi di chilometri. Le immagini ottenute hanno mostrato montagne di ghiaccio d'acqua, vaste pianure ghiacciate e la celebre formazione luminosa a forma di cuore. Quel piccolo punto che Tombaugh aveva distinto tra le stelle si è trasformato, 85 anni dopo, in un mondo che poteva essere osservato nei dettagli.
NASAs New Horizons spacecraft traveled nearly 3 billion miles over nine years to capture this moment on Pluto
— Night Sky Now (@NightSkyNow) August 26, 2026
About 15 minutes after its historic flyby, New Horizons turned back toward Pluto and recorded a breathtaking near-sunset view. pic.twitter.com/fJyFXNZ8fI
Tutto questo è avvenuto mentre Plutone era ancora lontano dal completare il giro che, dalla nostra prospettiva, abbiamo iniziato a conteggiare nel 1930. Nel 2015 erano trascorsi 85 anni, una frazione ancora piccola rispetto ai suoi 248 anni di periodo orbitale.
Quando arriverà il 2178, Plutone tornerà nello stesso punto del suo percorso che occupava al momento della scoperta. Per lui non ci saranno anniversari né cambiamenti: continuerà semplicemente a seguire la sua traiettoria attorno al Sole. La data ha un significato soltanto per noi, perché nel 1930 abbiamo iniziato a osservarlo.