Quelle che trovi sulla spiaggia non sono sempre alghe: scopri le 5 piante marine del Mediterraneo
Molti le chiamano semplicemente "alghe", ma spesso sono foglie di vere piante marine fondamentali per la salute del Mediterraneo. Ecco quali sono, perché arrivano sulla spiaggia e perché è importante proteggerle.

Chi frequenta il mare d'estate si sarà imbattuto almeno una volta in accumuli di vegetazione sulla battigia o tra le onde vicino alla riva. Per molti bagnanti rappresentano soltanto "alghe" fastidiose, ma la realtà è molto più interessante. In molti casi, infatti, quelle foglie nastriformi non sono affatto alghe, bensì vere piante marine, fondamentali per la salute degli ecosistemi del Mediterraneo.
A differenza delle alghe, queste piante possiedono radici, rizomi, foglie, fiori e perfino frutti e semi. Vivono completamente sommerse, formando estese praterie sottomarine che producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono i fondali dall'erosione e offrono rifugio e aree di riproduzione a migliaia di specie marine. Nel Mar Mediterraneo sono presenti cinque specie di piante marine: ecco quali sono e perché svolgono un ruolo così importante.
1. Posidonia oceanica
È senza dubbio la pianta marina più conosciuta e rappresenta uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo.

Forma vaste praterie sui fondali sabbiosi, dove ospita una straordinaria biodiversità e svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della qualità delle acque. Le sue lunghe foglie producono grandi quantità di ossigeno e contribuiscono ad assorbire anidride carbonica. Quando le foglie più vecchie si staccano naturalmente o vengono trasportate a riva dalle mareggiate, possono accumularsi sulla spiaggia. Dalle loro fibre si originano anche le caratteristiche palline marroni, chiamate egagropili, che molti trovano lungo la battigia senza conoscerne l'origine.
2. Cymodocea nodosa
Meno nota della Posidonia, questa specie cresce soprattutto nei fondali sabbiosi poco profondi e forma praterie meno fitte ma altrettanto importanti.

Le sue foglie costituiscono un prezioso rifugio per piccoli pesci, molluschi e crostacei, contribuendo alla biodiversità delle acque costiere. È anche una delle prime specie a colonizzare fondali recentemente stabilizzati.
3. Zostera noltei
È una pianta tipica delle lagune, delle foci dei fiumi e degli ambienti salmastri.

Le sue praterie rappresentano un habitat fondamentale per numerose specie acquatiche e svolgono un importante ruolo nel trattenere i sedimenti e migliorare la qualità dell'acqua. A causa della forte pressione esercitata dalle attività umane sugli ambienti costieri, è considerata particolarmente vulnerabile.
4. Zostera marina
Diffusa anche lungo molte coste dell'Atlantico e del Mare del Nord, nel Mediterraneo è presente soprattutto in alcuni ambienti costieri più riparati.

Come le altre fanerogame marine, crea habitat ricchi di vita e contribuisce a stabilizzare il fondale. Le sue praterie rappresentano vere e proprie aree di crescita per numerose specie di pesci e invertebrati.
5. Halophila stipulacea
È l'unica tra le cinque a non essere originaria del Mediterraneo.

Proveniente dal Mar Rosso, ha raggiunto questo mare attraverso il Canale di Suez ed è oggi considerata una specie aliena in rapida espansione. Gli studiosi stanno monitorando la sua diffusione per comprenderne gli effetti sugli ecosistemi locali e le possibili interazioni con le specie autoctone.
Perché queste piante arrivano sulla spiaggia?
La presenza di foglie sulla battigia non significa necessariamente che il mare sia sporco. Al contrario, spesso è il risultato di un processo del tutto naturale. Le piante marine rinnovano periodicamente le proprie foglie, che possono essere trasportate verso riva dalle onde e dalle correnti, soprattutto dopo mareggiate e burrasche.
In alcuni casi, però, il distacco può essere favorito anche da fattori di origine antropica, come gli ancoraggi delle imbarcazioni, i dragaggi o altre alterazioni dei fondali. Anche l'aumento della frequenza e dell'intensità di alcuni eventi meteorologici estremi, legato ai cambiamenti climatici, potrebbe contribuire in alcune aree ad accentuare il trasporto di materiale vegetale verso la costa, sebbene il fenomeno dipenda da numerosi fattori locali.
Un patrimonio sommerso da conoscere e proteggere
Le praterie di piante marine sono spesso definite le "foreste del mare" per il ruolo che svolgono nel mantenimento della biodiversità e nella regolazione del clima. Perfino gli accumuli di foglie sulla spiaggia, talvolta rimossi perché considerati antiestetici, svolgono una funzione importante: aiutano a trattenere la sabbia, limitano l'erosione costiera e proteggono naturalmente le dune dall'azione delle onde.
Le foglie che si accumulano sulla battigia e che spesso vengono scambiate per semplici alghe possono in realtà appartenere a una pianta marina che ha contribuito per anni alla salute del Mediterraneo. Conoscerne il valore è il primo passo per comprendere quanto gli ecosistemi sommersi siano fondamentali per la vita del mare e, di conseguenza, anche per quella delle nostre coste.
Riferimenti: