Notte stellata di Van Gogh: secondo i ricercatori, questo celebre dipinto potrebbe raffigurare un cielo reale

A oltre un secolo dalla sua creazione, "La notte stellata" di Van Gogh continua ad affascinare gli studiosi. Uno studio sudcoreano fornisce nuovi indizi sul cielo che avrebbe ispirato il pittore nel luglio del 1889, ipotizzando una corrispondenza tra le stelle raffigurate e un ammasso stellare reale.

La notte stellata è uno dei quadri più noti di Van Gogh. Secondo un recente studio, l'artista potrebbe essersi ispirato a una vera notte d'estate durante il suo soggiorno in Provenza.
La notte stellata è uno dei quadri più noti di Van Gogh. Secondo un recente studio, l'artista potrebbe essersi ispirato a una vera notte d'estate durante il suo soggiorno in Provenza.

Alcune delle più grandi opere d’arte della storia continuano a svelare i propri segreti, talvolta a diversi secoli dalla loro creazione.

È il caso della celebre Notte stellata di Vincent van Gogh. Alcuni ricercatori sudcoreani ritengono oggi di aver svelato un mistero che circonda questo dipinto da decenni: il cielo vorticoso rappresentato dal pittore potrebbe essere molto più vicino alla realtà di quanto si pensasse.

Un dipinto molto studiato

Dipinta nel 1889, La notte stellata è oggi una delle opere più celebri di Van Gogh. Il quadro rappresenta un villaggio provenzale dominato da un cielo notturno particolarmente espressivo, nel quale le stelle e la Luna sono circondate da ampie forme circolari. In primo piano si innalza anche un grande cipresso, che accentua il contrasto tra il paesaggio e questa volta celeste così particolare.

Durante la realizzazione del dipinto, il pittore soggiornava a Saint-Rémy-de-Provence, dove si era fatto ricoverare in una struttura psichiatrica. Questa situazione non gli impediva tuttavia di proseguire il proprio lavoro artistico e di realizzare diverse opere importanti, tra cui La notte stellata. Il cielo vorticoso rappresentato nel quadro incuriosisce infatti ricercatori e storici da decenni.

Nel 2008, per esempio, alcuni fisici hanno scoperto somiglianze tra le forme rappresentate da Van Gogh e la turbolenza di Kolmogorov, un fenomeno che si riscontra, tra l’altro, nei movimenti dell’aria nell’atmosfera. Nel 2024, altri ricercatori hanno esaminato quest’opera, mostrando che i vortici dipinti dall’artista seguivano schemi matematici simili a quelli osservati in alcuni fenomeni naturali.

Queste somiglianze con fenomeni fisici non permettono tuttavia di stabilire se Van Gogh si sia ispirato a un cielo realmente osservato o se abbia disposto gli astri secondo la propria immaginazione. Mentre alcuni ritenevano che il pittore avesse rappresentato una vera volta celeste, altri privilegiavano un’interpretazione più artistica.

Una notte reale ha ispirato Van Gogh?

Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports, un gruppo di astronomi dell’Università Kyung Hee, in Corea del Sud, avrebbe trovato indizi utili a rispondere a questa domanda. A questo scopo, nel 2019 gli scienziati si sono recati due volte a Saint-Rémy-de-Provence per studiare i luoghi che ispirarono il pittore alla fine del XIX secolo.

I ricercatori hanno poi analizzato gli elementi del paesaggio visibili nelle opere di Van Gogh, in particolare edifici, ponti e rilievi, per determinare l’angolo di osservazione adottato dall’artista. A partire da queste osservazioni, hanno ricostruito, grazie a simulazioni astronomiche, l’aspetto del cielo sopra la località provenzale nel 1889.

Questo metodo ha permesso di delimitare la porzione di cielo rappresentata nel dipinto e di restringere la ricerca ai periodi in cui la posizione degli astri poteva corrispondere a quella dipinta da Van Gogh. Gli scienziati hanno in particolare studiato le albe di giugno e luglio, quando la disposizione della Luna e di Venere era compatibile con quella osservata sulla tela.

Le loro analisi hanno infine permesso di identificare un ammasso stellare la cui disposizione corrisponde a quella rappresentata nella Notte stellata: le Iadi, situate nella costellazione del Toro. Secondo i ricercatori, questa configurazione celeste corrisponderebbe a quella visibile all’alba del 22 luglio 1889, offrendo così finalmente una pista concreta sul cielo che avrebbe realmente ispirato il pittore.

Questa data solleva tuttavia un interrogativo, poiché La notte stellata viene generalmente datata almeno al giugno 1889. Per spiegare questo scarto di diverse settimane, gli autori dello studio avanzano l’ipotesi che Van Gogh abbia combinato sulla stessa tela osservazioni effettuate in date diverse. Un’ipotesi comunque coerente con il postimpressionismo, un movimento nel quale i pittori cercano meno di riprodurre fedelmente la realtà che di rappresentarla secondo la propria sensibilità.

Fonte dell’articolo

Camille Coirault. (2026). Il dipinto La notte stellata di Van Gogh nascondeva un segreto da oltre un secolo: gli scienziati lo hanno appena svelato.