Cambio dell'ora marzo 2026 in Italia: quando bisognerà spostare gli orologi

Ogni primavera arriva puntuale, discusso e inevitabile: il cambio dell'ora. Le lancette avanzeranno di un'ora riportandoci all'ora legale. L'orario estivo allungherà le giornate, con il tramonto che avverrà più tardi.

A fine marzo torna l'ora legale: guadagniamo un'ora di luce nel pomeriggio-sera.
A fine marzo torna l'ora legale: guadagniamo un'ora di luce nel pomeriggio-sera.

La pratica di spostare le lancette degli orologi affonda le sue radici nella Prima Guerra Mondiale. Fu in quel periodo che diversi Paesi europei, tra cui l'Italia, cominciarono ad adottare orari differenziati, inizialmente per far fronte alla scarsità di combustibile e per coordinare le attività con le nazioni confinanti.

Il principio alla base è semplice: nei mesi caldi, le ore di luce sono molte e l'alba avviene molto presto, in un orario in cui la maggior parte delle persone sta ancora riposando. Spostando l'orologio in avanti di un'ora, si sincronizza meglio la vita quotidiana con le ore di luce disponibili, riducendo la necessità di illuminazione artificiale nelle ore serali.

Nei decenni scorsi l'ora legale, o estiva, ha permesso di risparmiare energia proprio seguendo questo principio. Più luce solare il pomeriggio e la sera

Il risparmio energetico è ancora reale?

Uno degli argomenti più dibattuti è se il beneficio energetico legato all'ora legale sia ancora significativo nell'era moderna. La risposta, secondo diversi studi, è sì — anche se in misura inferiore rispetto al passato.

Ai tempi in cui l'illuminazione elettrica era molto più energivora, il guadagno era considerevole. Oggi, con l'avvento dei LED e delle tecnologie a basso consumo, il risparmio si è ridotto, ma rimane comunque misurabile e non trascurabile. Ci sono però diversi effetti negativi del cambio d'ora, tra cui lo scombussolamento dei ritmi.

Si abolirà il cambio d'ora? La situazione in Europa

Il dibattito sull'abolizione del cambio dell'ora va avanti da anni, soprattutto in sede europea. Sono stati in particolare i Paesi del Nord Europa a premere per eliminarlo: alle latitudini più elevate, l'alternanza tra ore di luce e di buio è molto più estrema e il beneficio del cambio orario si fa sentire meno.

L'Italia, invece, si è mostrata favorevole al mantenimento dell'attuale sistema. Al momento non è stata adottata alcuna decisione definitiva a livello comunitario. Questo significa che il doppio cambio d'ora — a marzo e a ottobre — rimane confermato anche per il 2026 e presumibilmente per gli anni a venire, fino a quando non interverrà una nuova direttiva europea.

Quando nel marzo 2026?

Nel 2026 il passaggio all'ora legale avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, quando le lancette degli orologi avanzeranno di un'ora — dalle 2:00 alle 3:00 — portandoci a dormire un'ora in meno, ma regalandoci pomeriggi con più luce solare.

Alle ore 2:00 di domenica 29 marzo 2026 le lancette vanno portate direttamente alle 3:00. Ormai i dispositivi elettronici che usiamo spostano automaticamente l'ora.

Il risultato pratico è che quella notte dormiremo un'ora in meno. Il lato positivo, però, è immediato: i tramonti slitteranno di un'ora, regalandoci pomeriggi più luminosi e serate più lunghe — uno dei benefici più apprezzati dall'arrivo dell'ora estiva.