Ritorno sulla Luna da febbraio 2026: l'Italia costruirà il primo modulo abitativo. Ultimi preparativi

Artemis II è l'ambizioso programma di esplorazione lunare che mira a portare l'umanità sulla Luna in modo permanente ma sostenibile. Dalla collaborazione tra NASA ed ESA nasce la nuova economia lunare, che coinvolge anche l'Italia

La luna, unico satellite terrestre, è l'obiettivo delle prossime missioni nello spazio

Artemis II è il programma di esplorazione lunare della NASA a cui collabora anche l'Agenzia Spaziale Europea, avviato formalmente nel 2017. Il 2026 è l'anno in cui, dopo diversi rinvii, partirà la prima missione con equipaggio verso la Luna. Il lancio potrebbe avvenire già il 6 febbraio 2026, anche se c'è una finestra temporale di alcune settimane.

Questa sarà la prima volta, dopo l'allunaggio dell'Apollo 17 dell'11 dicembre 1972, che l'umanità torna sulla luna, e per la prima volta farà parte dell'equipaggio anche una donna.

La specialista di missione Christina Koch accompagnerà il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e il secondo specialista di missione, il canadese Jeremy Hansen.

A differenza della celebre missione del '72, però, Artemis II ha un obiettivo molto più ambizioso: fare in modo che sulla Luna si possa anche restare.

Le nuove rotte lunari

Il lancio previsto per febbraio 26 è solo la prima tappa di un programma complesso. Per questa volta gli astronauti non metteranno piede sul suolo lunare, ma nell'arco dei dieci giorni previsti per la missione, arriveranno più lontano di quanto sia mai stato fatto in passato.

Se le missioni Apollo arrivarono tutte vicino all'equatore lunare, per motivi legati a sicurezza, luce e facilità di rientro, i viaggi di Artemis si spingeranno per la prima volta nella storia fino al Polo Sud lunare. Qui, nei crateri dove non arriva mai la luce del sole, si trova ghiaccio d'acqua perenne, importante come risorsa di ossigeno e carburanti.

La missione Artemis I in partenza dal Kennedy Space Center in Florida
La missione Artemis I in partenza dal Kennedy Space Center in Florida

Percorrendo una traiettoria detta Free Return Trajectory, inoltre, la capsula Orion potrà orbitare attorno alla Luna senza motori aggiuntivi per il ritorno. L'obiettivo è mettere alla prova i sistemi vitali per l'equipaggio, ma anche quelli di comunicazione e navigazione, per preparare le future missioni con allunaggio.

Tutto il programma Artemis, inoltre, ha anche lo scopo di testare metodi e strategie in vista di future missioni umane su Marte.

Sul suolo lunare, case italiane

Anche l'Europa, inclusa l'Italia, è partner del programma. L’Agenzia Spaziale Europea fornisce ad esempio il modulo che alimenta e guida la capsula Orion e sta lavorando alla realizzazione del Moonlight Initiative, il progetto di telecomunicazioni tra Terra e Luna. L'ESA partecipa anche alla realizzazione della stazione orbitante Gateway. Sarà questa la prima piattaforma internazionale in orbita attorno alla Luna.

All'Agenzia Spaziale Italiana spetta invece la progettazione e lo sviluppo del primo modulo abitativo lunare che dovrebbe entrare in funzione dal 2030. Sono italiani anche i progetti energetici per sviluppare piccoli reattori nucleari lunari, e quelli per l'estrazione delle risorse.

Artemis e la space economy sostenibile

Tra sfruttamento di risorse, piattaforme orbitanti e moduli abitativi, la Luna sta davvero per diventare il primo step verso una vera e propria space economy? Di certo il valore di mercato potenziale di tutto il settore è enorme.

Considerando le attività che riguardano la sola Luna, si arriva a più di 142 miliardi di euro entro il 2040. Le aree maggiormente interessate sono quelle dei trasporti e dei voli in orbita, quelle delle telecomunicazioni e della raccolta dati, e quello dell'utilizzo e della produzione locale delle risorse come ghiaccio e metalli.

Ad ogni modo le missioni Artemis hanno come obiettivo la sostenibilità, regolata da “lunar environmental standards”, per evitare uno sfruttamento indiscriminato e dannoso.

Verso il turismo lunare?

Sempre più spesso si parla di turismo spaziale, ma quanto un progetto del genere è davvero realizzabile? Esistono già star-up che offrono viaggi privati e persino la possibilità di prenotare di camere d'hotel sulla Luna con date stimate a partire dal 2035 . Va comunque specificato che la costruzione di un albergo per viaggi privati sulla Luna per il momento è ancora un obiettivo lontano.

I problemi principali sono due. Il primo riguarda i costi, astronomici, che si aggirerebbero su decine di milioni di euro a persona per un breve soggiorno. Il secondo è la sicurezza: sulla Terra atmosfera e campo magnetico filtrano le radiazioni dannose, ma la Luna è priva di protezioni in questo senso, quindi trovarsi al di fuori di un riparo espone a radiazioni pericolose.