L’Italia nell’occhio del ciclone: quando ne usciamo?

Ancora maltempo a causa della depressione mediterranea “Vaia”, il cui minimo transiterà sul nord Italia ponendo fine alla situazione di sbarramento. Come sarà il ponte di Ognissanti?

Luca Lombroso Luca Lombroso 29 Ott 2018 - 06:09 UTC
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Forte maltempo sull'Italia. Attenzione al livello dei fiumi nel nord-est. E per i prossimi giorni che previsioni ci sono?

Ciclone mediterraneo con profondo minimo depressionario in prossimità della Sardegna, in forma stretta e allungata, con asse nord-sud quasi stazionario. Questa, dal punto di vista tecnico e sinottico, la situazione in atto nelle ultime ore, una configurazione da manuale di meteorologia, simile a quella di grandi eventi alluvionali del passato, come l’alluvione in Piemonte nell’ottobre 2000, quella in Veneto il 31 ottobre 2010 o più indietro la storica alluvione di Firenze del 3-4 novembre 1966, evento che causò inondazioni anche in molte altre regioni italiane.

La situazione meteo in queste ore

Caratteristica di queste situazioni dette anche di sbarramento sono i venti intensi che impattano quasi perpendicolarmente lungo le catene montuose, così le zone più esposte ai flussi umidi ricevono grandi quantitativi di precipitazioni. Nella giornata di domenica 28 piogge molto abbondanti anche in Calabria, dalla rete Meteonetwork fino a 358.8 mm nel crotonese, e in Trentino, 318.6 mm a Tonadico. Oggi dalla mezzanotte già caduti quasi 200 mm nel vicentino. Acqua alta a Venezia. Per fortuna, ci sono piccole ma essenziali differenze rispetto a quegli eventi, in particolare manca il blocco anticiclonico sull’est Europa che in particolare nel 1966 impedì per molti giorni l'allontanamento delle perturbazioni e così inizia a vedersi una via di uscita dal maltempo, ma non ci sarà un miglioramento definitivo e men che meno un cambiamento che porti masse d’aria fredde più consone alla stagione.

Martedì ventoso con imbiancata delle Alpi

Il profondo minimo depressionario nella giornata di martedì 30 si muoverà verso il nord delle Alpi, ma continueranno a spirare forti venti meridionali e l’aria fredda farà il suo ingresso con un vero e proprio “giro di boa", ovvero entrerà curiosamente da SW.

Avremo così nevicate lungo le Alpi a quote di media montagna, attorno a 1300-1500 m a seconda delle zone, localmente anche sui 1000 m, ma ancora piogge intense sul Friuli Venezia Giulia e lungo l’Appennino tosco-emiliano dove solo le cime più alte verranno imbiancate a fine fenomeni. Schiarite e variabilità ventosa in Val Padana. Migliora in giornata, soprattutto al nordovest.

Al centro ancora temporali nella prima parte della giornata, in Toscana, Lazio e Umbria con miglioramento nel pomeriggio ma ancora forte vento di libeccio. Anche al sud ventoso, va da se che ancora sarà una giornata difficile per i collegamenti marittimi a causa dei mari molto mossi o anche agitati.

Mappa ECMWF 1° novembre: una nuova perturbazione potrebbe portare altre piogge e neve sulle Alpi oltre 1800-2000 m.

E per il ponte di Ognissanti ?

Dopo una tregua, la notte di Halloween vedrà attivarsi una nuova depressione mediterranea, meno profonda dell’attuale ma che attiverà nuovamente correnti sciroccali lungo la penisola. Una perturbazione in particolare interesserà il primo novembre da sud a nord quasi tutta la penisola con un’altra fase di piogge e temporali, prematuro però scendere nei dettagli delle zone più colpite.

Probabile tregua fra il 2 e 3, e nuovo peggioramento nel fine settimana. Saranno situazioni comunque sempre guidate da masse d’aria miti, talora anche con richiami di sabbia sahariana. Insomma, l’inverno ancora non bussa alle porte.

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