In Toscana c'è una città medievale che sembra una Manhattan di pietra: perché ha così tante torri?
Nella verde campagna toscana, tra tanti splendidi borghi medievali, ce n'è uno che si distingue per le sue tante torri. La piccola Manhattan del Medioevo è uno dei più bei gioielli d'arte d'Italia, amato da sempre anche da nobili e intellettuali

Fra le colline senesi, nel verde della Val d’Elsa, c’è uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Questo piccolo ma preziosissimo gioiello della Toscana affonda le proprie radici nell’età etrusca ma sembra quasi che la sua storia si sia fermata al Medioevo.
Ancora adesso, anche se nei secoli molte cose sono cambiate, questo è un luogo che conserva ancora tutto il fascino che aveva quando era una delle mete predilette dei pellegrini lungo la Via Francigena.
Una cittadina fiorente, in provincia di Siena
Viaggiando tra i tranquilli paesaggi della Val d’Elsa, lasciandosi Siena alle spalle, ben preso si possono vedere le torri che rendono lo skyline di questo piccolo borgo così inconfondibile.
Oggi ce ne sono solo quattordici, più altre ridimensionate e assorbite dal tessuto urbano, ma un tempo le torri di San Gimignano erano ben settantadue e questa era una città fiorente.

Non solo era abitata da ricche famiglie ma era spesso frequentata da personaggi importanti come, Dante Alighieri o l’arcivescovo di Canterbury e da alcuni dei maggiori artisti italiani tra cui Ghirlandaio, Jacopo della Quercia e tanti altri.
Molte tracce del loro passaggio sono ancora visibili e costituiscono l’immenso patrimonio di San Gimignano, ma sicuramente a destare curiosità ci sono in particolare le sue alte torri.
Le torri nel Medioevo: una funzione pratica e simbolica
Il motivo per cui San Gimignano ha così tante torri, e molte di più ne aveva in passato, è che nel medioevo le famiglie nobili e ricche usavano queste costruzioni in pietra per manifestare il proprio potere politico ed economico.
Costruire torri sempre più alte non era semplice tecnicamente e costava molto, ma era un simbolo irrinunciabile. Le torri, comunque, avevano funzioni pratiche.
All’interno gli spazi erano angusti, con ambienti in media grandi un paio di metri quadri. Al livello della strada c’erano le botteghe, ai piani intermedi delle stanze e all’ultimo piano le cucine, in modo da poter garantire una via di fuga in caso di incendio.
La climatizzazione naturale delle torri di San Gimignano
Proprio perché le torri di San Gimignano dovevano rispondere anche ad esigenze pratiche, sono state costruite in modo da essere “climatizzate”. Poiché sono state realizzate in pietra e laterizio, cioè in materiali che si scaldano lentamente, in estate il caldo penetra lentamente negli ambienti interni che quindi restano freschi a lungo.
Le spesse mura sono anche quelle che in inverno limitano la dispersione del calore e le finestre, poche e di piccole dimensioni, riducono gli scambi termici.
Questo non vuol dire le camere interne delle torri non avessero bisogno di essere riscaldate in inverno, ma che questo potesse essere fatto in modo più economico ed efficiente, rispetto a quanto avveniva ad esempio negli diversi ambienti in legno che un tempo erano addossati alle torri stesse e che nel tempo sono andati distrutti.
Perché le torri di San Gimignano sono sopravvissute nei secoli
Se le torri erano così in voga nel Medioevo, verrebbe da chiedersi perché solo San Gimignano ne ha così tante. In realtà non è sempre stato così. Bologna è arrivata ad averne cento e ben centocinquanta ne aveva Firenze, tuttavia, nel passaggio dal medioevo al rinascimento molte di queste costruzioni nelle città più grandi sono state abbattute o ridotte in altezza.
San Gimignano, tiene orígenes etruscos pero floreció en la Edad Media como parada clave en la Vía Francígena, construyendo sus famosas torres como símbolo de poder, hasta que la Peste Negra en 1348 frenó su auge y la llevó a someterse a Florencia. https://t.co/LxnFOnCfBH
— Mytical Europe (@EuropeMytical) December 18, 2025
Questo è accaduto quando i governi popolari si sono insediati al posto di quelli dei nobili e hanno deciso di ridimensionarne il potere, anche quello simbolico. Oltre a ciò, sono cambiate le mode e gli stili architettonici.
A San Gimignano, invece, l'aristocrazia è rimasta a lungo parte del potere cittadino, conservando le sue torri.
La tremenda pestilenza del 1348, poi, colpì duramente San Gimignano che perse il suo potere economico, si sottomise a Firenze e rimase tagliata fuori dai commerci e, si potrebbe dire, anche dalla storia.
Se non altro questo ha aiutato a preservare parte delle torri attraverso i secoli, finché non sono intervenute le moderne leggi di tutela.