Annullata la COP25 in Cile, quali conseguenze per il clima?

La Conferenza ONU sul clima prevista a Santiago in dicembre è stata cancellata. Un fatto senza precedenti nella storia dei negoziati. Ma la crisi climatica è urgente, Madrid si candida come sede alternativa, quando si svolgerà la COP25?

Luca Lombroso Luca Lombroso 01 Nov 2019 - 04:00 UTC
Un momento della seduta Plenaria della scorsa COP 24 a Katowice, Polonia. La COP 25, prevista a Santiago, è stata annullata a causa delle gravi tensioni sociali in Cile (foto L.Lombroso)

La Conferenza sul clima delle Nazioni Unite sul clima prevista in Cile è stata annullata. Un fatto storico e clamoroso, mai avvenuto nella storia dei negoziati sul clima. A seguito delle grandi proteste con gravi scontri fra i manifestanti e le forze dell’ordine, nei giorni a Santiago e in Cile era stato dichiarato lo stato di emergenza e imposto il coprifuoco. Nonostante l’allentamento della tensione e una iniziale conferma della 25° conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, il Presidente del Cile Sebastian Piñera ha dovuto annunciare la cancellazione di questo grande evento sul clima e di un altro importante vertice internazionale sul commercio.

Storica cancellazione di una COP

La COP, Conferenza delle Parti, è l’organo di governo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite (UNFCCC) stipulata nel 1992 all’Earth Summit di Rio de Janeiro. Da allora, ogni anno si svolge una seduta negoziale a cui partecipano i delegati governativi dei 197 paesi membri dell’UNFCCC, gli osservatori della società civile e giornalisti da tutti i paesi del mondo.

È la prima volta nella storia, iniziata nel 1992, dei negoziati sul clima che una Conferenza delle Parti viene cancellata, o per meglio dire rimandata e spostata di sede.

Il problema non è semplice e le conseguenze logistiche ed economiche sono ampie, a Santiago erano attese circa 25000 persone fra delegati, osservatori e giornalisti e molti avevano già prenotato voli e hotel. Per evitare l’impatto del volo Greta Thunberg è già in America dopo un viaggio in barca a vela e 35 ambientalisti, partiti dalla Francia, sono in navigazione a bordo di un veliero.

Il negoziato però deve continuare ed anzi la fase è cruciale, il prossimo anno a COP 26 è prevista la revisione degli impegni nazionali determinati (NDC) alla base, ma insufficienti, dell’accordo di Parigi sul clima. A Santiago si sarebbe discusso in particolare di regole, finanziamenti ai paesi in via di sviluppo, foreste e soprattutto tutela degli oceani.

Dove si terrà COP 25?

Più che dove, è importante quando si svolgerà la COP 25, la crisi climatica infatti non può attendere i tempi della politica. Maisa Rojas, Direttrice del Centro de Ciencia del Clima y la Resiliencia del Cile e coordinatrice del Comitato Scientifico di COP 25 ha dichiarato che la crisi sociale in Cile ha strette relazioni con le problematiche ambientali e coi temi sarebbero stati affrontati ai vertici.

L’UNFCCC ha comunicato che è alla ricerca di soluzioni alternative in tempi più brevi possibile. I movimenti Fridays for Future hanno proposto di svolgere COP 25 virtualmente, in teleconferenza, per evitare le emissioni. Idea senz’altro buona, ma non realizzabile, per la complessità e modalità organizzativa di svolgimento delle COP.

L’auspicio è di riuscire a organizzare una sessione negoziale straordinaria a inizio 2020. Il ministro dell'Ambiente della Costa Rica, Carlos Manuel Rodríguez, ha dichiarato che "Sarebbe illusorio" pensare di organizzare in Costa Rica, già sede della pre COP, la nuova conferenza".

Una prima candidata appariva Bonn in Germania, dove ha sede la stessa UNFCCC e già si è tenuta la COP 23 nel 2017. Alla città tedesca si è poi aggiunta la candidatura di Oslo, in Norvegia. La capitale infatti si propone come la prima grande città a diventare ad emissione neutre di carbonio.

Giovedì pomeriggio poi a sorpresa il Presidente del Cine Pinera ha annunciato che, dopo un colloquio col presidente della Spagna, COP 25 potrebbe tenersi a Madrid addirittura nelle stesse date inizialmente previste, dal 2 al 13 dicembre 2019. A decidere sarà il Segretariato UNFCCC ai primi di novembre

Le conseguenze sull’obiettivo 1.5°C

Infine, quali le conseguenze sul negoziato sul clima? Il Rapporto Speciale 1.5°C sottolinea che, senza azioni, in 12 anni esauriremmo il carbon budget per stare dentro questo obiettivo e già nel 2040 si potrebbe superare gli 1.5°C, che non è sicuro ma un labile confine fra il pericoloso e il catastrofico.

Inoltre, per stare negli obiettivi le emissioni globali dal 2020 inizino a calare rapidamente, invece le prime stime indicano un aumento anche nel 2019. Pertanto, Un ritardo del negoziato potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul Clima.

E’ dunque urgente agire, più che dove si terrà COP 25, l’importante è che, ovunque si svolga, ne escano decisioni forti, urgenti e coraggiose di riduzione delle emissioni serra.

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