Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"
Un inverno d’altri tempi con tempeste di neve e gelo estremo sta per colpire l’Europa a causa de El Niño? Notizie incontrollate circolano anche su quotidiani e testate televisive nazionali. Facciamo chiarezza distinguendo tra El Niño, vortice polare, teleconnessioni e previsioni stagionali.

El Niño è sempre più fonte di preoccupazione, discussione e notizie varie. L’ultima che circola, riguarda la sua presunta influenza sul vortice polare, con ripercussioni dirette in Europa ed Italia tanto da portare addirittura ad un inverno d’altri tempi.
Abbiamo già scritto facendo chiarezza su cosa è El Niño e sulla opportunità di avere, indipendentemente da ENSO, scorte di viveri e kit di emergenza in casa.
Ora è il caso che puntualizziamo i legami fra ENSO, El Niño Southern Oscillation e il vortice polare, nonché su cosa dicono le previsioni stagionali per il prossimo inverno.
Le teleconnessioni: ripasso
Se consultiamo le mappe degli impatti disponibili nei siti NOAA, WMO, IRI Columbia University, e altre istituzioni scientifiche, si nota che nessuna mostra una indicazione di impatti in Europa. Ciò non vuol dire che non vi siano conseguenze nel nostro continente. Nel sistema climatico terrestre infatti tutto è connesso.
Come già abbiamo detto in vari articoli, l’influenza de El Niño in Europa è indiretta e avviene tramite le teleconnessioni. In pratica, agisce indirettamente variando la circolazione generale dell’atmosfera.
La variazione del flusso delle perturbazioni verso l'Europa può per esempio, unita al fatto che nelle fasi positive di ENSO le temperature globali tendono a rialzarsi, inverni più miti e secchi in alcune zone europee o al contrario, condizioni più instabili a seconda della fase e dell'intensità del fenomeno.
L’azione sul vortice polare
Si legge in vari siti e anche su quotidiani e media che El Niño potrebbe causare la rottura del vortice polare, da cui ne conseguirebbero ipotetiche grandi irruzioni fredde in Europa, compresa l’Italia. Una premessa è anzitutto d’obbligo.
Si trovano vari articoli al riguardo in bibliografia. Ad esempio Palmeiro e altri autori nel 2023 hanno analizzato l’influenza di ENSO sul riscaldamento stratosferico (SSW).
Tramite ERA5 e altri modelli i ricercatori hanno verificato come ENSO può modificare frequenza, stagionalità e condizioni preliminari degli SSW. Secondo questo studio, El Niño non aumenta il numero dei riscaldamenti stratosferici invernali, ma tende a concentrarli tra gennaio e febbraio indebolendo il vortice polare.
Il vero innesco di questi eventi resta però un'anomala nelle onde della corrente a getto sull'Eurasia, che agisce su tempi molto più brevi rispetto all'influenza di ENSO.
In pratica, non c’è una vera teleconnessione causa-effetto, ma solo qualche segnale secondo cui ENSO "prepara il terreno" rendendo il vortice polare più o meno vulnerabile, ma non è la causa diretta del singolo evento.
Cosa dice ECMWF
Secondo alcune fonti, ECMWF avrebbe formulato una previsione allarmante per il prossimo inverno. A causa de El Niño si avrebbe il collasso del vortice polare, tempeste, blocchi scandinavi con masse d’aria gelida artica siberiana pronte a colpire l’Europa. Di queste previsioni, non ne abbiamo reperito la fonte.

C’è però una notizia interessante nel sito ECMWF, riguardante analisi sull’inverno 2015/16, che arrivò dopo una fase positiva di ENSO. L’articolo spiega le teleconnessioni e quanto sia difficile riprodurle nei modelli, specialmente sull’Europa. La tendenza storica indicherebbe che negli inverni con El Niño il Nord Europa tende a essere più freddo, soprattutto fra gennaio e febbraio.
ECMWF sottolinea però che ci sono molti altri fattori che influenzano il clima in Europa, come il ghiaccio marino, le condizioni oceaniche nell’Atlantico, la presenza di neve al suolo. Inoltre, l'influenza del Pacifico equatoriale sull'Europa dipende da una serie di fattori intermedi, alcuni dei quali non del tutto compresi e difficili da modellare.
Cosa dicono le mappe stagionali
Lo scorso maggio annunciammo una probabile estate molto calda, indipendentemente da El Niño. Altrettanto ora ci dicono le mappe stagionali: le temperature invernali e anche dei singoli mesi saranno probabilmente sopra la media. Unica zona con segnale neutra è proprio il nord Europa. Il Mediterraneo, Italia, Spagna e anche Europa centro occidentale sono invece in piena anomalia positiva.
Le precipitazioni mostrano segnali di possibili piogge sopra la media nel nord Italia a gennaio e Febbraio, sotto media al sud. Questo presuppone quindi frequenti passaggi perturbati atlantici. Nulla si può dire se, nell’ambito di inverno probabilmente mite e piovoso, qualche incursione fredda porta magari importanti improvvise nevicate a bassa quota o in pianura.
Riferimento della notizia
Palmeiro, F. M., García-Serrano, J., Ruggieri, P., Batté, L., & Gualdi, S.. (2023). On the influence of ENSO on sudden stratospheric warmings. Journal of Geophysical Research: Atmospheres, 128, e2022JD037607..
ECMWF. The 2015/2016 El Niño and beyond.