Una nuova specie di granchio è stata scoperta in Amazzonia, vive a oltre 1700 di altezza

Una nuova specie di granchio rinvenuta sul Pico da Neblina, nello Stato di Amazonas, ha sorpreso gli scienziati per la sua altitudine estrema e ha portato alla luce un genere inedito di crostacei d'acqua dolce nell'Amazzonia brasiliana.

Vista panoramica della Serra do Imeri, habitat delle due nuove specie di rane. Crediti: Taran Grant
Vista panoramica della Serra do Imeri, habitat delle due nuove specie di rane. Crediti: Taran Grant

La scoperta di una nuova specie di granchio d'acqua dolce nel cuore dell'Amazzonia brasiliana ha rivelato molto più di un animale fino ad allora sconosciuto alla scienza. La scoperta ha anche portato i ricercatori all'identificazione di un nuovo genere di crostacei, ampliando le conoscenze sulla biodiversità delle regioni montuose amazzoniche. L'animale è stato trovato a 1.730 metri di altitudine, in un ruscello situato nella Serra do Imeri, all'interno del Parco Nazionale del Pico da Neblina, in Amazonas.

La regione, situata all’estremo nord del Brasile, ospita il punto più alto del territorio nazionale ed è considerata una delle aree più preservate e meno esplorate dell’Amazzonia. Il luogo fa anche parte del territorio Yanomami, un fattore che ha rafforzato l’importanza della collaborazione tra scienziati e indigeni durante il lavoro di ricerca e catalogazione della nuova specie.

Battezzato Okothelphusa trefauti, il crostaceo porta nel proprio nome un omaggio alla collaborazione instaurata durante la spedizione scientifica. La parola “Oko” significa “granchio” nella lingua Yanomami, mentre “thelphusa” è un termine utilizzato nella nomenclatura scientifica per designare i granchi d’acqua dolce.

Una spedizione ha portato alla luce una nuova specie

Il nome «trefauti» fa invece riferimento all’erpetologo Miguel Trefaut Rodrigues, ricercatore del Museo di Zoologia dell’Università di San Paolo (USP) e responsabile della spedizione condotta nel 2022 nella Serra do Imeri. Durante il lavoro sul campo, i ricercatori hanno trovato tre esemplari dell'animale (un maschio e due femmine) mentre raccoglievano girini nelle zone allagate della foresta d'altitudine.

Uno dei luoghi più isolati del Brasile, situato nel territorio degli Yanomami, ospita un gruppo di granchi d'acqua dolce finora sconosciuto. Crediti: Marcos Tavares e Célio Magalhães/Zootaxa
Uno dei luoghi più isolati del Brasile, situato nel territorio degli Yanomami, ospita un gruppo di granchi d'acqua dolce finora sconosciuto. Crediti: Marcos Tavares e Célio Magalhães/Zootaxa

Gli esemplari sono stati analizzati dagli zoologi Marcos Tavares e Célio Magalhães, autori della descrizione scientifica pubblicata ad aprile sulla rivista specializzata Zootaxa. Secondo i ricercatori, le analisi morfologiche e genetiche hanno rivelato caratteristiche uniche, sufficienti a collocare il granchio in un lignaggio fino ad allora sconosciuto all’interno della famiglia Pseudothelphusidae.

Questo gruppo riunisce granchi tipici dei torrenti montani del Sud America, ma la specie trovata sul Pico da Neblina ha attirato l'attenzione per i suoi tratti evolutivi molto distinti. La scoperta rafforza l'ipotesi che le regioni isolate e elevate dell'Amazzonia fungano da veri e propri rifugi biologici, favorendo la comparsa di specie endemiche.

Una vita in sintonia con le montagne amazzoniche

Secondo gli scienziati, il granchio di Imeri ha abitudini prevalentemente terrestri e si muove solitamente nelle zone umide vicine ai corsi d’acqua. La sua alimentazione si basa su piccoli invertebrati presenti nell’ambiente della foresta d’altitudine.

Un altro aspetto considerato rilevante dai ricercatori è il cosiddetto sviluppo diretto della specie. A differenza di molti crostacei, l'Okothelphusa trefauti non attraversa una fase larvale acquatica. Ciò limita la sua capacità di dispersione in altre aree, favorendo l'isolamento della popolazione e la formazione di specie limitate a regioni molto specifiche, come le cime delle montagne.

Per gli esperti, questo tipo di adattamento aiuta a spiegare la grande diversità biologica che si trova nelle zone elevate dell'Amazzonia, molte delle quali sono ancora poco studiate dalla scienza.

Il parco ospita specie ancora sconosciute

Con una superficie di circa 2,3 milioni di ettari, il Parco Nazionale del Pico da Neblina è una delle più grandi aree protette del Brasile. Nonostante la sua importanza ambientale, gran parte del territorio rimane poco studiata dal punto di vista scientifico, in particolare le zone situate a quote più elevate.

Secondo il responsabile del parco, Cassiano Gatto, le nuove spedizioni condotte nella regione portano spesso alla scoperta di forme di vita inedite. A suo avviso, le dimensioni del parco e la difficoltà di accesso alle montagne indicano che molte specie attendono ancora di essere identificate.

“Non conosciamo ancora tutta la biodiversità esistente. Ogni nuova spedizione scopre forme di vita nuove e uniche e, data la grande estensione del parco, crediamo che ne troveremo molte altre”, ha affermato il responsabile.

Fonte della notizia

(((o))) eco. Descoberta nas alturas: caranguejo é encontrado a mais de 1.700 metros de altitude. 2026

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