Dopo l'estate più calda, a Reggio Emilia si cerca di salvare un bosco dall'abbattimento: al suo posto un supermercato
Le ruspe sono entrate nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia: 4 ettari di verde urbano che verranno abbattuti per far posto a un supermercato Conad. I cittadini cercavano di bloccare l'abbattimento di questo rifugio climatico, dopo l'estate più calda di sempre in Italia, e gli esperti ricordano che alberi giovani piantati altrove non valgono quelli adulti abbattuti.

C'è una protesta a cui non tutti i giornali italiani stanno dando risalto, ma che sta animando un intenso dibattito proprio quando stiamo uscendo dall'estate più calda mai registrata in Italia. Da quasi due mesi centinaia di cittadini di Reggio Emilia presidiano il Bosco Ospizio, 45mila metri quadri di verde nel quartiere di via Emilia Ospizio, destinati a lasciare il posto a un supermercato Conad. Si tratta di un bosco di circa 4 ettari, che sorge nei pressi di un asilo, in un'area urbana, e che verrebbe distrutto per far spazio a nuovo cemento.
Da anni in Italia il dibattito sull'enorme consumo di suolo è molto intenso, anche per gli effetti della cementificazione sul rischio idrogeologico, ma dopo un'estate così calda l'importanza del verde urbano è diventata ancora più evidente.
Non solo le aree alberate offrono un rifugio climatico nelle città sempre più roventi, ma sono anche dei pozzi di carbonio, assorbono quella CO2 che sta contribuendo al cambiamento climatico in corso.
L'abbattimento del bosco è iniziato
Il 30 settembre, sotto scorta della polizia, le ruspe sono entrate e hanno iniziato ad abbattere decine di alberi: un passaggio che segna una svolta per una protesta pacifica, nata nel 2024 con un ricorso al Tar ancora pendente, e intensificatasi quest'estate con una mobilitazione dei cittadini della zona.
Mercoledì 30 settembre, all'alba, l'area di via Emilia Ospizio a Reggio Emilia si è trovata circondata da camionette, agenti in assetto antisommossa e pattuglie della polizia locale. Un dispositivo imponente, scrive Fanpage.it, messo in campo per permettere l'ingresso dei mezzi nel Bosco Ospizio, 45mila metri quadri di verde nati spontaneamente dove sorgeva un ospizio demolito nel 2005.
La resistenza e le prime ruspe
Secondo la ricostruzione di Fanpage, che si rifà alla cronaca della Gazzetta di Reggio, nonostante la resistenza passiva dei cittadini i mezzi sono entrati. Con il passare delle ore il presidio è cresciuto e ha assistito alle prime fasi di abbattimento di decine di alberi, alcuni ad alto fusto. Alcuni attivisti dell'Assemblea Bosco Ospizio sono entrati nel cantiere senza protezioni per fermare i lavori e sono stati portati via di peso dagli agenti.

È il momento più duro di una mobilitazione non violenta che alcuni giornali stanno raccontando da tempo. Più di cento cittadini erano in presidio permanente, con un'iniziativa pacifica e autorizzata che dal 3 agosto, giorno previsto per l'avvio dei lavori, aveva impedito l'accesso alle ruspe. Conad aveva poi presentato una denuncia contro ignoti, e la prefettura aveva fatto spostare il presidio lontano dall'ingresso. Da allora i cittadini si alternavano giorno e notte nella sorveglianza, in attesa del ritorno dei mezzi, per bloccare l'abbattimento del bosco.
Il progetto e la sua storia
L'area è stata acquisita da Conad per realizzare un supermercato con ampi parcheggi, che sarebbe la 62esima insegna del marchio in provincia. Il piano comprende anche un edificio di cinque piani con servizi di quartiere, tra cui un presidio sanitario e una biblioteca, e come opere compensative la piantumazione di 1500 alberi nuovi e un parco pubblico di 23mila metri quadri.
Le ragioni dei cittadini
Alessia Busani, dell'Assemblea Bosco Ospizio, ricorda al giornale "il manifesto" che nel raggio di un chilometro ci sono già cinque supermercati e definisce il bosco l'unico rifugio climatico del quartiere, frequentato d'estate da chi non può permettersi l'aria condizionata.
Al suo fianco si sono schierati quindici docenti e ricercatori degli atenei emiliani, tra cui il meteorologo Luca Mercalli, secondo cui giovani alberi piantati altrove non equivalgono alla vegetazione adulta abbattuta.
Le parole di Luca Lombroso
Anche il meteorologo Luca Lombroso è intervenuto sulla vicenda, pubblicando un commento sul suo blog. "In una fase nella quale le nostre città devono fare i conti con temperature sempre più elevate - scrive Lombroso - ogni spazio verde assume un’importanza che va oltre la sua semplice superficie. Gli alberi sono parte della soluzione alla crisi climatica [...]. Non si “salva il clima” solo piantando alberi, ma certo lo si danneggia tagliando quelli esistenti, tanto più se ad alto fusto. Alberi, boschi, parchi e foreste contribuiscono all’ombreggiamento e alla mitigazione delle temperature; il suolo permeabile favorisce l’infiltrazione dell’acqua e gli spazi verdi migliorano la qualità dell’ambiente urbano. Non sono elementi decorativi da spostare semplicemente da una parte all’altra della città".
L'area complessiva del Bosco Ospizio (Reggio Emilia) è di 4,5 ettari. Da oggi,a sorpresa, le ruspe e gli agenti in tenuta antisommossa si sono attivati per radere al suolo alberi e distruggere gli habitat di fauna e uccelli per far posto all'ennesimo centro commerciale. Maledetti pic.twitter.com/rDKcDCLEas
— Gimmoriso' (@fawollo13) September 30, 2026
Lombroso spiega anche che "la perdita di un’area verde non può essere considerata risolta semplicemente piantando qualche albero altrove. Un albero piantato oggi non sostituisce un ecosistema ricco di biodiversità che si è formato nel corso degli anni".
Fanpage dà voce anche all'arboricoltore Davide Mattioli, del Collettivo Ecosistemico, che definisce l'area un bosco urbano "meraviglioso" in un quartiere popolare ad alta densità abitativa.
Nella sua valutazione ecosistemica, elaborata con censimenti autonomi, Mattioli segnala 168 specie vegetali e stima che il bosco trattenga ogni anno circa 92 metri cubi di acqua di ruscellamento e sequestri 9,63 tonnellate di carbonio. Indica inoltre un esemplare di Prunus cerasifera che, per dimensioni, potrebbe rientrare tra gli alberi monumentali tutelati. Dati che vengono contestati dallo studio tecnico alla base dell'autorizzazione, che descrive due terzi delle piante come senescenti e "potenzialmente pericolose".
L'alternativa proposta e la politica
Il comitato aveva presentato ad agosto a Conad e al Comune una proposta alternativa: una moratoria di 90 giorni per trattare una gestione condivisa del bosco, uno scambio dei diritti edificatori su un'area già urbanizzata oppure l'acquisto da parte del Comune, con i servizi pubblici spostati negli edifici dell'ex manicomio di San Lazzaro. Secondo Fanpage, la proposta non è stata accolta.
Il sindaco Marco Massari si era detto disponibile al dialogo con gli attivisti e a cercare miglioramenti del progetto con Conad, ma senza rimettere in discussione l'abbattimento: i lavori sono autorizzati e, ha spiegato, un sindaco non può cancellarli.
Il comitato risponde, per voce di Maria Cecilia Azzali, che valuterà solo proposte che salvino l'area. In Regione, i consiglieri di Avs Simona Larghetti e Paolo Burani sostengono che la vicenda vada oltre il singolo caso e chiedono norme urbanistiche coerenti con la riduzione del consumo di suolo e più risorse per i comuni, oggi dipendenti dagli oneri di urbanizzazione e dagli investimenti privati.
Riferimenti della notizia
Luca Lombroso. (2026). Il caso del Bosco Ospizio: riflessioni.
FanPage. (2026). A Reggio Emilia stanno sradicando un bosco di 4,5 ettari per fare spazio all’ennesimo ipermercato.
Il manifesto. (2026). Un ipermercato al posto di 45mila mq di bosco.