La siccità prosciuga i fiumi d'Europa e rivela tesori nascosti di ogni epoca
La siccità che caratterizza l'estate 2026 prosciuga i grandi fiumi europei e dalle acque che si ritirano stanno riemergendo reperti antichi, di qualche decennio o di migliaia di anni

L’estate 2026 ha portato caldo estremo e siccità in tutta l’Europa e a risentirne sono anche i fiumi più importanti del continente.
Sul bacino del Po le precipitazioni sono state inferiori del 36% rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Senna, Loira, Reno, Danubio e tutti gli altri gandi fiumi hanno registrato portate molto inferiori alla media.
Il livello delle acque del Danubio, in particolare, ha raggiunto nuovi record negativi in più punti, rivelando con l’occasione una serie di reperti storici.
La siccità, nonostante causi danni per milioni di euro, potrebbe avere ora l’effetto secondario di consentire il recupero o lo studio di alcuni di essi.
Le navi sul fondo del Danubio
Il confine tra Romania e Serbia è uno dei luoghi dove il livello dell’acqua del Danubio si è abbassato di più a causa della siccità. Sono così emerse isole di sabbia su cui sono adagiati molti resti della seconda guerra mondiale.
As the River Danube reaches its lowest recorded level amid a European heatwave, German warships sunk between Serbia and Romania have become visible, with the fleet having been deployed in a failed bid to halt the dramatic Soviet counter-offensive in 1944 that ultimately toppled pic.twitter.com/di5mfODAsI
— The New Region (@thenewregion) August 12, 2026
In particolare a Prahovo, in Serbia, sono ora visibili i resti di venti navi tedesche. L’esercito nazista nel 1944 le affondò di proposito nel tentativo di ostacolare l’avanzata della flotta dell’Armata Rossa e di impedire all’esercito russo di impadronirsi delle imbarcazioni.
Si tratta sia di navi mercantili che di navi militari, che non sono mai state riportate in secca a causa dei costi e dei pericoli dell’operazione. Molti dei vascelli militari infatti sono ancora armati e contengono esplosivi che possono rendere il rischio eccessivo.
Siccità e infrastrutture
La scarsità di acqua nei fiumi costituisce un problema notevole, sia dal punto di vista ecologico che per quanto riguarda industrie e infrastrutture.
L’energia idroelettrica in Serbia inizia a scarseggiare proprio a causa dello stato del fiume, mentre in Romania, la scarsa portata del Danubio ha portato alla sospensione dei traghetti e alla difficoltà di approvvigionamento di acqua per le centrali nucleari, oltre che alla difficoltà nell’irrigare le campagne.
Tuttavia ora potrebbe essere più facile recuperare alcuni dei relitti. In particolare per quanto riguarda le navi tedesche, è importante almeno stabilire quali vadano recuperati e quali no. La loro presenza infatti ostacola la navigazione del Danubio, con un costo per la Serbia che ammonterebbe a cinque milioni di euro all’anno.
Gli altri reperti bellici emersi dal Danubio in secca
Il caso di Prehovo non è isolato. Lungo il corso del Danubio rimasto senz’acqua sono emersi anche altri reperti; molti, ma non tutti, risalgono alla seconda guerra mondiale.
Nel 1945 a Budapest si è combattuta una battaglia molto violenta e il Danubio è stato utilizzato come una sorta di discarica per materiale bellico.

Adesso dalle sue acque, tra le altre cose, è riemersa una motocicletta DKW 350-1, in dotazione alla Wehrmacht, insieme ai resti di due soldati che ora sarà possibile identificare grazie alle piastrine perfettamente conservate, come anche la moto.
A Komorn, in Slovacchia, è emersa invece una mina britannica 700 kg, già fatta brillare.
Le tracce della storia più antica
Non solo la storia recente, ma anche quella più antica sta ritornando alla luce sul letto del Danubio.
Presso il villaggio di Gigen in Bulgaria, sono riemersi i resti di uno dei più importanti ponti romani, il Ponte di Costantino risalente al IV secolo. Il ponte era un’opera imponente, della lunghezza di circa due chilometri, e collegava Ulpia Oescus nell’attuale Bulgaria con Sucidava in Romania.
A Ryahovo, in Bulgaria, sono stati trovati i resti di un mammut vissuto tra cinquecentomila e diecimila anni fa. Si tratta di una zanna, di una mandibola, di una scapola e di altre ossa di un animale che doveva pesare circa sette tonnellate. È possibile che sotto la sabbia sia custodito anche il resto dello scheletro.
Un reperto insolito, di cui ancora si sa poco, è una sfera di pietra trovata a Visegrad, in Ungheria. Ancora non è chiaro cosa sia, ma non è improbabile che fosse originariamente un proiettile di catapulta.
Cosa ha rivelato la siccità nel Po e negli altri fiumi d'Europa
Il Danubio forse è il fiume più ricco di reperti, ma non è il solo che sta rivelando i suoi segreti. L'estate rovente e la mancanza di piogge hanno colpito anche altrove e così sono molte le tracce del passato che stanno tornando alla luce nei letti dei fiumi.
Lungo il corso dell'Elba sono tornate visibili le Hungersteine, le "pietre della fame", degli idrometri naturali incisi, che documentano le carestie e le siccità peggiori della storia. Quella di Oberposta, in Germania, porta la data più antica, 1707.
Lungo il Reno è ora visibile il relitto di una nave cargo in legno, la De Hoop, che portava dinamite e che è affondata a causa di una esplosione nel 1895.
Non va meglio al Po, il cui livello è calato al punto da svelare i blocchi di pietra e un antico arco, parte delle fondamenta della chiesa o del casello dell'antico insediamento medievale di Borgofranco, scomparso due secoli fa in seguito ad un'alluvione.
Riferimento della notizia
Jesùs Maturana. (2026). Historic drought: rivers reveal hunger stones, warships and mammoth remains.