Il passato riemerge quando il caldo anomalo scioglie i ghiacci: trovati in Norvegia reperti antichi millenni

Quando il surriscaldamento globale fa sciogliere anche il ghiaccio delle montagne delle Norvegia, riemergono oggetti dal lungo passato. Il ritrovamento più recente è avvenuto nel centro del paese e riguarda armi dell'età della pietra

Le cime innevate nella regione di Jotunheimen, nel centro della Norvegia
Le cime innevate nella regione di Jotunheimen, nel centro della Norvegia

I ghiacci perenni della Norvegia arretrano rapidamente a causa dell’innalzamento delle temperature globali, talvolta lasciando dietro di sé dei reperti eccezionali.

Tra le montagne di Jotunheimen, nel centro del paese, a settembre 2026 sono state rinvenute numerose frecce preistoriche. Il dato più affascinante di questa scoperta è che anche le parti in materiale organico sono rimaste intatte in manufatti che talvolta risalgono a molti millenni fa.

Ora, senza il loro "scudo" di ghiaccio, i reperti si fanno più vulnerabili e vanno protetti.

I segreti del ghiaccio

Negli ultimi venti anni le ricerche hanno dimostrato che i ghiacci un tempo considerati eterni e che adesso invece si stanno riducendo, sono stati per millenni i custodi di in un gran numero di oggetti, di molte epoche diverse.

I primi ad essere stati rinvenuti e raccolti nel 2006 erano per lo più reperti di epoca vichinga, ma in seguito se ne sono trovati di ben più antichi.

Di recente, nel corso di una campagna archeologica degli studiosi di Secrets of the Ice, specializzati proprio nei manufatti che emergono dallo scioglimento dei ghiacci, sono state trovate quarantotto frecce databili a partire dall’età della pietra.

Molte di esse risalgono a duemila anni fa, ma la più antica è probabilmente databile a seimila anni fa.

La fragilità dei reperti della Norvegia

Le punte delle frecce ritrovate in Norvegia sono fatte di ardesia, non deve stupire più di tanto, quindi, che questi oggetti siano sopravvissuti così a lungo. È invece affascinante come anche le parti in legno, tessuti e legature in pelle siano rimaste in buono stato di conservazione, grazie alla protezione fornita dal ghiaccio.

Il fatto che questi reperti siano ora esposti all’aria li rende però fragili perché le parti in materiale organico sono più facilmente deperibili.

Il problema riguarda qualunque altro reperto sia emerso a seguito dello scioglimento dei ghiacci e non sia stato ancora rinvenuto dagli archeologi.

Esposti a vento, pioggia, sole, sbalzi di temperature e microorganismi, questi oggetti così antichi possono deteriorarsi facilmente.

Il disgelo quindi ha dato il via anche ad una sorta di corsa contro il tempo per gli archeologici, per salvare questi preziosi manufatti che raccontano molto della vita dell’uomo millenni fa.

La caccia tra le montagne della Norvegia

La spedizione archeologica di settembre 2026, ad esempio, ha confermato come l’area di Langfonne fosse un tempo una zona di caccia alle renne. Oltre ad armi o utensili, nel corso del tempo sono stati ritrovati anche i resti degli animali.

Le grandi distese innevate della Norvegia dove un tempo si cacciavano le renne
Le grandi distese innevate della Norvegia dove un tempo si cacciavano le renne

In un ambiente che oggi può sembrare ostile alla stessa sopravvivenza umana, le popolazioni locali vivevano, viaggiavano e anche la caccia era praticata abbastanza comunemente. Ciò avveniva soprattutto in estate, quando le renne si spostavano ad altitudini più elevate per sottrarsi agli insetti.

Le antiche comunità che abitavano in questa bellissima ma gelida regione della Norvegia mettevano in atto strategie e tecniche di caccia in modo da trasformare un ambiente all’apparenza difficile in un vantaggio per sé stessi.

L'archeologia glaciale, tra scoperte affascinanti e previsioni allarmanti

Il 2026 coincide con il ventesimo anniversario dall’inizio delle ricerche di archeologia glaciale nella contea dell’Innlandet, all'interno del parco dello Jotunheimen.

Nel 2006 si è avuta infatti una fase di fusione dei ghiacci particolarmente intensa, al punto che si è reso necessario avviare un progetto di ricerca sistematico che in soli venti anni ha portato al cinquemila reperti trovati e settantatré siti archeologici individuati.

Tra i vari oggetti ci sono ad esempio una calzatura in pelle dell’Età del Bronzo e poi strumenti per la caccia, utensili, resti di animali domestici. Tutti questi oggetti vengono portati al Museo di Storia di Oslo per essere studiati e salvaguardati.

Nonostante il fascino di queste scoperte, però, lo scioglimento dei ghiacci della Norvegia è allarmante. Il fenomeno si sta verificando ad una velocità maggiore di quanto si pensasse e la previsione degli studiosi è che nel giro di altri vent’anni la maggior parte dei ghiacci dell’Innlandet potrebbe scomparire.

Riferimento della notizia

La Nuova Sardegna. (2026). dal ghiaccio emergono 48 frecce preistoriche la più antica ha quasi 6mila anni.